Doppia recensione: “Glitterland” di Alexis Hall.

GLIETTERLAND

TITOLO: Glitterland

TITOLO ORIGINALE: Glitterland

AUTORE: Alexis Hall

CASA EDITRICE: Triskell

SINOSSI:

L’universo è una palla stroboscopica che tengo nel palmo della mano.

Ash Winters, ex giovane promessa della scena letteraria britannica e ora scrittore cronicamente depresso di romanzi pulp, ha rinunciato all’amore, alla speranza, alla felicità e soprattutto a se stesso. Trascorre la vita nell’attesa della successiva ricaduta, tormentato dal fantasma delle aspettative altrui.

Poi, un incontro casuale a una festa di addio al celibato lo getta tra le braccia di Darian Taylor, un aspirante modello dell’Essex che vive in un mondo fatto di gel per capelli, abbronzature artificiali e sfilate. Per sua stessa ammissione, Darian non è certo un campione d’intelligenza, ma sa preparare un eccellente pasticcio di carne e riesce a far ridere Ash, ricordandogli cosa significa travalicare gli opprimenti confini imposti dall’ansia.

Ma Ash vive all’ombra di se stesso da così tanto tempo che non è capace di vedere la luce oltre lo scintillio. Può un uomo che non ha fiducia in se stesso credere nella felicità? E come può un uomo che non crede nella felicità lottare per ottenere la propria?

LA RAINBOW OPINIONE:

Questo non è un romanzo, è un’esperienza. Come dice Valerio Mastandrea alla fine del video di “Supercafone” der Piotta – vi fa paura la mia trash cultura, eh? Lo so, anche a me – “io non t’ho visto, t’ho vissuto!”

Ecco, è esattamente quello che ho provato io all’ultima parola di questo libro.

Cercando di rimanere più neutrale possibile lo definirei una meraviglia. Storia coinvolgente, scrittura magnifica e un protagonista che mi rimarrà nel cuore per molto, molto tempo.

Perché tutto questo entusiasmo? Vedete, a me piacciono quei personaggi che potremmo definire outsider. Adoro quelli con una psiche complessa, con problemi relazionali, misogini, al limite dell’agorafobico, con una disperazione che sfocia in desolazione, quelli che non puoi aiutarli se non sono loro a volerlo.

Dite che sono tanti personaggi? No. È Ash. L’assoluto uno – nessuno – centomila.

Ash che trova tutte le scuse +1 per non andare a feste, eventi, commemorazioni. A firmare autografi – di quei gialli che odia scrivere, ma che pagano le bollette quindi perché lamentarsene? – ci va ma solo perché sa esattamente come andranno le cose. Arrivo, mi siedo, firmo, riconsegno. Firmo, riconsegno. Firmo, riconsegno.

Ash è fondamentalmente un solitario, ma ha chi gli vuole bene. Come la sua agente, Amy, o il di lei fidanzato e ex compagno di college Max. O Niall, il salvatore della patria. Anche se su Niall ho dei dubbi. Cioè è più Niall il salvatore/cuscinetto tra Ash e il mondo/amico devoto al martirio o è più Ash una scusa di Niall per essere scontroso/di pessimo umore/sempre sbuffante-sofferente?

Non nego che Ash sia difficile da gestire, definirlo una spina nel fianco è fargli un complimento. Però Ash è Ash, non sarebbe meraviglioso se fosse diverso. È talmente caustico, non ironico badate bene, proprio corrosivo, che aspettavo che qualcuno lo stuzzicasse a dovere per sentire le sue imbeccate. Ash è oltremodo intelligente e ha una padronanza di linguaggio fuori dal comune. È uno che definirei ad alta manutenzione. Avete presente come quei pezzi di arredamento bellissimi ma che, ogni volta che devono essere usati, smoccoli una serie di improperi finendo tutte le frasi con un “ma chi me l’ha fatto fare a me?” Ecco: così io vedo Ash.

Quindi che ci fa uno come lui con il corrispettivo inglese di un burino? Perché vedete, e udite udite non ne avevo idea, pare che quelli dell’Essex siano la versione UK di Jersey Shore.

Vi confesso che, ogni volta che descriveva gli essexiani (rainbowlogismo abituatevi, conio parole nuove ad ogni piè sospinto) e soprattutto durante la settimana della moda dell’Essex che però dura un sol giorno, io in testa avevo DG (David Gandy, profani che non siete altro!) che si comportava come Mike ‘The Situation’… Ho riso un casino! Sì, ridere da soli è da pazzi. Ma io non ho mai detto di essere normale!

Torniamo alla nostra storia. Ash che incontra Darian. Questo ragazzo tutto lustrini con l’abbronzatura tendente all’arancione causa autoabbronzante, sicuro di sé e della sua avvenenza, non colto, anzi, diciamola meglio, impossibilmente colto come Ash, ma con un cuore grande e soprattutto limpido. Questo ragazzo senza maniere riesce a vedere Ash. Riesce, da subito, a capire cosa ci sia dietro quella facciata fatta di battute, cattiveria, riservatezza, disperazione e panico. Capisce che esiste un Ash umano dietro l’Ash depresso, che l’Ash depresso sta sì fagocitando l’umano, ma che questi sta cercando di resistere in tutti i modi. Che tutto quello che serve all’Ash umano per prevaricare è solo avere speranza. Avere qualcuno che gli stia a fianco, che lo sostenga, che gli faccia vedere che è possibile convivere con i propri casini, che farla finita – perché Ash ha tentato anche quello e le prove rimarranno nei suoi polsi ed avambracci a imperitura memoria – non è la soluzione. Che accertarsi e sentirsi accettato è la chiave.

Quello che mi piace di Darian è come sia in grado di sdrammatizzare Ash. Lo chiama da subito Bambi, a ogni battuta velenosa gli risponde con un sorriso e un “non è carino quello che stai dicendo” facendo vergognare Ash di se stesso. Fa ridere Ash, cosa incredibile, lo fa rilassare. È come se Darian toccasse delle corde in Ash che solo lui vede.

Logicamente non tutto ciò che è oro luccica – o nel nostro caso non tutto ciò che Darian indossa luccica – e Ash non diventa il compagno perfetto in quattro semplici e abili mosse. Farà soffrire Darian, un sacco. Ma la sofferenza è catartica, lo sappiamo. E lo sa soprattuto Ash. Più che altro Ash scopre che l’unico modo per far terminare quella sofferenza non è terminando la sua misera esistenza, ma è mettendo la sua esistenza nelle mani di qualcun altro. E per un egocentrico maniaco depressivo questa è la cosa più difficile da fare.

Concludendo posso dire che l’ho trovato un romanzo complesso e stupendo, scritto in maniera divina. Personaggi completi, complessi e mai banali.

Alexis te lo chiedo implorandoti, scrivi ancora ti prego!

Voto finale 5 arcobaleni strameritati!

5 arcobaleni

May the multicolor be with you

LA BUBBA OPINIONE:

Cosa dire di Glitterland?

Troppe cose, quindi partirò dal titolo.

Il titolo potrebbe sviare dalla vera anima del libro visto che il rimando più logico è quello dello sfarzo, dei glitter e dei vampiri che “sbrilluccicano” alla luce del sole. E invece introduce un libro che tratta della battaglia di uno scrittore famoso di nome Ash con la rottura del suo equilibrio mentale, contro il bipolarismo e contro l’ansia che può derivare anche dai più piccoli gesti quotidiani.

L’irriverente, ironico e spigoloso Ash a cinque anni dal crollo mentale si è creato una routine perfetta, che minimizza i crolli e le nevrosi mentali che derivano dalla sua patologia, ma tutto ciò viene spazzato via dal neo-modello Darian. Avete presente i programmi sui tamarri inglesi che danno su MTV? Ecco, Darian o Mister Carota sarebbe perfetto per farne parte se lo guardiamo SUPERFICIALMENTE. Una coppia peggio assortita non l’avevo ancora incontrata: il bipolare e l’ignorantello-ingenuo. Eppure si completano alla perfezione. Magia?

Ash è il personaggio più intrigante del romanzo, perché ci fa toccare con mano la vita di coloro che hanno disturbi mentali e depressioni. Lo scandire generico dei capitoli datoci dai titoli di essi ci catapulta nel mondo della continua ansia e depressione. E’ come vivere insieme ad Ash i suoi attacchi di panico, e questo fa guadagnare all’autrice un grande applauso, perché se lo merita!

E cosa dire di Darian? Colui che dentro di sé nasconde un’anima da suora e una da peccatrice. Il suo modo di parlare e di porsi potrebbe farcelo etichettare come il modello stupido intento solo ad apparire, con i suoi abiti eccentrici e la sua abbronzatura finta (ma le lampade no, eh piccolo Darian?)

Invece, oltre che ad avere dentro di sé una suora e una peccatrice, nasconde anche un saggio e dolce Yoda che gli permette di poter essere ciò di cui Ash ha bisogno per poter capire che non tutto della sua vita è in funzione della ù malattia. Quindi diciamo che con tre sé diversi Darian per me è il vero bipolare del romanzo! Alcune volte mi fermavo e mi chiedevo “Ma sta ancora parlando Darian? Ma che cav…” (vedo lo Yoda in un angolino del cervello di Darian traumatizzato)

La loro storia la definirei un inizio per entrambi, pieno di alti e bassi in mezzo ai quali devono capire come arrivare adù un equilibrio per far sì che la loro relazione possa continuare (senza basare tutto sul sesso, anche se ci sono delle scene davvero hot). Ma la loro storia non è sempre condita dalla tristezza e da un’aria cupa, anzi l’irriverenza di Ash quando si scontra con l’aria da ottimista di Darian mi ha fatto più volte morire dal ridere.

Per tutto il romanzo ho amato che il punto di vista fosse quello di Ash, e non solo per le crisi, ma anche perché è uno scrittore e l’autrice del libro ha potuto descrivere scene, sensazioni e azioni al meglio facendomi emozionare per le descrizioni ricercate come per le parole altrettanto ricercate.

Per quanto riguarda i personaggi secondari credo che il più interessante sia stato Liam, che presta il punto di vista di coloro che stanno vicini nei momenti più brutti a persone che hanno alti e bassi depressivi e che a volte si presentano come persone del tutto diverse. Deve essere davvero una grande battaglia anche per loro che Liam con il suo essere freddo e realista ha incarnato molto bene.

Credo di dovermi interrompere qui perché se fosse per me inizierei a raccontarvi parola per parola tutta la storia. Per me è un non-romance poiché non è propriamente una storia idealizzata, ma un raccontare degli eventi reali e come possono evolversi realmente senza troppe dichiarazioni d’amore ma azioni che rispecchiano un vero sentimento.

E’ d’obbligo dare cinque arcobaleni a Glitterland e alla sua scrittrice, Alexis Hall.

5 arcobaleni

Morsi&Stritolamenti

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