RainbowRecensione: ” In Tandem” di SDJ Peterson.

tagteamitlgTITOLO: In Tandem

TITOLO ORIGINALE: Tag Team

SERIE: Guards of Folsom – Libro 2

AUTORE: SJD Peterson

CASA EDITRICE: Dreamspinner Press

 SINOSSI:

 Dopo la morte del loro sub, i precedenti proprietari del Guards of Folsom, Robert “Bobby” Alcott e Rig Beckworth, si sono ritrovati a raccogliere i cocci delle loro vite come meglio hanno potuto. Dopo sette anni, i due Dom sono pronti ad andare avanti e trovare l’uomo che li completerà. La sofferenza del passato si abbatte nuovamente su di loro quando incontrano Mason Howard, un sottomesso che ha perso da poche settimane i suoi Dom in un incidente stradale.

Imprigionato da una travolgente tristezza, complicata da un grave disturbo d’ansia sociale, Mason non riesce quasi a lasciare la sua casa. Quando Rig e Bobby lo trovano, ha toccato il fondo, convinto che non valga più la pena vivere. Bobby e Rig sono determinati a dimostrare al giovane che si sbaglia. Il destino ha fatto incontrare i tre uomini, ma dovranno affrontare di petto il dolore della paura e della perdita prima di ricominciare a vivere davvero.

 LA RAINBOW OPINIONE:

 Tanto per essere chiari a me non fanno impazzire i BDSM, così come non mi fa impazzire la combinazione M/M/M, quindi, direte, sto libro perché lo hai letto? Ma perché è bellissimo!

Lo so: coerenza portami via, però è veramente bello! È un libro pieno di amore, sostegno, coraggio, dolore e redenzione. Già alla prefazione io stavo con il cuore stretto in una morsa, vedete un po’ voi.

 Ma andiamo con calma. Protagonisti: Mason, Rig e Bobby. Se avete letto “Cucciolo” Rig e Bobby già li conoscete. Se non lo avete letto, sono due orsi-dom che prima erano proprietari e gestori di un club BDSM, il Folsom a NYC, i quali hanno venduto tutto e alla soglia dei cinquant’anni si stanno godendo la vita. Oddio, godendo la vita… stanno in vacanza in Florida e Bobby odia il caldo umido! Ma Bobby farebbe di tutto per il suo Rig, quindi sono in vacanza in Florida a Luglio. Se non avete ben presente parliamo di una quarantina di gradi di media con un’umidità che si aggira al 100%. È amore puro. Stanno assieme da più di vent’anni e sette anni prima hanno perso, in un incidente stradale, colui che li completava, il loro sub Stephen. È stato un colpo bello potente, ma erano assieme, avevano amici e ce l’hanno fatta ad uscirne. Anche se gli strascichi te li trascini dietro per sempre, solo che non lo sai.

 Dicevo, ci sono Rig e Bobby e poi c’è Mason. Ahhhhh accidenti Mason! Mi sono innamorata di Mason. Della sua storia, del suo cuore, della sua fragilità, della sua solitudine, del suo sentirsi sempre e comunque inadeguato. Ma facciamo un passo indietro. Mason ha, da dodici anni, due dom che ama e che lo amano, Charles e Gregory. Ma i due muoiono in un incidente automobilistico lasciandolo solo al mondo.

Perché Mason è stato buttato fuori da giovanissimo dalla sua famiglia a causa della sua sessualità e dei suoi gusti, soffre di forti attacchi di panico quando si trova a contatto con altre persone, il che lo porta a essere emarginato e quasi rinchiuso nella propria casa. Quando muoiono i suoi dom, che erano l’asse su cui ruotava la sua intera vita, Mason si sente sopraffatto dagli eventi, perso, spaesato. Il non poter esaudire le ultime volontà dei suoi amanti, a causa delle rispettive famiglie che come al solito si accorgono di avere un figlio gay quando questi muore, acuisce la paranoia e lo riduce allo strenuo delle forze. Non mangia più, è sfiancato dal pianto, dalla paura, dal dolore. Vuole solo morire.

 Ed è così che lo trovano Rig e Bobby. Ubriaco al limite del coma etilico con un mano una boccetta di pillole ancora intatta. Non ce l’ha fatta a fare il passo finale, ma questo non vuol dire che voglia vivere. Solo che non ce la fa a farla finita. Si sente anche codardo, per non aver il coraggio di raggiungere i suoi due amori all’inferno. Sì, all’inferno, perché la gente come lui è lì che va a finire. Già, grazie eh genitori di Mason! Prima gli imbottite la testa di pregiudizi, odio e segregazione mascherati da religione e poi gli tirate un bel calcio dove non batte il sole e amici come prima. Alla faccia del porgi l’altra guancia!

 La fragilità, la bellezza interiore ed esteriore di Mason, il suo dolore, colpiscono profondamente Bobby e Rig, i quali sentono la necessità di stargli a fianco, di aiutarlo a uscire dalla spirale di dolore che lo avvolge. Sono due dom, a loro viene naturale – e direi che è anche fisiologico – prendersi cura di una persona, sono come delle enormi e pelosone mamme chioccia. Quello che sanno è che Mason non è Stephen, potrebbe non volere mai nulla di più da loro che supporto morale, potrebbe non accettarli mai sessualmente, potrebbe aver bisogno di loro solo per il periodo necessario a rimettersi in piedi, potrebbe spezzare loro il cuore. Ma lo fanno lo stesso. Perché è questo che fa un bravo dom: si prende cura del suo sub e gli dà quello che gli serve, anche se non sa di volerlo.

 Più che una storia di dominazione e sottomissione io l’ho trovata una storia di ‘do ut des’ cioè Bobby e Rig danno amore, sicurezza, tranquillità a Mason e lui dà loro quella allegria, spensieratezza e quella parte che a loro mancava da anni. Come direbbero gli americani è un win-win. Perché il rapporto dom/sub non è solo «io controllo il tuo piacere e il tuo dolore e io solo so quando e quanto dare». È anche avere la responsabilità psico-fisica di una persona, è capire quando qualcuno è in difficoltà, è sapere esattamente cosa fare, anche al di sopra dei propri desideri. È anteporre il benessere di un altro al proprio.

 Cosa dite? È questo che dovrebbe essere l’amore? Già. Che però coinvolga collari, frustini, croci di Sant’Andrea è solo un surplus. L’amore è amore, chiunque coinvolga e in qualsiasi forma lo vogliamo dimostrare. Non dobbiamo avere paura delle convenzioni sociali, di quello che gli altri pensano di noi. Ci si deve concentrare solo su una cosa: quello che facciamo e con chi lo facciamo ci fa sentire bene? Completi? In pace con il mondo? Sì? Allora stiamo facendo assolutamente la cosa più giusta.

Voto finale? 4 arcobaleni e mezzo.

4,5 arcobaleni

May the multicolor be with you

***

 

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