RainbowRecensione in anteprima: “Credimi” di L.A. Witt.

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DATA DI PUBBLICAZIONE 28 AGOSTO

TITOLO: Credimi

TITOLO ORIGINALE: Trust me

SERIE: Cover Me

AUTORE: L.A. Witt

CASA EDITRICE: Triskell

SINOSSI:

Sulla scena di un multiplo omicidio, che è orribile anche per un investigatore navigato, Brian Clifton rimane sbalordito nel vedere che una delle vittime somiglia in modo inquietante a James, il suo ragazzo. Mentre le similitudini continuano ad aumentare, i cadaveri fanno altrettanto… e le prove indicano che il killer è proprio James.

James non è stato onesto con Brian da molto prima della sparatoria. È stato evasivo. Oh, e c’è quel piccolo dettaglio: ha omesso di dire al compagno di essere uno spacciatore con il vizio del gioco d’azzardo. Forse James non è il fidanzato migliore del mondo, ma scongiura Brian di credere alla sua innocenza. In effetti, chiunque abbia premuto il grilletto vuole senza dubbio finire ciò che ha iniziato, e Brian è l’unico di cui James si fida per essere protetto. Ma quanto è disposto a rischiare Brian per proteggere un uomo che forse neanche conosce?

LA RAINBOW OPINIONE:

E io, adesso, come faccio a spiegarvi cosa mi ha fatto provare questo libro senza spifferare nulla? Perché è un libro da leggere tutto d’un fiato, perché si cambia opinione a ogni nuova prova, perché tutto porta da una parte anche se il tuo cervello ti urla che non può essere, che dev’esserci una spiegazione, perché è un continuo gioco di specchi.

Quindi, non potendo/volendo rivelare nulla nulla nulla – ho detto nulla? – della trama vi beccate le mie riflessioni. E fu così che da quel momento in poi scrisse solo per se stessa, abbandonata da chiunque…

Quanto conosciamo le persone che ci stanno attorno? Quanto conosciamo la persona che abbiamo fatto entrare nel nostro letto? Quanto può influire l’opinione altrui su cosa facciamo, chi frequentiamo e chi amiamo?

Sono domande cosmiche e da un milione di dollari, me ne rendo conto, ma sono le domande che mi sono sorte quando ho letto la parola “Fine” di questo romanzo. Possiamo dire di conoscere perfettamente quelli che ci circondano? No. Assolutamente. Ognuno di noi ha un lato segreto, un qualcosa che non condivide con nessuno, nemmeno con il miglior amico o il partner. Perché? Perché credo sia giusto mantenere sempre qualcosa solo per se stessi. Perché, vedete, sono assolutamente convinta che nessuno ci conosca alla perfezione, nemmeno noi stessi.

Mi prendo come esempio: farei di tutto per la persona con cui sto? A primo acchito direi subito “Sì, assolutamente”, ma poi aggiungendo un paio di difficoltà – come nei livelli di un videogioco – la risposta sarebbe sempre la stessa? Mi ricordo una puntata di un telefilm, mi sembra Criminal Intent, dove un pazzoide prendeva di mira le coppie e le metteva sedute, legate, l’uno fronte all’altro e diceva a uno dei due “Scegli, o ammazzo te o tu ammazzi il tuo compagno”. Ecco, immaginiamoci una situazione simile, è un limite assoluto, me ne rendo conto, ma io lì che farei?

La risposta è un grande, enorme, pesante BOH. Potrei far la parte del cavaliere senza macchia e senza paura e dire “io mi sacrificherei per il bene supremo”, potrei fare la codarda e dire mors tua vita mea, ma in realtà se ci penso… Vuoto pneumatico. Non ho proprio idea di cosa farei, cosa direi, come reagirei. E questo per il discorso di prima, perché non mi conosco totalmente. Non ho la più pallida idea di come reagirei in una situazione di pericolo, figuriamoci se so come comportarmi se scoprissi che il mio partner non è chi mi aveva detto di essere!

Ed è questa la condizione di Brian, ed è questo il dilemma principale. Sì, io ti ho mentito su chi sono, su ciò che faccio per vivere, sulla mia famiglia, il mio lavoro, i miei amici, ma ti giuro, non sto mentendo ora e non sto mentendo su quello che provo per te.

Immaginatevi voi la scena: sono settimane che James fa il vago con Brian, settimane che, ogni volta che Brian propone a James di conoscere i suoi amici, questi all’ultimo minuto glissa, settimane che posticipa appuntamenti, non risponde al telefono, è irraggiungibile. Poi, il giorno in cui Brian decide di dire “basta!” arriva sulla scena di un crimine – una strage, no un crimine – scopre che un cadavere è James, ma non è veramente lui. Che però James era lì, che James e il fratello – cadavere – sono a capo di un traffico e spaccio di droga e che James è il sospettato numero 1. Poi arriva sera – nel mentre su Brian si abbattono altre tegole, manco fosse il centro di un tornado – e James gli si presenta a casa. Dicendo che sì, tutto quello che hai scoperto su di me è vero, ma è anche vero che non sono stato io. Mi aiuteresti?

Io so cos’ha fatto e rischiato Brian. La domanda è: voi cosa fareste?

L.A. Witt non delude. Come ho già detto la storia tiene sempre alta la tensione e la suspance. Adoro che citino Keyser Söze, uno dei personaggi più riusciti della storia, il cattivo cervellotico migliore di tutti i tempi. Mi piace che Brian sia così forte ma al contempo così debole, lo fa sentire meno superuomo e più una persona normale, roso dai dubbi, dalle incertezze.

Voto finale? 4 arcobaleni e mezzo.

4,5 arcobaleni

May the multicolor be with you

***

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