RainbowRecensione in anteprima: “Mio” di Mary Calmes.

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DATA DI PUBBLICAZIONE 6 OTTOBRE

TITOLO: Mio

TITOLO ORIGINALE: Mine

AUTORE: Mary Calmes

CASA EDITRICE: Dreamspinner Press

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Trevan Bean ha un lavoro che da illegale sta diventando spaventoso, un ragazzo che potrebbe non essere sano di mente, un angelo custode che in realtà potrebbe essere l’incarnazione del male. A questo si aggiunge la ricomparsa della famiglia che aveva allontanato il suo ragazzo, minacce di morte, un rapimento e il tentativo di mettere soldi da parte per realizzare un sogno. Trevan ha davvero molte gatte da pelare, ma si sente all’altezza della sfida: ha promesso a Landry un lieto fine e Landry lo avrà, sempre che qualcuno non lo uccida!

E potrebbe accadere.

Landry Carter era una bambola rotta quando si erano conosciuti due anni prima, ma è diventato un compagno in grado di stare accanto a Trevan… almeno per la maggior parte del tempo. Ora che la vita di Trevan ha preso una piega spaventosa – e Landry viene rapito – Trevan deve continuare a sperare che l’amore di Landry rimanga saldo di fronte a questa nuova sfida, perché non ci sarà lieto fine se Trevan dovrà proseguire da solo.

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Il mio rapporto con Mary Calmes è complesso. Ci sono libri che ho amato e libri che ho odiato.

Mio è un mondo a parte. O se vogliamo è una crasi perfetta: all’inizio non mi piaceva, poi è diventato interessante e alla fine proprio godibile.

Certo, non ce n’è uno che sia sano – mentalmente – e forse per questo ha avuto un forte appeal per me, o forse è “colpa” degli spunti di discussione che mi ha fornito. O forse perché il bad-boy che tutti definiscono essere fuori di testa, per me invece è il più sano, equilibrato, paziente e santo essere umano cartaceo (digitale nel mio caso) esistente.

I protagonisti del libro sono Trevan, Landry, la malavita e le dipendenze.

La storia si svolge tra Detroit, dove Trev e Landry vivono e lavorano, e Las Vegas, città natale di Landry.

Trev è il ragazzaccio. Un meticcio che più meticcio non si può, padre afroamericano e madre cubana. È rimasto orfano da adolescente e ha sempre fatto di tutto per aiutare madre e sorella a mantenere una vita povera ma dignitosa. È così che è finito a fare da galoppino e riscossore di scommesse per un pezzo grosso del giro. Trev sa di sguazzare nell’illegalità, ma non ha istruzione, non aveva una base solida ed è l’unico modo per avere – un giorno si spera ancora non molto lontano – di veder realizzato il suo sogno. Aprire un ristorante.

La prima volta che vede Landry capisce di volerlo e dopo averlo osservato ad alcune feste, decide che il suo turno è arrivato. E che mai più nessuno si potrà approfittare di quel giovane che ha scritto in faccia l’assoluto bisogno di sentirsi amato e accettato, perché Landry sarà suo. Solo ed esclusivamente suo. Per sempre.

Messa giù così fa molto pazzoide aggressivo. Ma Landry ha veramente bisogno di una mano forte.

Landry che veniamo a sapere essere un figlio di papà; Landry che a 18 anni annuncia alla famiglia di essere gay e che è stato gentilmente congedato dalla famiglia; Landry che, con le sue sole forze, riesce a prendere una laurea in economia e, grazie all’aiuto e alla supervisione di Trev, riesce ad aprire il suo negozio di gioielli e ad avere anche un discreto successo. Landry che però si dona a chiunque in cambio di un po’ di calore e di una qualche dimostrazione d’affetto. Landry che è stato trattato nel peggiore dei modi perché permetteva a chiunque di fare il loro comodo in cambio di briciole di affetto.

Landry che, conoscendo Trev, cambia completamente stile di vita e che conosce finalmente la stabilità, l’affetto e l’amore. Perché mettendosi con Trev non riceverà solo l’amore di una persona che lo venera, ma anche quello di una grande, chiassosa, esuberante famiglia acquisita.

Direte, ma allora se Trev sta con Landry ed è tutto sole-cuore-amore, i casini dove sono? I casini sono Landry. Perché il ragazzo mi è fuori come una scimmia.

Come ho già detto prima, il libro all’inizio non mi andava molto perché era tutto un Trev ama Landry e Landry idolatra Trev e io mi annoiavo, ma poi Trev ricorda di quella notte in cui si è svegliato per colpa di un Landry sonnambulo che gli è montato sopra e che, mentre si masturbava, gli diceva che voleva incidergli il petto col coltello che aveva in mano perché così tutti avrebbero saputo a chi Trev appartenesse e nessuno si sarebbe più sentito in diritto di fargli delle avances.

A questo passaggio mi si sono drizzate le antenne e ho subito pensato “oh oh le cose si fanno interessanti qui”. E cavolo se non è stata un’escalation! Perché Landry, grazie al calcione di benservito genitoriale e a causa delle pregresse esperienze relazionali, è la persona più insicura della storia dell’umanità. Finché è in casa sua, nella casa che condivide con Trev, sa qual è il suo ruolo nella vita di Trev, sa come muoversi e si sente al sicuro. Ma quando sono in un ambiente esterno e non ha nessuna sicurezza lì iniziano i veri casini. Perché Trev deve stare attento a come parla con qualcuno, a quanto parla e sopratutto deve stare attento che nessuno invada il suo spazio personale. Perché altrimenti Landry da di matto. E quando dico da di matto fidatevi, da veramente di matto. Non è che gli do del santo così a caso. Avere a che fare con Landry è difficile, serve molta pazienza, molto polso.

Tra Landry, il proprio lavoro, il continuare a dare soldi alla madre, al tenere sempre i cordoni della borsa e non spendere mai un dollaro più del necessario, la vita di Trev scorre stressante ma felice. Finché un suo collega di lavoro non viene pestato a morte e il fratello minore di Landry si presenta a casa loro per chiedere al fratello di tornare a casa e rivedere la madre che è in regressione da un cancro e che non vede da 8 anni.

E i veri problemi iniziano qui. Problemi lavorativi e familiari che si intrecceranno e daranno uno scossone alla vita di Trev.

Scoprirà come andarono le cose a Landry prima di andarsene di casa, la famiglia di Landry scoprirà quanto non erano una famiglia e Trev capirà quanto ami Landry, quanto bene abbia fatto al suo uomo e quanto il suo uomo lo ami.

Menzione speciale per Conrad, il killer spaventoso amico di Trev. Conrad è l’uomo ombra di Trev. Chiunque sia del giro sa che non si deve scherzare con lui perché altrimenti Conrad busserebbe alla loro porta e sarebbe l’ultima persona che vedrebbero. Perché menzione speciale? Perché Conrad fa paura a chiunque. Nessuno vuole averlo come amico, ma è temuto da chiunque. Chiunque tranne Trev. Trev lo tratta come amico da subito e una volta, lasciando Conrad completamente basito, gli fa scudo col proprio corpo. E da quel giorno Conrad ci sarà sempre per Trev, perché questo non gli ha mai chiesto nulla e non ha mai preteso nulla in cambio.

Questo per dire che Trev, a prescindere dal lavoro che fa, dalle umili origini e dalle persone che frequenta è un’ottima persona. È leale, giusto, ama la sua famiglia, gli amici e il suo uomo. Quando conoscerete la benestante, altezzosa, ricchissima famiglia di Landry capirete quanto le qualità di Trev siano importanti.

E che con la persona giusta a fianco si può essere liberi di essere, crescere e vivere. E non è poco.

Userò, per farvi capire cos’è questo libro, le parole che Trev usa per definire il sesso tra lui e Landry:

Quando scopavamo, sembravamo gli attori di un brutto porno, non bello a vedersi né entusiasmante, ma rumoroso e disordinato, appiccicoso e inondato di lacrime.

È un libro incasinato, mentalmente disturbato e al limite del lecito. Ma funziona. E alla fine è appagante.

Piccolo appunto alla traduzione: tutto bene, ma “porte francesi” come traduzione di french doors non si può sentire. Vi prego, è tanto difficile scrivere porta-finestra? So che è un appunto da maestrina so-tutto-io, ma leggere porte francesi mi dà lo stesso fastidio delle unghie sulla lavagna.

Voto finale 4 arcobaleni.

4 arcobaleni

May the multicolor be with you

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