BubbaRecensione in anterpima: “Terapia ribilitativa” di Z.A. Maxfield.

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DATA DI PUBBLICAZIONE 9 OTTOBRE

Titolo: Terapia riabilitativa, Triskell Edizioni
Titolo originale: Physical Therapy – pubblicato da Loose Id.
Serie: St. Nacho Vol. 2

Autore: Z. A. Maxfield
Traduttore: Chiara Fazzi
Lunghezza: 214 pagine

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Quando Jordan Jensen si trasferisce a St.Nacho, ha un solo obiettivo in mente: ricominciare da capo. Vuole ristabilire i contatti con i suoi migliori amici, Cooper e Shawn, però non è certo di come lo accoglieranno. Ha le capacità per trovarsi un impiego, ma non sa se un potenziale datore di lavoro possa accettare il fatto che è stato in prigione per un omicidio commesso mentre era al volante sotto l’effetto dell’alcool. Si è lasciato alle spalle la parte peggiore della sua vita, ma sa che lo perseguiterà per sempre.
Una cosa sa per certo: chiedere di trovare l’amore è troppo, assolutamente.

Durante il primo giorno del suo nuovo lavoro, Jordan conosce Ken Ashton. Ken ha ogni ragione di odiarlo per via del suo passato, e soltanto una per cercarlo: la carriera nel baseball di Ken è stata mandata in frantumi da un incidente d’auto proprio causato dall’abuso di alcool. Ma, per qualche motivo che non sa spiegare, Ken ha bisogno del tocco di Jordan e trova curativi il suo calore e la sua forza.
E Jordan vuole dare a Ken tutto ciò di cui ha bisogno.

Senza capirlo completamente, Ken e Jordan sviluppano un legame potente, sia erotico che emotivo, ma Ken deve aiutare Jordan a trovare la fiducia necessaria per crederci.
Un aiuto inaspettato arriva dalle persone di Santo Ignacio – e dalla città stessa – un luogo dove la terapia riabilitativa può essere un percorso verso un amore che guarisce lo spirito, potente e passionale.

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Torniamo a St. Nacho con l’unico personaggio che onestamente mi aveva incuriosita del primo libro di questa serie, Jordan.

Non voglio distruggere il primo capitolo della serie con Cooper e Shawn ma… Non posso evitare. Devo puntualizzare che se ho continuato con questa serie era per una qualche speranza di miglioramento nei personaggi, nella storia e soprattutto nella narrazione soporifera. Miglioramento che fortunatamente è arrivato!

Jordan come lo abbiamo conosciuto nel primo capitolo è un relitto umano, che cerca un proprio posto in un mondo dove gli sbagli non vengono dimenticati molto facilmente, anche se uno ne ha pagato il prezzo davanti alla legge, come in questo caso. St. Nacho rappresenta per l’ex galeotto un’oasi di riabilitazione sociale (forse più una casa di riposo mista a un manicomio), dove finalmente realizzarsi e fare quello che realmente soddisfa la propria anima, ovvero aiutare gli altri attraverso il massaggio terapeutico. E’ proprio grazie a una sessione di massaggi per la riabilitazione muscolare che incontra l’ex promessa del baseball, Ken.

Perché ex? Perché a causa di un incidente, colpa di un guidatore ubriaco, ha perso il suo futuro sportivo e la sua compagna di vita.

Sicuramente ora vi starete mettendo le mani nei capelli conoscendo il motivo della permanenza in galera di Jordan, eppure non sarà questo lo scoglio più difficile che i due protagonisti dovranno affrontare, bensì le paure di un ex-carcerato che non sopporta più i pregiudizi della gente e il loro continuo controllo critico. A tutto ciò aggiungiamoci una scarsa autostima e l’incapacità cronica di riuscire a vendersi a un colloquio lavorativo. Meno male c’è un Ken determinato, forte nonostante i problemi fisici, che gli fa da stampella emotiva.

Ora che ho presentato i due protagonisti devo assolutamente parlare di Izzie.

Guru Izzie? Maestro Izzie? Sensei Izzie? Guida spirituale Izzie? Non saprei come definirla, ma è il super datore di lavoro di Jordan. La sua forza? Riesce a vedere l’aura delle altre persone, e per tutto il romanzo mi sono aspettata che a un certo punto dicesse “vedo la gente morta”, ma nulla per mio dispiacere.

A compensare questo splendido personaggio? La madre di Ken. Uno dei personaggi più odiosi che ho mai incontrato in un M/M eppure fa un cameo di una sola pagina! Pensate se fosse stata presente per tutto il libro! Non devo pensarci. La furia omicida mi assale anche solo a pensare che possa esistere una donna come quella.

Purtroppo ci sono degli aspetti negativi nella storia. Gli pseudo flussi di coscienza di Jordan (so che sembra una esagerazione se uno pensa ai flussi di coscienza di Joyce ma credo renda l’idea) molto casuali che si protraggono troppo, rendendo dispersivo il discorso principale, e la poco approfondita inclinazione sessuale BDSM di Jordan. Tuttavia non era un aspetto che influiva troppo sulla storia, quindi posso farla passare come male minore.

Il massimo punto a favore di questo capitolo è stata la maggiore introspezione del personaggio protagonista e problematico, che sicuramente ha dato una spinta in più rispetto al personaggio di Cooper precedentemente visto nella serie.

Lo presi a fondo, richiamando tutti i miei arcani, poteri magici di succhia-cazzi per prenderlo alla sprovvista, per portarlo al limite e poi riportarlo indietro.

Il mio voto a questa storia? 4 arcobaleni, grazie anche a questa citazione di Jordan.

4 arcobaleni

Morsi&Strtolamenti da Bubbetta.

***

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One thought on “BubbaRecensione in anterpima: “Terapia ribilitativa” di Z.A. Maxfield.

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