BubbaRecensione: “Il maestro di eleganza” di Cecilia Ryan.

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DATA DI PUBBLICAZIONE 13 OTTOBRE

Autore: Cecilia Ryan

Titolo: Il maestro di eleganza

Casa editrice: Dreamspinner press
Pagine: 60
Copertina: Anne Cain
Traduttore: Cornelia Grey

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Quando Beau Brummell, maestro d’eleganza di corte, incontra un bel soldato a un ballo pieno di gente che ha iniziato ad annoiarlo, ha in mente solo una breve relazione e l’opportunità di dimostrare che l’abito fa il monaco. Toby, però, si rivela essere non solo bellissimo, ma anche un amante gentile e generoso e Beau presto finisce con l’innamorarsene. Malgrado all’inizio abbia acconsentito ai piani di Beau per permettergli di divertirsi, il geloso Principe Reggente dà un ultimatum: Toby deve tornare in Francia o qualcuno rischierà l’accusa di tradimento. Sapendo che Toby non ha molte speranze di sopravvivere alla guerra, Beau inizia a sprofondare nella depressione e nei debiti. È sicuro che lui e Toby non si rivedranno mai più…

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“Il maestro di eleganza” di *** è controverso da recensire perché credo di doverlo scindere in due parti ben distinte: la parte storica con il suo innesto narrativo e la parte romance.

Partiamo con la trama, altrimenti c’è il rischio che mi perdo, pur essendo un racconto breve, di appena cinquanta pagine.

Il periodo storico in cui ci troviamo è quello che tratta la grande Rivoluzione Francese che tutto cambiò, pur non seguendo i grandi piani del piccolo Napoleone

Beau è il maestro di eleganza alla corte del principe reggente di Galles. E’ noto per essere colui che ha dato il via allo stile dandy, oltre a essere il “preferito” del principe reggente Giorgio.

Durante uno degli sfarzosi ricevimenti di corte incontra Toby, soldato in congedo ed eroe di guerra. E’ un personaggio insolito che attira Beau con la sua novità, e lo tira fuori dalla noiosa quotidianità dei salotti della nobiltà. Beau si prende l’incarico di insegnare al campagnolo Toby l’eleganza, non contando sul fatto che il soldato lo sorprenderà con la sua intelligenza celata.

Ma diciamo che quella di Beau è una scusa per la proverbiale “rotolata nel fieno”. Il loro rapporto fisico si evolve sempre di più fino a che Toby non è obbligato a tornare in guerra, e qui iniziano i problemi per il maestro di eleganza. La depressione e la non voglia di vivere faranno sì che Beau trovi un vero amico e apra gli occhi su quello che credeva fosse un suo amico, il principe reggente.

Ma Toby?

Diciamo che non posso spoilerarvi più di questo, perché è il fulcro di tutto. Inoltre puntualizziamo che è una storia verosimile: la guerra è dura e fa molti morti, soprattutto quando si parla delle battaglie che costituirono la rivoluzione francese.

Iniziate a capire perché devo dividere la mia opinione su questa storia?

I personaggi di Beau e Giorgio, come molti della vetrina dei salotti della nobiltà, sono realmente esistiti, e anche molti dei fatti narrati sono realmente avvenuti, come il momento in cui Beau offende platealmente Giorgio.

Chi è il tuo amico grasso, Alvanley?”

Quindi apprezzo il linguaggio storico usato, la descrizione dei dandy e anche la descrizione soggettiva di personaggi storici realmente vissuti. Ma per quanto riguarda la parte romance non sono molto soddisfatta e credo di capire la causa. E’ quasi impossibile raccontare un’intera storia, avvenuta in un arco di tempo molto lungo, cercando di fondere la parte storica con quella romance, in poche pagine. In fin dei conti i due personaggi sono accattivanti, così come l’idea della coppia dandy-soldato.

Raccomando di non cercare di accomunare troppo il nostro Beau a Oscar Wilde, sovrapposizione possibile per alcune parti della storia. Le epoche in cui hanno vissuto sono molto differenti, l’omosessualità è trattata in maniera diversa rispetto al periodo vittoriano, e per molti altri motivi, tra cui il fatto che l’oggetto del desiderio di Beau non è un cinico approfittatore come quello di Wilde.

Il mio voto finale? E’ di tre arcobaleni. Molto probabilmente dovuti anche alla lunghezza del racconto.

3 arcobaleni

***

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