BubbaRecensione in anteprima: “Maschere veneziane” di Kim Fielding.

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DATA DI PUBBLICAZIONE 27 OTTOBRE

Titolo: Maschere veneziane
Autore: Kim Fielding
Pagine: 237
Copertina: Shobana Appavu
Traduzione di: Eledh Armata

Casa editrice: Dreamspinner press

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Jeff Dawkins è stato lasciato dal suo partner con un mutuo che non può permettersi e un paio di biglietti non rimborsabili per una vacanza di un mese in Europa. Nonostante la sua riluttanza a viaggiare, Jeff decide di partire comunque. Dopotutto, ha già pagato. Mette in valigia un Kindle pieno di romanzi gay e arriva a Venezia trepidante. Lì incontra il bellissimo e affascinante Cleve Prieto, un americano che vive all’estero, che gli offre di fargli da guida turistica. Jeff ha molti sospetti – non è nato ieri e qualcosa gli dice che Cleve non gliela racconta giusta – ma tutto è meglio che girare per i canali da solo. Grazie a lui, Jeff s’innamora di Venezia e inizia a riconciliarsi con il passato. Per la prima volta, si ritrova anche a provare dei sentimenti per qualcun altro. Ma non può essere sicuro di chi sia quella persona, perché il passato di Cleve rimane un mistero avvolto dalle bugie.

Poi una figura oscura riemerge dal passato di Cleve e Jeff deve scegliere se lasciare che questi scappi da solo o unirsi a lui in una corsa disperata attraverso l’Europa centrale. Forse Jeff riuscirà finalmente a vedere dietro la maschera di Cleve, se sopravvivrà al viaggio.

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Kim Fielding è una di quelle scrittrice che spaziano di più nei generi. Di lei ho letto storie fantasy, dark e suspense sempre con la cornice del romance M/M.

Questa volta abbiamo un romance M/M che mescola insieme suspense e un diario di viaggio. Abbiamo un nerd che non ha mai viaggiato, ma che in seguito alla rottura con un ex si ritrova a fare un viaggio in giro per l’Europa da solo. Il nostro nerd si chiama Jeff e la sua prima tappa è una città romanticissima, Venezia.

[Mi prendo un attimo per sottolineare quanti nerd ultimamente sono personaggi principali dei romance M/M, e come geek sono così felice che si sia capito il loro potenziale, ma allo stesso tempo continuo a chiedermi dove sono questi nerd sexy nella vita reale!]

Il tour solitario di Jeff viene illuminato e vivacizzato dall’incontro con un misterioso ragazzo di nome Cleve. Tra i due c’è intesa, ma Jeff ha dei sospetti sul ragazzo che con tanto amore per la città gli fa da guida. I timori dell’informatico si concretizzano quando Cleve inizia a comportarsi in modo strano e scopare da un giorno all’altro.

Ma, quando un nerd mosso da sentimenti e curiosità si mette in testa di scoprire cosa nasconde il misterioso Cleve, nessuno può fermalo e il fatto che sia un informatico aiuta il ragazzo non poco.

I segreti che nasconde Cleve sono davvero davvero oscuri e anche il motivo per cui si comporta come un nomade è fonte di pericolo per i due neo amanti.

Cleve ispira tanta tenerezza perchè si percepisce in lui la ricerca della normalità. La ricerca di un porto sicuro, NormalVille, e di un amore ordinario che compensi la sua vita senza radici e con un passato di esagerazioni, di sfarzo e di illegalità. La storia tra i due protagonisti è quasi in secondo piano però rispetto al viaggio.

Ora capirete perché ho definito questa storia come un diario di viaggio.

Il viaggio è il vero protagonista di questa storia.

Le descrizioni delle città, delle persone e dell’azioni da parte di Jeff che non ha mai viaggiato sono davvero accurate e avvolgenti. La magia di Venezia viene descritta davvero bene. Con le sue stradine, le vie d’acqua e i campi. E in questo racconto di Venezia la verve di Cleve, il suo trasporto e tutti i dettagli che sa della città sono davvero interessanti e riescono a non annoiare.

Avevo paura che ambientando la storia in Italia e soprattutto in una città turistica come Venezia, Kim cadesse in stereotipi sbagliati e grossolani che riguardano noi italiani, ma le mie paure erano per lo più infondate, perché le descrizioni si soffermano più sulle reazioni dei turisti.

I particolari e le storie dell’antica città sono curati, così come la storia delle maschere veneziane, che non vengono presentate solo come un ornamento da esporre. Il parlare della maschere mi ha riportata al titolo di questa storia: metafora, parere mio, della maschera indossata da Cleve molto tempo prima ma che Jeff riesce a levare con la sua presenza, con la sua fiducia verso quel ragazzo senza una casa e il suo cuore impulsivo.

Cuore impulsivo che ci accompagna in altre città che sono sempre descritte al meglio e smuovono la nostra immaginazione.

C’è un lato negativo per tutte queste descrizioni. Il rallentamento della narrazione che a volte si fa anche ripetitiva nelle azioni di Jeff, anche se rispecchiano il comportamento di un turista che cerca di imparare come comportarsi un luogo diverso.

Forse il problema della percezione di ripetizioni nelle descrizioni da parte mia fosse perché, in fin dei conti, sono italiana, quindi conosco a menadito usi, costumi e luoghi che Kim ci presenta. Infatti quando Jeff si sposta in un paese per me inesplorato questa ridondanza non l’ho percepita.

Questo libro lo consiglio a coloro che sognano di viaggiare e imparare ad amare e sopravvivere ma anche a coloro che non hanno il coraggio di farlo.

Il mio voto è un quattro stelle proprio a causa del rallentamento, anche se il colpo di scena e l’azione verso la fine non mancano di certo.

4 arcobaleni

Morsi&Stritolamenti da Bubbetta.

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