TRE GIORNI ITALIANI. Recensione: “Dark Room” di Gaby Crumb.

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DATA DI PUBBLICAZIONE 25 OTTOBRE

Titolo: Dark Room

Autrice: Gaby Crumb

Lunghezza stampa: 81 pagine

Editore: Autopubblicato

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Damjan è scappato via da casa a diciotto anni. E’ scappato da genitori che non lo accettavano, che volevano cambiarlo. E’ scappato dalla violenza e dai pregiudizi. Ma nonostante abbia cercato di lasciarsi il passato alle spalle, quel passato lo insegue inesorabile e le troppe ferite e paure non lo aiutano a vivere serenamente la propria vita e la propria sessualità.
Fino a quando non incontra Micah.
Micah è bello, sensuale e non ha paura dell’interesse che da subito inizia a provare per Damjan. Non teme il muro di paure che circondano il suo cuore. Ed è deciso a riportare la luce in quella stanza buia che è l’anima di Damjan.

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Ultimamente il mercato italiano sta esplodendo per quanto riguarda la letteratura. E le nostre scrittrici si stanno tenendo al passo molto velocemente, arricchendo le nostre librerie con nuovi romance M/M.

Tra queste troviamo Gaby Crumb che ha scritto il libro che mi accingo a recensire.

“Dark Room” è un racconto breve fatto di angoscia e tanto romanticismo. Il giusto mix per metterlo nella categoria del prototipo di Romance M/M per eccellenza. Dove la stanza nera rappresenta i desideri celati.

Il protagonista è un giovane ragazzo, di nome Damjan, tormentato dal proprio passato e da un’educazione rigida che ha inibito la sua sessualità. I fantasmi, le paure e l’ indecisione che affollano la mente di Damjan non sono così facili da eliminare, ma un incontro con Micah fa smuovere tutto il suo mondo, e sconvolge la sua routine, così come fa crollare le certezze che pensava di avere sulla sua libido.

Micah è un personaggio adorabile e determinato allo stesso tempo. Colui che io definisco l’eroe moderno della fantasia, con i suoi difetti e un cuore grande e determinato. Micah diventa, così, il porto sicuro di Damjan.

Questo racconto si può definire, a ragione, prevedibile ma coinvolgente , adatto a coloro che amano i sentimenti puri, immediati e cristallini. Non aspettatevi colpi di scena o un amore rincorso, ma una persona resasi conto che chiedere aiuto e affrontare i demoni del passato, lasciandosi andare, non significa essere deboli, ma anzi denota coraggio, determinazione e maturazione.

La storia non manca dell’elemento disturbante esterno: la famiglia omofoba del nostro protagonista tormentato.

Devo ammettere che il dialogo tra Damjan e la madre mi ha frustrata perché ho rivisto tutta l’ottusità che contraddistingue l’omofobo medio. Purtroppo ai legami di sangue non sempre si accompagnano affetto o senso di protezione.

Meno male che ognuno può costruirsi nel mondo la famiglia che più ritiene giusta ed è proprio questo che troviamo al centro del racconto: una casa e una famiglia dove venire accettato e sentirsi in qualche modo giusto. Una casa dove poter intraprendere il proprio cammino di guarigione insieme a persone che ti supportano e ti amano. Ed è anche ciò che il nostro protagonista dovrà imparare per sconfiggere i demoni del suo passato.

La famiglia del “Dark Room”, bar dove lavorano Damjan e Micah e che da il titolo al libro, è davvero variegata e divertente. A comporla in modo squisitamente non convenzionale ci sono Jaka e James, che però hanno solo un piccolo ritaglio all’interno del racconto.

Su loro due non voglio pronunciarmi perché sono sicura che avremo un racconto tutto loro e se non dovesse esserci sarebbe un peccato visto il materiale decisamente interessante che possono fornire.

Un altro personaggio su cui devo dire qualcosa è la terapista mentale di Damjan . Sarà che amo e studio psicologia ma è un personaggio che ho apprezzato e ,credo, veritiero (tra tre anni saprò specificare quanto veritiero è).

In conclusione devo ammettere che il romance M/M molto romantico e lineare non è il mio favorito, ma non posso dire niente di negativo su “Dark Room” perché, a parere mio, ha centrato il suo scopo come racconto non solo nel suo genere ma anche nello stile di scrittura non criticabile.

L’unico appello che faccio è rivolto alla scrittrice: per favore Gaby Crumb scrivi storie più lunghe !

Il mio voto finale è di quattro arcobaleni, anche se non nelle mie corde come racconto. Quattro arcobaleni classici, prevedibili e meritati, per la scrittura e la fluidità della storia.

4 arcobaleni

Morsi&Stritolamenti da Bubbetta.

***

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