CinderellaRecensione: “Sidecar” di Amy Lane.

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TITOLO: Sidecar

TITOLO ORIGINALE: Sidecar

AUTORE: Amy Lane

CASA EDITRICE: Dreamspinner Press

USCITA: 17 novembre 2015

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È il 1987. I ragazzi indossano camicie rosa della Izod, le ragazze hanno capelli vaporosi e tutti possiedono una scatola del fumo; AIDS è solo una brutta parola che rimbomba dalle città come un temporale. Un adolescente scappato di casa vaga su un lato della strada, a un battito di ciglia dalla disperazione, ed è salvato da un angelo con i capelli lunghi su una Harley.

Ma questo è solo l’inizio della loro storia.

Josiah Daniels voleva pace, tranquillità e una vita semplice, e l’ha avuta finché non ha salvato Casey dalla fame, dal freddo e dallo sfinimento. Da quel momento la vita di Joe è tutt’altro che semplice e il suo nuovo pupillo naviga un mondo che sta cambiando più rapidamente delle persone che ci vivono. Joe vuole far diventare Casey un adulto felice e produttivo, e ci riesce. Ma anche da grande, Casey non riesce a concepire una vita felice senza Joe. Il problema è far accettare a Joe che il ragazzo che ha allevato è all’improvviso l’uomo che lo vuole.

La loro relazione potrebbe morire o cambiare il mondo attorno a loro. Mentre costruiscono una casa, negoziano le nuove regole del crescere assieme e schivano le insidie della vita moderna, Casey impara che l’età adulta è più che il sesso, Joe impara che non ci sono compromessi se si vuole vivere per sempre felici e contenti, e sono entrambi costretti a capire l’unica cosa che un uomo non dovrebbe mai fare: vivere da solo.

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Volete un libro duro, commovente e romantico allo stesso tempo? Allora Sidecar fa per voi. La nostra cara amica Lane non ci delude mai in quanto a lacrime da versare!

La storia inizia dalla fine. Sì, avete capito bene, ed è una cosa che personalmente non apprezzo molto, perché mi piace la suspense nonostante questa rischi sempre di far scoppiare il mio povero cuoricino sensibile. Ma in questo caso posso dire che la cosa non mi è dispiaciuta.

Troviamo quindi Josiah e Casey compagni da tanti anni, che raccolgono dalla strada un ragazzino vagabondo e affamato e lo portano a casa a bordo del loro sidecar.

L’autrice ci fa poi fare un salto all’indietro nel tempo fino al 1987, quando il ventisettenne Josiah, detto Joe, raccoglie dalla strada un affamato e infreddolito Casey. Il ragazzo era stato sbattuto fuori casa dai genitori due mesi prima a causa della sua omosessualità (flashback della scena iniziale vero?), e Joe se lo porta a casa. Ma a differenza di quello che fa con gli altri ragazzi che salva dalla strada non chiama i servizi sociali, bensì decide di tenere Casey con sé. Sin da subito Casey ci prova con Joe, all’inizio perché pensa che sia l’unico modo per ripagarlo del cibo e del tetto sopra la testa – in fin dei conti nei due mesi passati in strada era così che funzionavano le cose -, poi perché è umanamente impossibile non innamorarsi del grosso biker con i baffi quale Joe è. Ma la storia tra i due è impossibile dato che Casey è minorenne e Joe è deciso a non lasciarsi coinvolgere.

Era la prima volta, da mesi, che Casey si sentiva in pace. Nessuno che gli urlava contro, nessuno che voleva qualcosa da lui: solo quel tizio, quel grande, caldo tizio che aveva preso il suo destino nelle proprie grandi, ruvide mani. Casey quasi sperava che quel viaggio durasse per sempre.

I due crescono insieme, vedendo altri ragazzi – e anche ragazze nel caso di Joe, che pare apprezzare entrambe le squadre -, creando una vera e propria famiglia e costruendo pian piano la casa in cui vivono. E Casey continua ad aspettare che Joe si accorga che non è più un ragazzino, ma un adulto ancora innamorato di lui. Eppure non è così facile far capitolare Joe.

Joe si sedette lì, ancora catturato, senza sapere cosa fare di quella visione di Casey come un adulto, bellissimo, che gli faceva ribollire il sangue nelle vene.

Come vi dicevo il libro inizia dalla fine, quindi già sappiamo che i nostri protagonisti finiscono insieme (ma non lo fanno sempre?), tuttavia la storia non ne risente: la Lane ci fa sudare la lettura tenendoci costantemente sulle spine e con i fazzoletti in mano.

Joe e Casey sono davvero agli antipodi come personalità, ma ognuno riesce a imparare qualcosa dall’altro e contemporaneamente a trasmettere qualcosa di sé al compagno.

E’ interessante anche vivere il passare degli anni attraverso i loro occhi: non so quanti anni avete voi che state leggendo, ma io sono nata più o meno negli anni che vedono l’incontro tra Casey e Joe. Trovo quindi curioso vedere i cambiamenti e il progresso che sono avvenuti in quegli anni attraverso gli occhi di Joe e Casey, e al fatto che la Lane intitola i capitoli con titoli di canzoni di quegli anni.

Vorrei spendere una parola in merito a un argomento molto delicato che viene toccato nel libro: l’AIDS. Questa terribile malattia, che negli anni ‘80 era una vergogna e una condanna. La Lane ne parla con schiettezza e onestà, commuovendo ma senza risultare mielosa.

Incontrare Debbie non era stato come una lezione di educazione sanitaria, dove potevi ignorare l’insegnante perché era vecchia e stupida e indossava vestiti in poliestere. Quella era la vita vera, quella dove qualcuno che era appena diventato tuo amico era destinato a morire presto, e niente poteva cambiare le cose.

Ma non voglio divulgarmi troppo… Vi dico solo una cosa: leggetelo!

Aggiudico a Sidecar 5 arcobaleni, perché chiunque riesca a farmi piangere così se li merita…

5 arcobaleni

Cinderella

***

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