VintageLove: “Spazio di tenebra” di Marie Sexton.

VintageLove

TITOLO: Spazio di tenebra
TITOLO ORIGINALE: Blindspace
AUTORE: Marie Sexton
EDITORE: Triskell Edizioni
GENERE: Sci-fi
DATA PUBBLICAZIONE: 20 gennaio 2015

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Il capitano Tristan Kelley gode del lusso di prestare servizio nella Regency, così come del piacere nel letto del suo principe. È una vita facile, anche se non del tutto felice.
Quando il principe decide di fare un viaggio attraverso la spazio profondo e più pericoloso, Tristan deve andare con lui; qualcuno all’interno della Guardia, però, è un traditore.
Reso cieco e tenuto prigioniero, Tristan si ritrova in balia di Valero, un pirata che non ama per niente la Regency.
Valero è determinato a sedurre Tristan, e Tristan teme di non riuscire a resistergli. Il suo dovere è chiaro, ma lo è anche il suo desiderio.
I giorni passano e nessuno dice nulla, né si parla di un riscatto da parte della Regency, e Tristan comincia a mettere in discussione cosa significhi lealtà per il suo principe e per l’uomo che lo tiene prigioniero. Inizia a rendersi conto che l’essere un prigioniero può essere ciò che lo può liberare.

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Ormai lo sapete: IO AMO MARIE SEXTON! Quindi parto prevenuta: qualsiasi cosa lei scriva, anche un insulto, lo trovo pieno di sentimento ed emozione, e certamente lo amerò. Dovesse mai mandarmi a quel paese, morirei sul colpo di gioia…

Dichiarazioni d’amore a parte, la Sexton è riuscita a fare l’impossibile: rendere sexy e virile un uomo vestito di pizzo. Sì, perché il capitano interstellare/intergalattico/inter-quel-che-è Tristan ha un segreto, o meglio un Victoria’s secret. Va bene, lo ammetto, la battuta faceva pena, ma avete capito dove voglio andare a parare, vero? Quindi non solo Tristan è gay – avete presente la politica militare del don’t ask don’t tell? Bene, vale anche nello spazio – e intrattiene una relazione puramente fisica con il suo principe – in realtà lo disprezza pure un pochino, ma tant’è -, ma ha anche gusti particolari in fatto di abbigliamento intimo. Ho letto alcuni romanzi con questo dettaglio, e non mi avevano mai convinta, finché non è arrivata la dea dell’M/M, Marie Sexton!

Beh, torniamo alla storia: abbiamo Tristan che viene sequestrato, assieme al suo equipaggio e al principe, da una ciurma di pirati spaziali, e costretto alla cecità. Ed è proprio da cieco che incontra Valero, pirata sensuale con una pazienza eterna nel provocare e conquistare Tristan. Tutta la prima parte del romanzo vede il capitano cieco, eppure la storia non ne risente – ho già detto che la Sexton è una dea? -: l’autrice riesce a farci vedere anche se siamo ciechi assieme a Tristan. E al tempo stesso, attraverso Valero, iniziamo a dubitare di quanto ha sempre creduto Tristan: chi è buono e chi è cattivo, chi merita la mia fiducia e chi non la merita, a chi essere leale? Eh, caro Tristan, questa sì che è una bella domanda!

«Sta cercando di essere leale,» disse, «e non è una brutta cosa. Ma per quanto mi riguarda, il concetto di lealtà si mischia un sacco con quello di dovere. E le due cose non vanno necessariamente a braccetto.»

[…]

«Sta dicendo che dovrei ignorare sia lealtà che dovere?»

«Sto dicendo che secondo me la sua lealtà potrebbe essere indirizzata alle persone sbagliate.»

Secondo me è questo il fulcro della storia, ciò che davvero importa: non raggi laser o biancheria di pizzo, ma la natura umana, e ormai sappiamo che questa autrice è una maestra nel delinearla anche in poche pagine.

Tuttavia i raggi laser – e astronavi, armi futuristiche e viaggi spaziali – ci sono, e pure molti: come avrà reso l’ambientazione sci-fi la nostra Sexton? Cioè, serve davvero che ripeto per l’ennesima volta quanto sia brava?

Vedete, io adoro alla follia i film fantascientifici. Sono cresciuta a pane e Alien e ancora piango la scomparsa di Fringe, eppure non trovo quasi mai – o forse solo mai – dei romanzi sci-fi che sappiano mescolare fantascienza e realtà in maniera accattivante. Di fatto questo è il primo romanzo sci-fi che ho amato alla follia, riletto fino alla nausea e apprezzato in ogni suo aspetto. Inoltre il suo mondo fantascientifico è assolutamente realistico, tanto da farmi chiedere se questo sia il suo primo esperimento con il genere.

Posso persino passare sopra la brevità, perché in relativamente poche pagine la Sexton racconta tutto ciò che è importante, e in nessun momento ho pensato che avesse affrettato qualche aspetto della storia.

Ecco perché non posso che darle 5 arcobaleni cum laude: nonostante la brevità non ha trascurato alcun dettaglio, ha preso un genere solitamente sterile e l’ha riempito di sfumature ed emozioni, e non ultimo ha reso sensuale un uomo con mutande di pizzo, facendoci – quasi! – scordare il sesso a favore dell’introspezione. Quasi, perché le scene di sesso sono… OHMAMMASANTA!

cum laude 1

Pinkie

***

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