RainbowRecensione in contemporanea: “Se non fosse per te”di Mary Calmes.

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DATA DI PUBBLICAZIONE 8 DICEMBRE 2015

Titolo: Se non fosse per te

Serie: Questione di tempo #6

Autore: Mary Calmes

Traduzione: N.A.M.

Casa editrice: Dreamspinner Press

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Jory Harcourt sta finalmente vivendo la vita che ha sempre sognato, essere sposato con un vicesceriffo federale lo ha cambiato: ha calmato i tumulti del passato e trasformato Jory da un ragazzo che se la dava a gambe al primo segno di pericolo in un uomo che affronta le situazioni difficili. Lui e Sam hanno due bambini, una casa in periferia e un mitico minivan. I giorni disastrosi sono finiti, la vita domestica è tranquilla e pacifica.

Il che significa che è il momento giusto per un po’ di azione: l’ex fiamma di Sam si rifà inaspettatamente vivo, e un sicario cerca di ucciderli mentre sono a una riunione di famiglia. Forse entrambe le cose sono ricollegabili a un testimone scomparso un anno prima. La sua vita familiare viene scossa, ma Jory non permetterà a nessuno di allontanarlo dai suoi cari. Prima di sapere cosa volesse dire avere una famiglia sua, sarebbe fuggito, ma ora non più. Sa che lui e Sam dovranno risolvere le cose insieme, perché sarà l’unico modo in cui riusciranno a farcela.

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Sesto capitolo – quarto nel mio caso visto che i primi 4 libri li ho letti nelle due antologie – del premiato duo Jory&Sam.

La loro vita come coppia ormai non è più in discussione, hanno una casa in periferia, due figli adottivi che non potrebbero assomigliare caratterialmente di più a Sam e Jory nemmeno se fossero biologicamente loro e Sam non fa più il poliziotto sotto copertura. Niente potrebbe andare meglio. Sembra proprio la tipica famigliola del Mulino Bianco.

Peccato che stiamo parlando di Jory, che attira più guai restando tranquillo che non ficcandosi volontariamente nei casini. Diversi livelli di guai.

Il livello guai base – c’è un problema a scuola di Kola -; il livello guai non mi faccio mai i cavoli miei – sparatoria tra poliziotti in borghese e gangster -; il livello guai Sam mi devi delle spiegazioni sulla Colombia – quando si viene a sapere che il caro Sam ai tempi de “io non sono gay” ha avuto una relazione di 3 mesi con un dottore di nome Kevin in Colombia -; per finire con il livello guai DEFCON 5 – c’è un killer nella nostra stanza d’albergo che vuole fa fuori me e i bambini.

Quello che mi è piaciuto di più è stato il livello base. Mi è piaciuto molto Jory, come si è comportato. Soprattutto perché credo sia un esempio perfetto di come l’omosessualità venga usata più come scusa per sfogare le proprie frustrazioni verso un altro essere umano, che come causa scatenante vera e propria. Non ci avete capito un tubo? Dovete leggere il libro!

È un libro dove non si possono estrarre e analizzare dei comportamenti, perché tutto è collegato, tutto quello che capita porta a come agiscono e reagiscono Jory&Sam nelle varie situazioni.

Ritroviamo l’onnipresente Dane che ora è padre di due bimbi, c’è la moglie Aja, c’è la famiglia di Sam, la miglior amica e socia di Jory Dylan, il milionario che ci provava sempre Aaron, gli ex colleghi di Sam Pat&Chaz. Insomma il loro universo è diverso ma sempre uguale.

Mi è piaciuto il libro? Sì e no.

Questo capitolo a mio avviso è un po’ più sotto tono rispetto agli altri. Avrei preferito un approfondimento e più interazioni tra Kevin (l’ex doc e amante rispuntato fuori dal nulla) e Sam. Invece ho trovato questo libro molto, troppo, Jory-centrico. Sì, la storia fondamentalmente ruota attorno a Jory dall’inizio, ma Sam è stata una presenza più importante nei libri precedenti. In questo c’è stato poco e nelle sue apparizioni aveva più bisogno di rassicurazioni (o di sbattere Jory su qualsiasi superficie piana disponibile) che altro. Forse mi manca quella figura da maschione alfa strafottente e musone dei primi capitoli. D’altronde lo dice anche Sam che ora è un uomo appagato: sta con la persona che ama, ha una casa, due figli e un gatto schizzioide, che altro potrebbe volere di più dalla vita?

È l’ultimo capitolo? Assolutamente no! Devo sapere se Jory non ha perso il suo tocco da fatina delle coppie e soprattutto voglio vedere com’è un Aaron Sutter che finalmente non vuole entrare nei pantaloni di Jory!

Voto finale? 3.5 arcobaleni

3,5 arcobaleni

May the multicolor be with you

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