RecensioneNatalizia: “Sogno di una notte di mezzo inverno” di Eli Easton.

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Titolo: Sogno di una notte di mezzo inverno

Titolo Originale: Midwinter Night’s Dream

Autore: Eli Easton

Traduttore: Chiara Messina

Casa editrice: Triskell Edizioni

Serie: Scartando Hank Vol.2

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Micah è un hippie, nonché il ragazzo più tranquillo del campus. Niente sembra turbarlo. Ma quando, durante una partita al gioco della bottiglia, riceve il bacio più bollente della sua vita da parte di un grazioso biondino, la sua leggendaria calma minaccia di trasformarsi in un ansioso fascio di nervi.
Certo, Micah ha sempre sospettato di essere bisessuale, ma l’idea di fare la corte a un altro ragazzo non lo ha mai sfiorato, soprattutto quando il suddetto ragazzo sembra più che intenzionato a sottrarsi alle sue attenzioni.
Leo ha due grandi passioni: l’attivismo gay e la recitazione. È sempre concentrato e padrone della situazione e mai e poi mai accetterebbe di uscire con un ragazzo etero. Quando un fatidico giro al gioco della bottiglia lo porta a congiungere le sue labbra con quelle di Micah Springfield – capellone, presidente dei Delta, collezionista seriale di appuntamenti ed etero conclamato –, Leo è determinato a lasciarsi alle spalle l’accaduto il più in fretta possibile, indipendentemente da quanto sensuale sia stato il bacio e da quanto sia forte la sua attrazione per il bell’hippie coi dread.
Del resto, lui ha problemi ben più pressanti. Il suo progetto di dottorato consiste nel dirigere Sogno di una notte di mezza estate prima delle vacanze di Natale. Ma quando la location scelta per la rappresentazione gli viene negata a pochi giorni dalla prima, il suo mondo minaccia di crollare. Sarà proprio Micah a offrirgli in alternativa il fienile della fattoria dei suoi nelle campagne della Pennsylvania.
Spetterà a Leo decidere se salvare il suo spettacolo o il suo cuore…

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Secondo capitolo della famiglia Springfield. È passato un anno da quando li abbiamo conosciuti e cos’è cambiato? Hank è felicemente accasato con Sloane, e Micah… Lui è sempre il solito. Amico di tutti, sempre con una ragazza tra le mani e mai che stringa un rapporto serio e duraturo con nessuno.

Nemmeno con la lei del momento, Yasmine, anche se è una ragazza adorabile, seria, intelligente, anticonformista e, a detta di tutti, un vero schianto. Ma Micah è così, votato al vivi e lascia vivere, al non stringo rapporti con nessuno per non tarpar loro le ali.

In parole povere: non ho ancora conosciuto colei che mi farà capitolare. E detto tra noi, non la conoscerà mai. Chi lo farà capitolare e alla grande sarà un uomo, Leo, attore teatrale che è anche il regista dello spettacolo in cui reciterà Yas. Per Micah cambierà tutto durante una festa a casa di un amico, grazie della versione 2.0 del gioco da adolescenti per antonomasia: il gioco della bottiglia!

A onor del vero i primi cedimenti Micah li ha appena vede Leo, però la scossa tellurica di magnitudo big one gliela dà il bacio che, per un minuto, devono scambiarsi. Un bacio molto poco casto e che dura ben più dei prestabiliti 60 secondi

[…] «Moltissima lingua.» Il ricordo mi strappò un brivido. «E usata con estrema perizia.» […]

Cosa lo differenzia dagli altri GFY (Gay For You – Gay per te) letti in precedenza? I caratteri dei protagonisti, quelli dei i comprimari, per non parlare della sotto trama.

Sloane che mi fa impazzire in questo libro perché gioca a fare Cupido; la famiglia Springfield che come sempre supporta e accetta, adora la propria progenie e farebbe/fa di tutto per loro; Grinch, cane di casa, che anche in questo libro è protagonista, anche se lo definirei più uno strumento nelle mani di Sloane; e, udite udite, l’accenno di storia F/F che nasce, cresce e si sviluppa parallela alla storia di Micah&Leo.

Ma soprattutto, come già accennato, i due protagonisti e i loro caratteri.

Micah, gioviale, aperto a ogni esperienza e che non si pone limiti. Mi è piaciuto già dal libro su Hank questo suo modo di fare. Perché Hank combatteva con tutte le sue forze le pulsioni e i desideri, mentre Micah cercava sempre di assecondarli. Non ha mai nascosto di voler esplorare ogni aspetto della sua sessualità, non ha mai fatto mistero di trovare Sloane – a cui ora può pensare solo come cognato, altrimenti si imbatterebbe nelle ire funeste del fratello – attraente. Questa cosa non lo ha mai mandato in crisi come la maggior parte delle persone. Perché? Perché se Hank, per evitare di soffrire e di svelarsi a qualcuno si chiudeva in se stesso e dietro a una facciata di conformismo e superiorità, Micah chiudeva se stesso agli altri mostrandosi accessibile ma sfuggente. Amichevole ma distante. Adoro le personalità complesse che non sono esattamente quello che credevo fossero!

E Leo? Leo è meraviglioso. Ha un grandissimo talento e sa dove vuole arrivare. Ha fiducia nelle sue capacità, una fiducia dettata dalla passione e da un lavoro instancabile. Ha una meta, sa che la raggiungerà e sa che per farlo deve lavorare duro e dar mostra di sé. Quando Micah assiste alle prove della commedia che sta mettendo in atto, la versione gay di “Sogno di una notte di mezza estate”, rimane estasiato dalla concentrazione e dalla dedizione di Leo. Passava dall’essere un regista attento a ogni particolare, a un Lisandro coinvolgente e in grado catturare la tua attenzione assorbendoti. Ma Leo non è solo una personalità da palcoscenico. È anche un gay dichiarato e fiero di esserlo, presidente dell’associazione LGBT universitaria. È uno che partecipa attivamente alle lotte che gli omosessuali devono combattere quotidianamente.

[…] «Da quando ero una matricola. Sono convinto che sia necessario agire, non trovi? Non possiamo starcene lì ad aspettare che qualcun altro prenda l’iniziativa, soprattutto alla nostra età. Le generazioni passate non hanno a cuore le stesse cose che sono importanti per noi.» […]

Quindi, vedete, lui ha la passione del teatro, vuole provarci perché inseguire il proprio sogno e fallire è sempre meglio che non provarci mai e rimpiangerlo per il resto della vita. Ma ha anche un piano B bello che pronto e la cosa gli fa onore ai miei occhi, ma soprattutto agli occhi di Micah.

Vi voglio lasciare con un’ultima perla di questo libro che spiega moltissimo di Micah e del perché io lo ami così tanto.

[..] L’idea di base era che, lasciando le cose libere di scorrere dentro e fuori dalla tua vita, non avresti sviluppato un attaccamento nei loro confronti, il che era molto più salutare da un punto di vista mentale. L’attaccamento generava dolore. In poche parole, se qualcuno moriva, o ti scaricava, o se perdevi il lavoro o qualcosa di simile, avresti sofferto solo per via dell’attaccamento: insomma, era un po’ come staccarsi la pelle, invece di rimuovere il cerotto. O forse la differenza era più simile a quella che passava tra il crescere un uccellino per poi lasciarlo libero, e il relegarlo in una gabbia solo perché era il “tuo” uccello. […]

[…] Ma avevo sviluppato un attaccamento nei confronti di Leo. Volevo far parte della sua vita, e volevo che lui facesse parte della mia a tempo indeterminato. Faceva un po’ paura. […]

È tutto rose e niente spine? No, c’è una spina bella grossa e fastidiosa. È. Troppo. Corto! Però mi è piaciuto un sacco.

Voto? 4.5 arcobaleni. Come dite? Perché non 5? Perché. È. Troppo. Corto. Accidenti!

4,5 arcobaleni

May the multicolor be with you

RnbwP

***

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