RecensioneNatalizia: “Tutta colpa del vischio” di Eli Easton.

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Titolo: Tutta colpa del vischio
Titolo originale: Blame it on the mistletoe
Autore: Eli Easton
Traduttrice: Caterina Bolognesi
Cover art: Reese Dante
Casa editrice: Triskell Edizioni
Lunghezza: 95 pagine
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 Quando Fielding Monroe, studente di fisica, e Mick Colman, donnaiolo e giocatore di football, diventano coinquilini, per entrambi inizia un’esperienza tutta nuova. Mick, in qualche modo, si prende cura di Fielding, lo aiuta a curare di più il suo aspetto e gli fa scoprire quei piccoli piaceri della vita che gli erano stati negati a causa della rigida educazione da bambino prodigio impostagli.
E va tutto bene fino a quando non si imbattono in una cheerleader che definisce Mick il ‘miglior baciatore del campus’. Fielding non ha mai baciato nessuno e così decide che Mick e solo Mick può insegnargli come si fa. Il problema è che quando Fielding si fissa su una cosa è quasi impossibile fargli cambiare idea.
E proprio non capisce perché per il suo migliore amico sia un problema fornirgli una piccola dimostrazione pratica.

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Come ben sapete – e se non lo sapete MALE! – è da poco uscito al cinema il nuovo episodio della serie Star Wars. Neppure vi spiego di cosa parli questa saga ambientata in una galassia lontana lontana: come ho detto prima, se non la conoscete MALE!

Cosa c’entra con gli M/M natalizi? Apparentemente nulla, tranne che sembra ci sia una specie di lobby gay fissata con Star Wars, che infila citazioni e accenni alla saga fantascientifica in ogni romanzo M/M. Noi ragazze dello staff abbiamo già svelato il complotto nella rubrica RainbowCitazioni Star Wars, e ora ci apprestiamo a svelare la relazione fra gender e massoni.

Scherzi a parte, questo preambolo nato dall’abbuffata natalizia è stato per dire che anche in “Tutta colpa del vischio” viene citata la saga più amata dai bambini – e dai gay – del mondo!

«Uhm… tua madre ha ragione, comunque. Non ho ancora preso una decisione. Ho altre persone da incontrare, perciò…»

Ma Fielding non mi stava prestando attenzione. Aveva notato il mio scaffale dei DVD e stava già leggendo tutti i titoli. Si interruppe con un ansito. «Oh, mio Dio! Star Wars! Ne ho sentito parlare!»

Rimasi a bocca spalancata, il commento di poco prima svanito nell’aria. «Amico! Hai solo sentito parlare di Star Wars?»

Fielding agitò una mano verso di me, un gesto sbrigativo molto simile a quello di sua madre. «Lei non ha mai avuto una TV e ha bloccato Netflix e Amazon sul mio portatile. Fa male al cervello, sai com’è. Te lo riduce in pappa. Perciò, possiamo guardarlo? Adesso?»

Mi guardò con così tanto bisogno e speranza. Dirgli di no sarebbe stato come colpire Mister Rogers nelle palle.

E, beh, perché no? Le lezioni non erano ancora cominciate e io non sarei dovuto andare a lavoro fino al giorno dopo. Non avevo davvero altri appuntamenti quel pomeriggio. E l’idea di iniziare il ragazzo a Star Wars era… stranamente intrigante.

Ma andiamo con ordine, prima che la terza portata di panettone con crema al mascarpone mi uccida: Mick, studente fissato con il vivere sano. Uno di quegli individui malati che va a correre di sua spontanea volontà e mangia solo roba bio, e che probabilmente verrebbe stroncato dalle ventisette portate che mi sono sciroppata a Natale. E Fielding, genio incapace di relazionarsi in maniera normale con il prossimo, e amante del cibo spazzatura. Guai a chi allontana quest’ultimo dai suoi amati libri!

Finiscono a vivere sotto lo stesso tetto, complice una stanza da subaffittare. E nonostante le loro differenze vanno anche d’accordo: Fielding risveglia quel senso protettivo innato di Mick, che si prende il compito di “insegnare a vivere” al ragazzo. Questo almeno finché Fielding non si mette in testa di farsi insegnare i rudimenti del bacio da Mick.

Sì, avete capito bene: Mick è un grande baciatore, Fielding non ha mai baciato nessuno, quindi nella testa del povero ragazzo la soluzione è semplice. Deve farsi insegnare la tecnica del bacio, e pretende che a farlo sia Mick, il miglior baciatore di tutto il college. E al diavolo se Mick è etero!

«Perché, Fielding, io non sono gay,» dissi con fermezza. «Cosa di cui probabilmente ti sarai accorto a questo punto, dato che viviamo insieme. Questo significa che non bacio gli uomini.»

Fielding sembrava confuso. «Non ti sto chiedendo di baciarmi perché lo vuoi. Ti sto chiedendo semplicemente un trasferimento di conoscenze. Proprio come mi hai insegnato a correre.»

[…]

«Il mio insegnarti le basi della corsa non comprendeva il doverti ficcare la lingua in bocca. Perché è di questo che stiamo parlando, giusto? Non mi stai chiedendo di disegnarti un diagramma o magari di parlartene con l’aiuto di un manichino?» Stavo cominciare a sembrare leggermente isterico.

Fielding inarcò un sopracciglio. «Presumibilmente, una dimostrazione pratica sarebbe necessaria, sì.»

«Allora scordatelo.»

Beh, etero… Fielding non lo è. Non è neanche gay, o bisessuale, o signore oscuro dei Sith – porca vacca, sono in crisi d’astinenza! Datemi BB8 e nessuno si farà del male! -: Fielding è semplicemente una persona che prova sentimenti e pulsioni, e li asseconda. Mentre Mick è etero, o almeno così crede. Ma certamente non è il genere di persona che getta al vento una bella amicizia, solo perché le proprie parti basse sentono un fremito. Resisterà alle pressioni sempre maggiori di Fielding, almeno finché… Beh, è scontato che ceda: l’amore è nell’aria, e anche un mazzolino di vischio. Ciò che non è scontato è cosa succederà dopo.

Triskell Edizioni ci ha abituato bene, con questi racconti di Eli Easton in periodo natalizio. Sono uno più bello dell’altro, e mi sono ritrovata a leggerli e rileggerli di continuo. L’ambientazione al college mi fa impazzire, così come i personaggi, che pur rappresentando una certa tipologia di uomo e studente non sono scontati. Non si trasformano in macchiette, non sono prevedibili e soprattutto è impossibile resistere loro!

5 arcobaleni, non di meno. E avrei potuto anche dare un voto più alto, se non avessi letto quel gioiellino che è “Sogno di una notte di mezzo inverno”.

Non potete perderveli: un Natale senza Easton sarebbe come Babbo Natale senza regali!

5 arcobaleni

Buon Natale da Pinkie, rainbow-adepte!

***

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