RainbowRecensione: “Costi quel che costi” Charlie Cochet.

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Titolo: Costi quel che costi

Titolo originale: Hell & High Water

Serie: THIRDS Vol.1

Autore: Charlie Cochet

Traduttore: Chiara Seri

Casa editrice: Triskell Edizioni

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Quando la testimonianza del detective della Omicidi Dexter J. Daley manda il suo partner in prigione per omicidio, le conseguenze – e la frenesia dei media – non si fanno attendere. Ben presto si ritrova senza fidanzato, senza amici e, dopo uno spiacevole incontro in un parcheggio al termine del processo, quasi senza denti.

Dex teme di essere trasferito dal Corpo di Polizia Umana o, peggio, di essere buttato fuori. Invece, suo padre adottivo, un sergente dello squadrone di Difesa, Ricognizione e Intelligence umano e teriano, meglio noto come THIRDS, fa in modo che Dex venga reclutato come agente della Difesa.

Dex è determinato a rimettere in sesto la propria vita ed è ansioso di iniziare il nuovo lavoro. Ma il suo primo incontro con il capo squadra, Sloane Brodie, che risulta poi anche essere il suo nuovo partner teriano giaguaro, si rivela un disastro.

Quando la squadra è chiamata a indagare sull’omicidio di tre attivisti UmanTeriani, diventa ben presto chiaro che Dex dovrà lottare duramente sia per essere accettato dal suo partner e dalla sua squadra, che per riuscire a prendere il killer.

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Vi svelo un segreto. Io questo libro lo avevo già letto e adorato un po’ di tempo fa, in lingua originale. Così, quando c’è stata la possibilità di recensirlo l’ho voluto fare assolutamente io.

Perché mi è piaciuto? Per una serie di motivi.

Innanzi tutto per il modo di scrivere di Mrs Cochet. Fluido, che mantiene sempre alta la tensione sia sessuale che di qualsiasi altro tipo, che alterna momenti di rabbia, panico, noia, divertimento, fastidio, affetto. In pratica descrive a perfezione lo spettro di tutto ciò che proviamo nelle varie situazioni della vita sempre senza sembrare sopra le righe.

Mi è piaciuto anche – e parecchio – l’uso alternativo dei mutanti. Sono e siamo abituati a leggere di mutaforma che vivono la loro vita in branchi, alle prese con problemi di tutti i giorni e con integrazione o nulla per scelta propria o totale. Mutaforma che vivono la loro vita normalmente e che sono sconvolti dalla scoperta della loro anima gemella. Nel nostro caso nessun compagno predestinato in vista, nessun marchio da applicare a nessuno.

Si, ci sono i teriani, ma esistono a causa di una mutazione genetica causata dall’uomo. Io l’ho sempre detto che quel “Il napalm, lo senti? Non c’è niente al mondo che abbia questo odore. Mi piace l’odore del napalm al mattino. Una volta abbiamo bombardato una collina, per dodici ore, e finita l’azione siamo andati a vedere. Non c’era più neanche l’ombra di quegli sporchi bastardi. Ma quell’odore… sai quell’odore di benzina? Tutto intorno. Profumava come… come di vittoria.” [Apocalypse Now – RainbowNota] non avrebbe portato a nulla di buono.

Ho trovato, il rapporto uomo/teriano, come una metafora perfetta del mondo che ci circonda. C’è l’umano a cui non importa nulla se il tuo fulcro è animale e ti tratta come pari e anzi, non vede perché non debba trattarti come pari. C’è l’umano che si smazza per far capire ai più che la diversità è un bene, che è un arricchimento il non essere tutti uguali e che non si deve temere. C’è l’umano “non sono razzista ma…” che finché un teriano non gli incrocia la strada è tollerante, appena questi ha qualcosa che lui voleva, basta: teriano segnato sulla lista nera. C’è quello contro a prescindere. Tu sei diverso? Tu sei il male, senza se e senza ma.

Notate una qualsivoglia somiglianza con gli animi che ci circondano? Ho trovato straziante la rassegnazione all’odio di alcuni teriani, l’accettare lavori umili e sotto banco per cercare comunque di avere una vita e un futuro, a scapito di chi li vuole controllare, marchiare, eliminare.

Una frase che dice Carl, il fratellino teriano adottivo di Dex, che mi ha molto colpito perché ci fa vedere che l’accettazione non deve venire solo dall’esterno, ma deve iniziare soprattutto dall’interno. Fa capire come chi sia “diverso” non vuol dire che lo abbia scelto spontaneamente – e sì, in questo caso non parlo specificatamente di razza diversa, ma di orientamento sessuale diverso . Che non gli piace essere giudicato per una cosa che fa parte di sé. E in definitiva chi sceglierebbe, di sua spontanea volontà, di essere oggetto di discriminazioni più o meno gravi?

[…]«È come se fossi sempre a metà, anche se l’altra è sempre dentro di me. Qualunque forma io abbia, non riesco mai a mettere insieme le due metà. Non sarò mai intero, come te. Papà dice che la mia forma teriana è la mia anima e quindi sono completo come un umano, ma non mi sento così.»[…]

Mi è piaciuta la squadra Delta. Come diverse personalità si siano incastrate così alla perfezione per creare una famiglia unita e che si copre alle spalle a vicenda. Mi è piaciuto molto Sloane, la sua ruvidezza, scontrosità, quei segreti tutti da scoprire, quell’animo tenero e amorevole sepolto sotto strati e strati di rabbia, dolore, rimorso e rimpianto.

Ma soprattutto ho adorato Dex. Una faccia da schiaffi come poche, uno che non sta zitto nemmeno se gli incolli le labbra, con un malsano gusto per le canzoni anni ’80, che è sempre pronto a prenderti in giro e a fare una battuta. Dex, che ha anche un alto senso dell’onore e della giustizia. Che, anche se a malincuore e se sa che porterà a conseguenze disastrose, fa sempre la cosa giusta.

Il suo rapporto con il padre, il fratello, i Delta, Sloane, il suo vecchio e il nuovo lavoro sono un crescendo da scoprire. Credo che il gesto più abusato da me durante la lettura sia stato dallo scuotere la testa, seguito a ruota dal facepalm.

Lo consiglio? Sì. Ha una trama da scoprire e che apre scenari futuri. Sono ben descritti i personaggi, i dialoghi, le ambientazioni, gli armamentari, gli inseguimenti, le indagini e il cattivo.

Ora non resta che star qui, in trepidante attesa, ad aspettare i prossimi capitoli.

Voto? 5 arcobaleni.

5 arcobaleni

May the multicolor be with you

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