Informazioni su bubbettarules

Amministratore QueerFairyTale. Amante dei videogiochi e dei film horror. Ossessionata dai romance MM .

ATTENZIONE !! Ci spostiamo.

Buon Lunedì Rainbow-Adepti.  

Il 2016 è iniziato e per noi staff di QFT ci sono state molte novità. Nuove collaborazioni,progetti e idee che hanno portato a una triste ma allo stesso tempo felice decisione. Ci spostiamo su BLOGSPOT e abbandoniamo WORDPRESS per necessità nell’attuazione di determinate funzioni utili per il blog.

!!!! ECCO IL NUOVO INDIRIZZO: http://queerfairytale.blogspot.it/   !!!!

Siamo ancora in fase di assestamento, infatti abbiamo un attimo sospeso le pubblicazioni ma già da domani torneremo più forti di prima ma non possiamo farlo senza voi lettori.

Questa pagina rimarrà attiva ancora per una settimana dopo di che verrà eliminata e dispersa nell’etere del web e per quanto riguarda pagina FACEBOOK e Profilo TWITTER rimarrano le solite ^^

 

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Uscito il 2 Gennaio: “Io sono fuoco… brucia con me se hai coraggio” di Red Rose.

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DATA DI PUBBLICAZIONE 2 GENNAIO 2016

Titolo: Io sono fuoco… brucia con me se hai coraggio !

Autore: Red Rose

Editore: Autopubblicato

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Jason Hotfire è un giovane sfrontato, senza inibizioni. Ha ventidue anni e lavora come cameriere . Lui è sicuro di se della sua bellezza e del suo fascino. E’ alto, moro , palestrato con due occhi verde chiaro, adora fare la bella vita. Ha un passato difficile alle spalle, segnato da violenze e abusi di ogni tipo, la sua infanzia passata in un istituto non l’ha certo aiutato a diventare migliore. La notte si fa chiamare da tutti ”Fuoco”. Jason protetto dalla sua maschera si vende all’occasione per denaro. E’ gay ma di giorno si finge etero. Non conosce l’amore, solo l’interesse e il dio denaro. Sceglie bene i suoi clienti bazzicando in giro per i locali più in di Los Angeles. E’ deciso a cambiare vita ma ancora non ha tutto quello che serve. Il suo sogno è mettere da parte abbastanza soldi e aprire un locale notturno tutto suo. Nessuno sa della sua doppia vita fino a quando l’ennesimo cliente e aver conosciuto un ‘angelo’, significherà per lui un cambiamento drammatico e irreversibile!

***

Recensioni: “Racconti sotto l’albero”. Antologia Triskell Edizioni 2015.

cover-500x750Buon 2016, Rainbow-adeptiAvrete notato che in queste vacanze natalizie ci sono state moltissime uscite dei nostri amati M/M, e noi ragazze dello staff ci siamo fatte in quattro per tenervi aggiornate. Ora siamo alle prese con l’antologia di Natale pubblicata da Triskell Edizioni, e siamo stufe di farci in quattro! Quindi faremo in quattro l’antologia, e ognuna di noi recensirà i racconti che ha preferito. E sì, so benissimo che questa battuta faceva pena, ma abbiate pietà: anche lo staff ha festeggiato tutta la notte!

 

Neve e cioccolato – Erin E. Keller

Natale 1944. Belgio. Seconda Guerra Mondiale. Prima linea. Trincea. Se queste parole non sono bastate a incuriosirvi, non so davvero cos’altro dirvi.

Come dite? Non posso cavarmela con queste sole due righe? Porca miseria! E io che già speravo di buttarmi a letto…

Va bene, entriamo più nello specifico: la guerra fa schifo. Settanta anni fa faceva ugualmente schifo, e forse ancora di più. Sul fronte centinaia o migliaia di giovani erano costretti in buche gelate, i piedi nel fango o peggio ancora nella neve. Cercare la felicità era qualcosa di ridicolo: come si può essere felici quando a malapena si sopravvive, fra un attacco e l’altro, fra una malattia e l’altra, fra la morte dei propri compagni e amici, lontani dalla famiglia e dagli affetti?

Eppure Mitchell, il protagonista, non sembra essersi rassegnato. La durezza della guerra sembra non averlo ancora plasmato, trasformandolo in un uomo cinico e freddo. Al contrario di Raff, parsimonioso di sorrisi e parole.
Eppure è proprio questo soldato a presentarsi nella buca di Mitch, con un pezzo di cioccolato – ricordate che è la guerra: il cioccolato valeva più dell’oro -, e una scomoda confessione:

«Non ti sei mai appartato con nessuna donna da quando siamo arrivati in Europa.»

Oh, cazzo cazzo cazzo cazzo. Ha capito. Per forza. Altrimenti non mi avrebbe fatto notare la mia scarsa attività sessuale. Da quanto mi sta tenendo d’occhio? L’unica speranza è che, se mi sta controllando da tanto tempo e ha capito le mie tendenze, la cosa non gli dia troppo fastidio, altrimenti non sarebbe qui con me. Non mi avrebbe regalato della cioccolata…

[…]

«Nemmeno io,» dice piano, e io mi sento a metà strada tra il morire stecchito e il morire lentamente. «Guardami, Mitchell.»

Non posso far altro che obbedire alla sua richiesta e di nuovo trovo quello sguardo famelico e caldo che mi scruta.

«Nemmeno io,» ripete fissandomi.

Ma questa è la guerra, la Seconda Guerra Mondiale, e come può finire bene? Come si può sperare in qualcosa di più di un oggi passabile e un ipotetico domani con piaghe ai piedi e dita mozzate dal gelo?

Erin è una maestra. Non c’è altro modo di definirla dopo aver letto questo racconto. Descrive una realtà terribile in maniera sincera, ma mai cruda. La trincea, la Seconda Guerra Mondiale, sono ambientazioni molto complesse, difficili da rendere, ma Erin gioca in casa: dopo averla a lungo stalkerata ho scoperto che la sua personalità alternativa Barbara adora quel periodo storico, e ha usato questa sua passione in maniera superba.

Ha elaborato due personaggi che sono completamente realistici in uno scenario simile: il soldato indurito dalla guerra, che taglia fuori il resto del mondo per non essere ferito dalla perdita, e il soldato che ancora spera, nonostante si renda perfettamente conto che ha ben pochi motivi di sperare.

Sapete a chi pensavo mentre leggevo? Marie Sexton. Nonostante si trattasse di una guerra diversa, e di un’ambientazione diversa, mi ha tanto ricordato “Un soldato in più”. E se quel racconto era bellissimo, questo non è da meno: 5 arcobaleni cum laude, e l’obbligo di scrivere una serie di almeno trentacinque volumi ambientati in questo periodo storico. Perché il bello di conoscere gli autori è proprio questo: le minacce non sono mai a vuoto!

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Pinkie

Buon Natale, sfigato! – Susan Moretto

Il clima natalizio del 2015 è stato diverso da quello degli anni scorsi, o almeno lo è stato per il popolo geek e nerd. L’evento di dicembre che ha cambiato tutto è stata l’uscita del nuovo capitolo di Star Wars, e anche il mondo M/M non ne è stato immune. Se dovessi decidere quale manifesto ha rappresentato di più questo evento, volto al potere della Forza, è il racconto di Susan Moretto, “Buon Natale, sfigato!”.

Sfigato” è anche la parola che hanno sempre usato per descrivermi, dall’asilo al mio primo milione di dollari guadagnato… non che ne abbia poi chissà quanti sul mio conto bancario. Non fate l’errore di scambiarmi per un novello Christian Grey con l’ossessione per le donne vestite come la principessa Leila. O meglio, con l’ossessione degli uomini alla Han Solo, dato che sono gay.

Levando le molteplici citazioni, palesi e non, in riferimento al mondo di Star Wars e relativi personaggi, il racconto rimane vivace, fluido e soprattutto con dialoghi tra i personaggi mai noiosi e scontati.

Clark Kent, detto Superman, e Mark, il prototipo del nerd gay destinato ad amare la saga di Star Wars – il perchè di questa mia affermazione lo scoprirete solo nelle ultime pagine del racconto-, sono caratterizzati al meglio e peculiari anche se le pagine a disposizioni delle autrice erano poche.

Ovviamente Clark Kent non era davvero Superman. Era solo un ragazzo – un uomo, adesso – che si chiamava come il supereroe della DC Comics e con un ego grande quanto la Fortezza della Solitudine.

Il racconto parla di due ragazzi che dopo un inconveniente avvenuto durante il liceo, mai scordato dai due, si ritrovano alla rimpatriata dei propri ex compagni di scuola, quindici anni dopo l’evento.

I due si ritroveranno a riavvicinarsi e ritrovarsi, perchè l’attrazione che provavano sui banchi di scuola non si è sopita. Tuttavia, se il desiderio fra i due è ancora presente, altrettanto lo sono i pregiudizi che Mark si è costruito su Clark dopo quella avventura avvenuta nei bagni di scuola, quando erano entrambi ingenui ragazzini – nonostante la spavalderia, apparente, di Superman.

E Clark come potrà mai conquistare il cuore – malamente spezzato e a cui ancora brucia – di un nerd? E nel piano di conquista di Superman entrerà anche Star Wars? E credetemi se vi dico che Mark è capace di eccitarsi persino ascoltando il respiro asmatico di Darth Vader.

Regola #5 del manuale dei migliori amici: mai pronunciare il nome di Kent, se non per accusarlo di triplice omicidio davanti a un giudice.

Questa è la storia di un inizio, quindi non aspettatevi dichiarazioni d’amore incondizionato dopo cinque minuti dall’incontro tra i due e un lieto fine scritto nella pietra.

Il finale è aperto alla nostra fantasia e alla possibilità di una storia d’amore per nulla scontata, fatta di battute sarcastiche e citazioni improbabili di film cult della cultura pop. Spero solo di non scoprire che Mark è il padre di Clark, anche se un incesto nella saga Star Wars e nelle storie a essa ispirata è sempre presente.

Il mio animo geek, da amante dei videogiochi e amante segreta di Darth Vader mi porta a dare a questo racconto quattro arcobaleni e mezzo, perchè una citazione in più ci stava. Anche se ho apprezzato i labili riferimenti ad altri romanzi e film, come il mitico “Carrie” di Stephen King.

4,5 arcobaleni

Bubbetta

Christmas night – Aurora R. Corsini

Un inizio a bomba per questa antologia di Natale offertaci da Triskell Edizioni, dopo “Buon Natale, sfigato!” che mi ha fatta ridere non poco, troviamo a farci compagnia questo bellissimo racconto di Aurora R. Corsini. Racconto che bisogna dire essere legato a un altro, “Election Night”, che trovate gratuito su Romanticamente Fantasy Sito, e che andrò sicuramente a leggere visto quanto mi è piaciuto questo.

La storia di Sean e Will è ambientata a Edimburgo durante il periodo natalizio e vede i nostri protagonisti lavorare entrambi al Museo Nazionale della Scozia e vivere un una casa modesta. Quando Sean riceve una telefonata da suo padre a Longmorn, che lo informa che il padre di Will sta morendo e ha chiesto di vederlo, il loro mondo riceve uno scossone: vorrà Will esaudire l’ultima richiesta di quell’uomo dal quale anni prima è fuggito, per allontanarsi da una vita fatta di violenza e denigrazione? Saprà perdonare l’uomo che per così tanto tempo è stato il suo più grande incubo? E Sean sarà in grado di stargli accanto in questa situazione?

Prima di tutto vi dico di non preoccuparvi se non avete letto “Election night”: “Christmas night” non ne risente per niente. I personaggi e i fatti accaduti nel primo racconto sono stati delineati bene dall’autrice, ed è facile quindi entrare subito nel vivo della storia senza la sensazione che ci manchi qualcosa.

I protagonisti sono da amare: quello che hanno passato non li ha induriti affatto, ma piuttosto li ha uniti rendendoli una coppia bellissima e affiatata. Due giovani che si amano e che vivono all’unisono, ma che hanno ancora molto da scoprire l’uno dell’altro.

Con il passare degli anni, l’insicurezza era svanita, ma non per questo erano finite le scoperte, si era smarrito il desiderio o era scemata la passione. Stare insieme all’uomo che ami è un viaggio senza fine, un avventurarsi fianco a fianco nei territori infiniti dove cuore, mente e corpo si fondono, creando quell’atto magico che è unirsi l’uno all’altro in quei momenti senza spazio né tempo, durante i quali si diventa solo battito e respiro, nient’altro che due anime innamorate.

Il difficile incontro col padre è una parte bella e difficile da leggere, sapendo ciò che ha fatto al figlio, ma non risulta eccessivamente drammatica o stucchevole. Vedremo però uno Sean super innamorato che vuole solo difendere il suo amore, anche se finirà per ferirlo.

Il suo pianto mi scavò un solco nell’anima e odiai ancora di più suo padre per averci fatto anche quello: noi non litigavamo di solito, non così almeno, con urla e accuse reciproche.

Concludo dicendo che l’autrice riesce a raccontare le difficili vicende di Sean e Will con uno stile fresco e scorrevole, che rende molto piacevole la lettura nonostante i lacrimoni che sicuramente verserete.

Aggiudico a “Christmas night” quattro arcobaleni e mezzo e vi auguro una buona lettura dell’antologia!

4,5 arcobaleni

Cinderella

Un angelo in dono – Stella Bright

Gli angeli sono l’emblema del Natale anche se troppo puri, salvifici e inarrivabili per i miei gusti terreni. Ma se mi parlate o scrivete di angeli atipici, ribelli e caotici avrete la mia totale attenzione.

Stella Bright ci descrive, nel suo racconto, una storia d’amore fantastica dove le tinte dark si mescolano perfettamente con i sentimenti puri del Natale e del dare per ricevere. Abbiamo due protagonisti molto interessanti: un ragazzo ferito dai propri simili a causa del suo orientamento sessuale e un angelo che per la prima volta si trova a non voler solo proteggere il proprio umano da custodire.

L’angelo lo attira a sé e lo abbraccia: profuma di vento, di pioggia, di muschio, di alberi. Stretto fra le sue braccia gli sfiora le ali nere, le accarezza con dita incerte; seta pura, eppure forti e potenti. Lo sente gemere piano, un suono che non ha nulla di soprannaturale, ma molto di umano.

«Non mi importa cosa sei.»

E come far incontrare due creature appartenenti a dimensioni differenti? Semplice: attraverso uno degli insegnamenti del Natale, il sacrificio. L’angelo si trova a dover sacrificare una parte di sé per avere una possibilità con l’umano tanto desiderato. Ma non si tratta solo dei desideri dell’angelo: lui agisce anche per appagare il desiderio d’amore del suo protetto, ed ecco che entra in scena un medico di nome Sitael, stranamente lo stesso dell’angelo apparso in sogno al ragazzo. Il medico incontra il ragazzo ed ecco il vissero per… e no, sarebbe troppo facile! Perchè il medico, come l’angelo, è dilaniato al proprio interno. Ma grazie al miracolo del Natale un ragazzo molto determinato riesce a superare i propri ostacoli.

Da quando aveva trovato il ragazzo, ogni momento delle sue giornate sembrava più reale, si sentiva stranamente vivo, tutto aveva un senso.

In poche pagine l’autrice ci trasporta in una dimensione fantastica, pur mantenendo intatti i sentimenti umani. Il lettore può immedesimarsi nei protagonisti, nei loro dubbi e nelle loro paure per poi gioire dei loro progressi. È un racconto di Natale atipico, ma che veste alla perfezione ciò che il Natale simboleggia.

Il mio voto finale è di quattro arcobaleni.

4 arcobaleni

Bubbetta

 

L’étoile de Noël – Lily Carpenetti

Un altro racconto che mi è molto piaciuto in questa antologia è L’étoile de Noël, della a noi ormai conosciuta Lily Carpenetti. La storia è ambientata a New York e ci fa entrare nel mondo della danza classica, fatta di tutine attillate e maschi muscolosi e svolazzanti.

Gavin Clark si trova a New York con il suo friend with benefits (suona meglio di trombamico, vero?) Jack, perchè quest’ultimo deve fotografare per conto della rivista Lide lo spettacolo del corpo di ballo del Teatro Bolshoj, che mette in scena Il lago dei cigni.

Qui Gavin si prende una potentissima infatuazione per Alexiej, primo ballerino della compagnia e, inutile dirlo, altissimo e biondissimo gnocco. Ma è la vigilia di Natale e Gavin si sente in colpa a lasciare solo Jack, che non aspetta altro che Gavin si decida a rendere serie le cose tra loro.

Gavin si lascerà finalmente andare alle sue passioni per seguire Alexiej e vivere finalmente l’amore da cui era sempre fuggito?

Un racconto appassionante, due protagonisti (ma potremmo includere anche Jack, a cui va tutta la mia sincera simpatia per vivere così a lungo nella tanto temuta friendzone) fantastici e così diversi tra loro: uno studente gracile e un po’ burbero e un elegante e muscoloso primo ballerino di una famosa compagnia di danza. Un incontro assurdo e un’alchimia a cui si stenta a credere. Ma il Natale, si sa, può fare magie, così come l’amore, che giunge inaspettato e si apre un varco a forza nel cuore di Gavin, deciso invece a restare sigle, libero e senza confini o restrizioni.

C’era feeling fra loro e non era solo perché spesso avevano condiviso il letto. Si era creata un’alchimia particolare a cui Gavin si ostinava a non voler dare un nome. Era uno spirito libero, non voleva legami, anche se Jack gli avrebbe donato il suo cuore immediatamente.

L’incontro tra Gavin e Alexiej è uno di quelli che tiene incollati al libro per quanto possa sembrare assurdo e improbabile, ma comunque capace di emozionare il lettore. Perchè ammettimolo: tutti noi amiamo l’attrazione istantanea, quella potente che fa sì che non si riesca a togliere gli occhi di dosso a qualcuno, quella che ci fa battere forte il cuore e ce lo sconquassa quando finalmente si raggiunge l’oggetto del desiderio.

Coordinarono i movimenti ondulatori al ritmo dei loro cuori. In quel momento, poco importava che fossero due estranei appartenenti a paesi distanti. Erano solo due giovani affamati d’amore che lasciavano parlare i loro corpi, che si capivano meglio di quanto le parole potessero spiegare.

Lily Carpenetti ha saputo ancora una volta fare centro nel mio cuore di lettrice, con un racconto romantico, ma non smielato come avrebbe rischiato di essere una storia che parla di colpo di fulmine sotto la magica atmosfera natalizia.

Quattro arcobaleni decisamente meritati.

4 arcobaleni

Cinderella

Ritorno a casa – Dawn Blackridge. 

Lo spirito natalizio non è fatto solo di amore, calore e famiglia. E’ fatto di tante altre sensazioni, emozioni e eventi che lo rendono uno dei giorni più attesi dell’anno, soprattutto se sei un militare in missione. Il racconto di Dawn Blackridge ci mostra un altro lato del Natale, ovvero quello del ricongiungimento e della realtà delle guerre moderne – dopo l’orrore visto nel bellissimo racconto di Erin E. Keller sulla Seconda Guerra Mondiale.

James è un militare in servizio, pronto a ricongiungersi per Natale con il suo compagno, Daniel, e suo figlio. Servire la patria è una nobile scelta, ma la lontananza dai propri cari è uno dei prezzi da pagare.
Ma non solo James sente la lontananza e il desiderio di riabbracciare la propria famiglia, anche Daniel costretto ad affrontare la vita quotidiana da solo, sente la mancanza della propria anima gemella e il figlio in crescita ha bisogno di entrambi i suoi papà.

«Buongiorno,» mormorò Daniel, la voce arrochita dal sonno. James si chinò a baciarlo, porgendogli la tazza che Daniel terminò avidamente, e infilandosi di nuovo sotto le coperte con lui.

Si tennero stretti, il viso del marito sul petto di James, in silenzio: non c’era bisogno di parole, volevano solo godersi quel momento tutto per loro.

Il militare a casa non sarà l’unico regalo per la famiglia, ma come sempre lascio le chicche nella speranza che vi soffermiate su questo racconto, pronto a farvi desiderare di stare a letto con una cioccolata calda in mano e un braccio amorevole stretto attorno alle vostre spalle.

Il Natale rappresenta il ricongiungimento, l’amore famigliare e l’amore della patria. L’autrice ci trasporta in un clima fatto di malinconia ma anche di dolcezza, quando ritroviamo tutta la famiglia riunita insieme.

Era a casa, con la sua famiglia, ed era Natale. Era tutto perfetto.

Questa è l’antologia dell’originalità e del Natale dai sentimenti e valori non prevedibili, e posso ben dire che questo racconto ne incarna perfettamente le aspettative.

Il mio voto finale è di quattro arcobaleni perchè è pur sempre un racconto molto molto breve. Se posso dare un suggerimento a Triskell Edizioni, l’anno prossimo mettete un limite minimo di 200 pagine per i racconti, e farete felici molto tossici dell’M/M romance.

4 arcobaleni

BUON 2016 RAINBOWN-ADEPTI !

BUBBETTA

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RainbowRecensione: “Costi quel che costi” Charlie Cochet.

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Titolo: Costi quel che costi

Titolo originale: Hell & High Water

Serie: THIRDS Vol.1

Autore: Charlie Cochet

Traduttore: Chiara Seri

Casa editrice: Triskell Edizioni

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Quando la testimonianza del detective della Omicidi Dexter J. Daley manda il suo partner in prigione per omicidio, le conseguenze – e la frenesia dei media – non si fanno attendere. Ben presto si ritrova senza fidanzato, senza amici e, dopo uno spiacevole incontro in un parcheggio al termine del processo, quasi senza denti.

Dex teme di essere trasferito dal Corpo di Polizia Umana o, peggio, di essere buttato fuori. Invece, suo padre adottivo, un sergente dello squadrone di Difesa, Ricognizione e Intelligence umano e teriano, meglio noto come THIRDS, fa in modo che Dex venga reclutato come agente della Difesa.

Dex è determinato a rimettere in sesto la propria vita ed è ansioso di iniziare il nuovo lavoro. Ma il suo primo incontro con il capo squadra, Sloane Brodie, che risulta poi anche essere il suo nuovo partner teriano giaguaro, si rivela un disastro.

Quando la squadra è chiamata a indagare sull’omicidio di tre attivisti UmanTeriani, diventa ben presto chiaro che Dex dovrà lottare duramente sia per essere accettato dal suo partner e dalla sua squadra, che per riuscire a prendere il killer.

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Vi svelo un segreto. Io questo libro lo avevo già letto e adorato un po’ di tempo fa, in lingua originale. Così, quando c’è stata la possibilità di recensirlo l’ho voluto fare assolutamente io.

Perché mi è piaciuto? Per una serie di motivi.

Innanzi tutto per il modo di scrivere di Mrs Cochet. Fluido, che mantiene sempre alta la tensione sia sessuale che di qualsiasi altro tipo, che alterna momenti di rabbia, panico, noia, divertimento, fastidio, affetto. In pratica descrive a perfezione lo spettro di tutto ciò che proviamo nelle varie situazioni della vita sempre senza sembrare sopra le righe.

Mi è piaciuto anche – e parecchio – l’uso alternativo dei mutanti. Sono e siamo abituati a leggere di mutaforma che vivono la loro vita in branchi, alle prese con problemi di tutti i giorni e con integrazione o nulla per scelta propria o totale. Mutaforma che vivono la loro vita normalmente e che sono sconvolti dalla scoperta della loro anima gemella. Nel nostro caso nessun compagno predestinato in vista, nessun marchio da applicare a nessuno.

Si, ci sono i teriani, ma esistono a causa di una mutazione genetica causata dall’uomo. Io l’ho sempre detto che quel “Il napalm, lo senti? Non c’è niente al mondo che abbia questo odore. Mi piace l’odore del napalm al mattino. Una volta abbiamo bombardato una collina, per dodici ore, e finita l’azione siamo andati a vedere. Non c’era più neanche l’ombra di quegli sporchi bastardi. Ma quell’odore… sai quell’odore di benzina? Tutto intorno. Profumava come… come di vittoria.” [Apocalypse Now – RainbowNota] non avrebbe portato a nulla di buono.

Ho trovato, il rapporto uomo/teriano, come una metafora perfetta del mondo che ci circonda. C’è l’umano a cui non importa nulla se il tuo fulcro è animale e ti tratta come pari e anzi, non vede perché non debba trattarti come pari. C’è l’umano che si smazza per far capire ai più che la diversità è un bene, che è un arricchimento il non essere tutti uguali e che non si deve temere. C’è l’umano “non sono razzista ma…” che finché un teriano non gli incrocia la strada è tollerante, appena questi ha qualcosa che lui voleva, basta: teriano segnato sulla lista nera. C’è quello contro a prescindere. Tu sei diverso? Tu sei il male, senza se e senza ma.

Notate una qualsivoglia somiglianza con gli animi che ci circondano? Ho trovato straziante la rassegnazione all’odio di alcuni teriani, l’accettare lavori umili e sotto banco per cercare comunque di avere una vita e un futuro, a scapito di chi li vuole controllare, marchiare, eliminare.

Una frase che dice Carl, il fratellino teriano adottivo di Dex, che mi ha molto colpito perché ci fa vedere che l’accettazione non deve venire solo dall’esterno, ma deve iniziare soprattutto dall’interno. Fa capire come chi sia “diverso” non vuol dire che lo abbia scelto spontaneamente – e sì, in questo caso non parlo specificatamente di razza diversa, ma di orientamento sessuale diverso . Che non gli piace essere giudicato per una cosa che fa parte di sé. E in definitiva chi sceglierebbe, di sua spontanea volontà, di essere oggetto di discriminazioni più o meno gravi?

[…]«È come se fossi sempre a metà, anche se l’altra è sempre dentro di me. Qualunque forma io abbia, non riesco mai a mettere insieme le due metà. Non sarò mai intero, come te. Papà dice che la mia forma teriana è la mia anima e quindi sono completo come un umano, ma non mi sento così.»[…]

Mi è piaciuta la squadra Delta. Come diverse personalità si siano incastrate così alla perfezione per creare una famiglia unita e che si copre alle spalle a vicenda. Mi è piaciuto molto Sloane, la sua ruvidezza, scontrosità, quei segreti tutti da scoprire, quell’animo tenero e amorevole sepolto sotto strati e strati di rabbia, dolore, rimorso e rimpianto.

Ma soprattutto ho adorato Dex. Una faccia da schiaffi come poche, uno che non sta zitto nemmeno se gli incolli le labbra, con un malsano gusto per le canzoni anni ’80, che è sempre pronto a prenderti in giro e a fare una battuta. Dex, che ha anche un alto senso dell’onore e della giustizia. Che, anche se a malincuore e se sa che porterà a conseguenze disastrose, fa sempre la cosa giusta.

Il suo rapporto con il padre, il fratello, i Delta, Sloane, il suo vecchio e il nuovo lavoro sono un crescendo da scoprire. Credo che il gesto più abusato da me durante la lettura sia stato dallo scuotere la testa, seguito a ruota dal facepalm.

Lo consiglio? Sì. Ha una trama da scoprire e che apre scenari futuri. Sono ben descritti i personaggi, i dialoghi, le ambientazioni, gli armamentari, gli inseguimenti, le indagini e il cattivo.

Ora non resta che star qui, in trepidante attesa, ad aspettare i prossimi capitoli.

Voto? 5 arcobaleni.

5 arcobaleni

May the multicolor be with you

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RecensioneNatalizia: “Tutta colpa del vischio” di Eli Easton.

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Titolo: Tutta colpa del vischio
Titolo originale: Blame it on the mistletoe
Autore: Eli Easton
Traduttrice: Caterina Bolognesi
Cover art: Reese Dante
Casa editrice: Triskell Edizioni
Lunghezza: 95 pagine
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 Quando Fielding Monroe, studente di fisica, e Mick Colman, donnaiolo e giocatore di football, diventano coinquilini, per entrambi inizia un’esperienza tutta nuova. Mick, in qualche modo, si prende cura di Fielding, lo aiuta a curare di più il suo aspetto e gli fa scoprire quei piccoli piaceri della vita che gli erano stati negati a causa della rigida educazione da bambino prodigio impostagli.
E va tutto bene fino a quando non si imbattono in una cheerleader che definisce Mick il ‘miglior baciatore del campus’. Fielding non ha mai baciato nessuno e così decide che Mick e solo Mick può insegnargli come si fa. Il problema è che quando Fielding si fissa su una cosa è quasi impossibile fargli cambiare idea.
E proprio non capisce perché per il suo migliore amico sia un problema fornirgli una piccola dimostrazione pratica.

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Come ben sapete – e se non lo sapete MALE! – è da poco uscito al cinema il nuovo episodio della serie Star Wars. Neppure vi spiego di cosa parli questa saga ambientata in una galassia lontana lontana: come ho detto prima, se non la conoscete MALE!

Cosa c’entra con gli M/M natalizi? Apparentemente nulla, tranne che sembra ci sia una specie di lobby gay fissata con Star Wars, che infila citazioni e accenni alla saga fantascientifica in ogni romanzo M/M. Noi ragazze dello staff abbiamo già svelato il complotto nella rubrica RainbowCitazioni Star Wars, e ora ci apprestiamo a svelare la relazione fra gender e massoni.

Scherzi a parte, questo preambolo nato dall’abbuffata natalizia è stato per dire che anche in “Tutta colpa del vischio” viene citata la saga più amata dai bambini – e dai gay – del mondo!

«Uhm… tua madre ha ragione, comunque. Non ho ancora preso una decisione. Ho altre persone da incontrare, perciò…»

Ma Fielding non mi stava prestando attenzione. Aveva notato il mio scaffale dei DVD e stava già leggendo tutti i titoli. Si interruppe con un ansito. «Oh, mio Dio! Star Wars! Ne ho sentito parlare!»

Rimasi a bocca spalancata, il commento di poco prima svanito nell’aria. «Amico! Hai solo sentito parlare di Star Wars?»

Fielding agitò una mano verso di me, un gesto sbrigativo molto simile a quello di sua madre. «Lei non ha mai avuto una TV e ha bloccato Netflix e Amazon sul mio portatile. Fa male al cervello, sai com’è. Te lo riduce in pappa. Perciò, possiamo guardarlo? Adesso?»

Mi guardò con così tanto bisogno e speranza. Dirgli di no sarebbe stato come colpire Mister Rogers nelle palle.

E, beh, perché no? Le lezioni non erano ancora cominciate e io non sarei dovuto andare a lavoro fino al giorno dopo. Non avevo davvero altri appuntamenti quel pomeriggio. E l’idea di iniziare il ragazzo a Star Wars era… stranamente intrigante.

Ma andiamo con ordine, prima che la terza portata di panettone con crema al mascarpone mi uccida: Mick, studente fissato con il vivere sano. Uno di quegli individui malati che va a correre di sua spontanea volontà e mangia solo roba bio, e che probabilmente verrebbe stroncato dalle ventisette portate che mi sono sciroppata a Natale. E Fielding, genio incapace di relazionarsi in maniera normale con il prossimo, e amante del cibo spazzatura. Guai a chi allontana quest’ultimo dai suoi amati libri!

Finiscono a vivere sotto lo stesso tetto, complice una stanza da subaffittare. E nonostante le loro differenze vanno anche d’accordo: Fielding risveglia quel senso protettivo innato di Mick, che si prende il compito di “insegnare a vivere” al ragazzo. Questo almeno finché Fielding non si mette in testa di farsi insegnare i rudimenti del bacio da Mick.

Sì, avete capito bene: Mick è un grande baciatore, Fielding non ha mai baciato nessuno, quindi nella testa del povero ragazzo la soluzione è semplice. Deve farsi insegnare la tecnica del bacio, e pretende che a farlo sia Mick, il miglior baciatore di tutto il college. E al diavolo se Mick è etero!

«Perché, Fielding, io non sono gay,» dissi con fermezza. «Cosa di cui probabilmente ti sarai accorto a questo punto, dato che viviamo insieme. Questo significa che non bacio gli uomini.»

Fielding sembrava confuso. «Non ti sto chiedendo di baciarmi perché lo vuoi. Ti sto chiedendo semplicemente un trasferimento di conoscenze. Proprio come mi hai insegnato a correre.»

[…]

«Il mio insegnarti le basi della corsa non comprendeva il doverti ficcare la lingua in bocca. Perché è di questo che stiamo parlando, giusto? Non mi stai chiedendo di disegnarti un diagramma o magari di parlartene con l’aiuto di un manichino?» Stavo cominciare a sembrare leggermente isterico.

Fielding inarcò un sopracciglio. «Presumibilmente, una dimostrazione pratica sarebbe necessaria, sì.»

«Allora scordatelo.»

Beh, etero… Fielding non lo è. Non è neanche gay, o bisessuale, o signore oscuro dei Sith – porca vacca, sono in crisi d’astinenza! Datemi BB8 e nessuno si farà del male! -: Fielding è semplicemente una persona che prova sentimenti e pulsioni, e li asseconda. Mentre Mick è etero, o almeno così crede. Ma certamente non è il genere di persona che getta al vento una bella amicizia, solo perché le proprie parti basse sentono un fremito. Resisterà alle pressioni sempre maggiori di Fielding, almeno finché… Beh, è scontato che ceda: l’amore è nell’aria, e anche un mazzolino di vischio. Ciò che non è scontato è cosa succederà dopo.

Triskell Edizioni ci ha abituato bene, con questi racconti di Eli Easton in periodo natalizio. Sono uno più bello dell’altro, e mi sono ritrovata a leggerli e rileggerli di continuo. L’ambientazione al college mi fa impazzire, così come i personaggi, che pur rappresentando una certa tipologia di uomo e studente non sono scontati. Non si trasformano in macchiette, non sono prevedibili e soprattutto è impossibile resistere loro!

5 arcobaleni, non di meno. E avrei potuto anche dare un voto più alto, se non avessi letto quel gioiellino che è “Sogno di una notte di mezzo inverno”.

Non potete perderveli: un Natale senza Easton sarebbe come Babbo Natale senza regali!

5 arcobaleni

Buon Natale da Pinkie, rainbow-adepte!

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In uscita il 4 Gennaio: “Colui che mi ha salvato” di Cardeno C.

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DATA DI PUBBLICAZIONE 4 GENNAIO
Titolo: Colui che mi ha salvato
Titolo originale: The one who saves me
Autore: Cardeno C.
Serie: Home Vol.6
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Traduzione: Barbara Cinelli
Pagine: 207
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A quattordici anni, Andrew Thompson e Caleb Lakes diventano migliori amici. Gli anni passano e i due condividono i traumi famigliari, la scuola e l’inizio delle loro carriere. Condividono anche le prime esperienze sessuali, apprendono e sperimentano, e parlano l’uno con l’altro delle loro infinite frequentazioni e rotture.
Decenni di fiducia e lealtà creano un’amicizia profonda e duratura, un legame che sorpassa qualsiasi altra relazione nelle loro vite. Ma quando i parametri della loro eccezionale amicizia cambiano, non sanno come rompere le regole che si sono imposti e come costruire qualcosa di nuovo. Dopotutto, i fidanzati vanno e vengono, ma i migliori amici sono per sempre.
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RecensioneNatalizia: “Sogno di una notte di mezzo inverno” di Eli Easton.

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Titolo: Sogno di una notte di mezzo inverno

Titolo Originale: Midwinter Night’s Dream

Autore: Eli Easton

Traduttore: Chiara Messina

Casa editrice: Triskell Edizioni

Serie: Scartando Hank Vol.2

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Micah è un hippie, nonché il ragazzo più tranquillo del campus. Niente sembra turbarlo. Ma quando, durante una partita al gioco della bottiglia, riceve il bacio più bollente della sua vita da parte di un grazioso biondino, la sua leggendaria calma minaccia di trasformarsi in un ansioso fascio di nervi.
Certo, Micah ha sempre sospettato di essere bisessuale, ma l’idea di fare la corte a un altro ragazzo non lo ha mai sfiorato, soprattutto quando il suddetto ragazzo sembra più che intenzionato a sottrarsi alle sue attenzioni.
Leo ha due grandi passioni: l’attivismo gay e la recitazione. È sempre concentrato e padrone della situazione e mai e poi mai accetterebbe di uscire con un ragazzo etero. Quando un fatidico giro al gioco della bottiglia lo porta a congiungere le sue labbra con quelle di Micah Springfield – capellone, presidente dei Delta, collezionista seriale di appuntamenti ed etero conclamato –, Leo è determinato a lasciarsi alle spalle l’accaduto il più in fretta possibile, indipendentemente da quanto sensuale sia stato il bacio e da quanto sia forte la sua attrazione per il bell’hippie coi dread.
Del resto, lui ha problemi ben più pressanti. Il suo progetto di dottorato consiste nel dirigere Sogno di una notte di mezza estate prima delle vacanze di Natale. Ma quando la location scelta per la rappresentazione gli viene negata a pochi giorni dalla prima, il suo mondo minaccia di crollare. Sarà proprio Micah a offrirgli in alternativa il fienile della fattoria dei suoi nelle campagne della Pennsylvania.
Spetterà a Leo decidere se salvare il suo spettacolo o il suo cuore…

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Secondo capitolo della famiglia Springfield. È passato un anno da quando li abbiamo conosciuti e cos’è cambiato? Hank è felicemente accasato con Sloane, e Micah… Lui è sempre il solito. Amico di tutti, sempre con una ragazza tra le mani e mai che stringa un rapporto serio e duraturo con nessuno.

Nemmeno con la lei del momento, Yasmine, anche se è una ragazza adorabile, seria, intelligente, anticonformista e, a detta di tutti, un vero schianto. Ma Micah è così, votato al vivi e lascia vivere, al non stringo rapporti con nessuno per non tarpar loro le ali.

In parole povere: non ho ancora conosciuto colei che mi farà capitolare. E detto tra noi, non la conoscerà mai. Chi lo farà capitolare e alla grande sarà un uomo, Leo, attore teatrale che è anche il regista dello spettacolo in cui reciterà Yas. Per Micah cambierà tutto durante una festa a casa di un amico, grazie della versione 2.0 del gioco da adolescenti per antonomasia: il gioco della bottiglia!

A onor del vero i primi cedimenti Micah li ha appena vede Leo, però la scossa tellurica di magnitudo big one gliela dà il bacio che, per un minuto, devono scambiarsi. Un bacio molto poco casto e che dura ben più dei prestabiliti 60 secondi

[…] «Moltissima lingua.» Il ricordo mi strappò un brivido. «E usata con estrema perizia.» […]

Cosa lo differenzia dagli altri GFY (Gay For You – Gay per te) letti in precedenza? I caratteri dei protagonisti, quelli dei i comprimari, per non parlare della sotto trama.

Sloane che mi fa impazzire in questo libro perché gioca a fare Cupido; la famiglia Springfield che come sempre supporta e accetta, adora la propria progenie e farebbe/fa di tutto per loro; Grinch, cane di casa, che anche in questo libro è protagonista, anche se lo definirei più uno strumento nelle mani di Sloane; e, udite udite, l’accenno di storia F/F che nasce, cresce e si sviluppa parallela alla storia di Micah&Leo.

Ma soprattutto, come già accennato, i due protagonisti e i loro caratteri.

Micah, gioviale, aperto a ogni esperienza e che non si pone limiti. Mi è piaciuto già dal libro su Hank questo suo modo di fare. Perché Hank combatteva con tutte le sue forze le pulsioni e i desideri, mentre Micah cercava sempre di assecondarli. Non ha mai nascosto di voler esplorare ogni aspetto della sua sessualità, non ha mai fatto mistero di trovare Sloane – a cui ora può pensare solo come cognato, altrimenti si imbatterebbe nelle ire funeste del fratello – attraente. Questa cosa non lo ha mai mandato in crisi come la maggior parte delle persone. Perché? Perché se Hank, per evitare di soffrire e di svelarsi a qualcuno si chiudeva in se stesso e dietro a una facciata di conformismo e superiorità, Micah chiudeva se stesso agli altri mostrandosi accessibile ma sfuggente. Amichevole ma distante. Adoro le personalità complesse che non sono esattamente quello che credevo fossero!

E Leo? Leo è meraviglioso. Ha un grandissimo talento e sa dove vuole arrivare. Ha fiducia nelle sue capacità, una fiducia dettata dalla passione e da un lavoro instancabile. Ha una meta, sa che la raggiungerà e sa che per farlo deve lavorare duro e dar mostra di sé. Quando Micah assiste alle prove della commedia che sta mettendo in atto, la versione gay di “Sogno di una notte di mezza estate”, rimane estasiato dalla concentrazione e dalla dedizione di Leo. Passava dall’essere un regista attento a ogni particolare, a un Lisandro coinvolgente e in grado catturare la tua attenzione assorbendoti. Ma Leo non è solo una personalità da palcoscenico. È anche un gay dichiarato e fiero di esserlo, presidente dell’associazione LGBT universitaria. È uno che partecipa attivamente alle lotte che gli omosessuali devono combattere quotidianamente.

[…] «Da quando ero una matricola. Sono convinto che sia necessario agire, non trovi? Non possiamo starcene lì ad aspettare che qualcun altro prenda l’iniziativa, soprattutto alla nostra età. Le generazioni passate non hanno a cuore le stesse cose che sono importanti per noi.» […]

Quindi, vedete, lui ha la passione del teatro, vuole provarci perché inseguire il proprio sogno e fallire è sempre meglio che non provarci mai e rimpiangerlo per il resto della vita. Ma ha anche un piano B bello che pronto e la cosa gli fa onore ai miei occhi, ma soprattutto agli occhi di Micah.

Vi voglio lasciare con un’ultima perla di questo libro che spiega moltissimo di Micah e del perché io lo ami così tanto.

[..] L’idea di base era che, lasciando le cose libere di scorrere dentro e fuori dalla tua vita, non avresti sviluppato un attaccamento nei loro confronti, il che era molto più salutare da un punto di vista mentale. L’attaccamento generava dolore. In poche parole, se qualcuno moriva, o ti scaricava, o se perdevi il lavoro o qualcosa di simile, avresti sofferto solo per via dell’attaccamento: insomma, era un po’ come staccarsi la pelle, invece di rimuovere il cerotto. O forse la differenza era più simile a quella che passava tra il crescere un uccellino per poi lasciarlo libero, e il relegarlo in una gabbia solo perché era il “tuo” uccello. […]

[…] Ma avevo sviluppato un attaccamento nei confronti di Leo. Volevo far parte della sua vita, e volevo che lui facesse parte della mia a tempo indeterminato. Faceva un po’ paura. […]

È tutto rose e niente spine? No, c’è una spina bella grossa e fastidiosa. È. Troppo. Corto! Però mi è piaciuto un sacco.

Voto? 4.5 arcobaleni. Come dite? Perché non 5? Perché. È. Troppo. Corto. Accidenti!

4,5 arcobaleni

May the multicolor be with you

RnbwP

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