“Black Wings” di Bubbetta. Capitolo 6.

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CAPITOLO 6

Il profumo dolce di fiori selvatici saturava l’aria della camera di Mercurio, distendendo i nervi di quest’ultimo estremamente tesi per l’arduo compito di scegliere cosa mettersi per la festa a casa di Sally.

Non sapeva proprio come vestirsi e non sapeva da cosa venisse questa indecisione. Certamente non voleva fare colpo sull’esemplare di angelo che abitava il suo appartamento. Certo come no Mercurio!

Cercando di calmarsi si avvicinò al vaso di narcisi posto sul davanzale della sua camera ed ispirò a fondo. Un sorriso sfiorò le labbra del dio.

Questa sua insana ossessione per il giardinaggio e le decorazioni di fiori, portò alla mente del dio un piccolo siparietto della mattina che aveva visto il suo inquilino scomodo protagonista di un dramma allergico…

Il dio aveva approfittato del giorno di sole per dedicarsi al piccolo giardino pensile che aveva allestito, molto tempo prima, sul piccolo balcone dell’appartamento.

Mercurio amava prendersi cura di madre natura come se tenesse più agli esseri viventi verdi invece di quelli in carne ed ossa. E forse era proprio così. Era stata più duratura la sua relazione…

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“Black Wings” di Bubbetta. Capitolo 5.

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CAPITOLO 5

Zacharel si ritrovò in quello che ormai era diventato il suo pensatoio personale. La doccia. Dove cercava di non pensare agli occhi azzurri tormentati e alle labbra carnose del dio greco causa di una attacco di libido lussuriosa di cui era in balia il guerriero da quando Mercurio lo aveva casualmente sfiorato nella scatola di ferro.

Ma non ci riusciva. Sopratutto dopo aver scoperto le preferenze sessuali, certe, del messaggero alato -ops, Mercurio- non era riusciva a frenare il proprio desiderio per il suo scomodo coinquilino. Letteralmente scomodo visto le improvvise erezioni che gli causava anche solo passandosi le dita nei capelli caotici color cioccolato al latte.

Un conto era supporre l’esser gay di Mercurio, uno altro era saperlo per certo.

Doveva eliminare questa malsana ossessione per il dio greco-romano prima di tornare al Regno dei Cieli. Le coppie ibride non erano viste di buon occhio da molti angeli del Consiglio Alato, a cui appartenevano i più saggi. Sulla parola saggi avrebbe avuto da ridire Zacharel. Forse gruppo di vecchi bigotti tradizionalisti avrebbe reso meglio l’idea quando si parlava del Consiglio.

Non poteva permettersi che oltre alla sua sessualità potessero anche appigliarsi a questa “mancanza di lungimiranza” per screditare la sua posizione di comandante dell’Esercito Celeste. La concorrenza era spietata per avere quel posto e sicuramente sarebbe stata una debolezza da non permettersi sopratutto quando imperversava la guerra con i seguaci del Male. Questi pazzi fanatici in balia delle forze del Male lo stavano sfibrando facendolo sentire impotente, e in questo momento si aggiungevano a una frustrazione ancor più forte…

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“Black Wings” di Bubbetta. Capitolo 4.

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CAPITOLO 4

L’aria nell’ascensore era claustrofobica.

Mercurio non aveva più rivolto una parola all’angelo dopo il piccolo scambio di battute alla pasticceria.

La colpa di quel silenzio era sicuramente del dio assalito da ricordi scomodi e sofferenza che ancora non riuscivano a lasciare la sua mente.

Amava così tanto la Terra che non credeva potesse arrecargli un dolore così forte. Un dolore che aveva spezzato la sua anima.

I ricordi avevano instillato in Mercurio la paura di esprimere se stesso. Persino quando si trovava in quella che doveva essere la sua casa natale, il Pantheon greco- romano, non riusciva comunque a scrollarsi di dosso la sensazione si essere una persona a metà. Forse a causa della superficialità, di cui non si era mai reso conto prima, degli dei greci non riusciva a sentirsi al sicuro nel posto più sicuro. Troppo presi da se stessi e dalle loro passioni.

L’unico che aveva provato ad aiutarlo a uscire dal suo turbamento interiore, era stato Ade.

Ma due anime perdute non sempre riuscivano a salvarsi a vicenda anche se mosse dal sentimento più puro. L’ amicizia.

Mercurio non era più Mercurio. Era una pallida fotocopia dei quello che era secoli prima e non perchè la tecnologia aveva preso ufficialmente il suo posto eliminando dalla mente degli umani il ricordo del messaggero alato, come piaceva chiamarlo a Zacharel.

Zacharel. Zacharel che lo scuoteva nel profondo. Era il ritratto della virilità, della sicurezza e della determinazione eppure stava per avere un attacco di panico a causa di un fan di Darth Vader. Mercurio avrebbe voluto mettersi a ridere per la reazione dell’angelo ma si era trattenuto. Un unico sguardo in quegli occhi scuri aveva smosso in lui uno strano istinto protettivo.

Istinto protettivo verso un guerriero angelo comandante dell’armata celeste ? Impossibile.

Però aveva cercato di calmarlo nel l’unico modo possibile in quel momento. Ovvero con la dolcezza dei cupcakes.

Ora si trovavano in quell’angusto ascensore. Merucrio riusciva a sentire il respiro e l’odore inebriante dell’altro evocando immagini di sesso selvaggio nella sua sconvolta mente.

Cercando di osservarlo in ascensore senza farsi accorgere, vide uno Zacharel completamente rigenerato e padrone di se come appariva nel regno dei cieli.

Mercurio non sapeva se era un male o un bene. E non sapeva se era un male o un bene non avergli subito chiesto quale fosse la sua posizione in merito all’omosessualità quando si era presentata l’occasione.

Ma la paura aveva rischiato di sopraffarlo …

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“Black Wings” di Bubbetta. Capitolo 3.

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CAPITOLO 3

Zacharel non si capacitava del numero di persone che affollava quella stretta strada.

Il sole picchiava come se lo stesso Apollo gli stesse tirando uno scherzo di cattivo gusto, e ci avrebbe scommesso se non fosse che il dio narcisista si trovava sulla Terra chissà dove.

Ogni tanto scorgeva delle persone vestite in strano modo. Alcune sembravano alieni, altre animali in trasformazione e altri ancora sembravano incubi nati dalle peggiori delle menti. Sicuramente quello vestito di nero con una maschera strana e il respiro asmatico sembrava davvero un essere cattivo e potente.

Se non si fosse ricordato che era asceso nel Regno umano, l’angelo avrebbe ancora creduto di trovarsi nel Regno dei Cieli con i sovrannaturali e non sulla Terra nel periodo di una strana fiera di San Diego che Mercurio aveva chiamato Comic-Con. E a proposito del dio alato.

Saltellava gioioso accanto a Zacharel in completata adorazione di tutto quello che l’angelo aveva definito “volgarità umane”.

Le esclamazioni e i gemiti di stupore e felicità del dio stavano distraendo Zacharel da tutto quello che lo circondava e si ritrovava ad osservare quello splendido viso con gli occhi blu illuminati.

Ma non poteva distrarsi.

Era in un luogo sconosciuto e doveva essere veloce a capire come muoversi in quella città sconosciuta per essere pronto in caso di necessità e pericolo.

Zacharel conosceva il mondo umano solo attraverso qualche informazione e viaggio che la sua curiosità lo aveva portato a volere quando si trovava in Cielo e sopratutto perchè combatteva il male sopratutto sulla Terra umana. Ma di quelle battaglie alla fine ricordava solo il sangue e la disperazione.

La sua tensione era palpabile tanto che…

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“Black Wings” di Bubbetta. Capitolo 2.

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CAPITOLO 2

-Benvenuto nella nostra nuova dimora, oh grande messaggero alato-

Mercurio aveva paura di alzare lo sguardo da terra e confermare i suoi timori sul proprietario di quella voce. Ma era inutile illudersi. Quel tono caldo e freddo allo stesso tempo non poteva che appartenere al più irritante degli angeli guerrieri, Zacharel.

Stizzito si rivolse verso il suo benvoluto compagno asceso.

– Oh wow, un angelo guerriero tutto per me per due settimane. Quale gioia Zacharel- lo osservò attentamente. E dovette ammettere che il look da motociclista gli donava davvero perchè esaltava quel pizzico di oscurità che gravitava intorno a quel bel esemplare di sovrannaturale, per non parlare di come esaltava quel fisico da guerriero con muscoli tonici e pronti all’azione.

E si doveva ammetterlo con se stesso era un bronzo di Riace vivente. Occhi scuri come la notte più buia orlati da lunghe ciglia folte e se si guardava più in basso si trova un paio di labbra carnose che richiamavano notti di passioni su una nuvola candida e bianca.

Per distrarsi andò in cucina e afferrò dalla dispensa la un barretta di cioccolato e ne staccò un morso. Non riuscì a trattenere un gemito quando il gusto ricco della cioccolata toccò la sua lingua e in quel momento capì davvero come mai certe persone preferivano a cioccolata persino al desiderio carnale, in poche parole a una bella scopata spazza via pensieri……..

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“Black Wings” di Bubbetta. Capitolo 1.

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CAPITOLO 1

La Sala dell’Alleanza era stracolma dei sovrannaturali prescelti per l’Ascesa.

Il brusio di voci era così incessante e fitto da riuscire a procurare un fortissimo mal di testa a Zacharel.

Si trovava in disparte ma questo non riusciva a frenare il nervosismo e irritazione che lo stava attanagliando. Non avrebbe risposto di sé se non si sbrigavano a terminare quel riassunto su cosa consistesse l’Ascesa, riassunto che si teneva da ormai secoli ma a quanto pareva i sovrannaturali ci tenevano a ribadire le inutilità.

Tutto questo insieme di elementi fonti di irritazione erano conditi dalla voce squillante, anche troppo, di Era che sfoggiava un vestito degno della notte degli Oscar ma che non riusciva a migliorare il suo aspetto rotondetto e pensare che ancora cercava di oscurare la ormai leggendaria bellezza di Venere. L’angelo rimane sempre stupito dalla stupidità di certi screzi tra sovrannaturali e soprattutto di quelli che riguardavano il Pantheon Greco-Romano. Almeno i celti e egizi non disturbavano le notti con i rumori di litigi e uso di poteri a sproposito.

Spostando il pese sul piede sinistro e incrociando le braccia, Zacharel si mise nella posizione ottimale per studiare i suoi eccitati compagni di viaggio sulla Terra.

Per quel nuovo evento del felice Regno celeste era stato deciso che avrebbero partecipato quattro sovrannaturali del Pantheon Greco- Romano ed erano Apollo “possibile che pure l’aria in torno a lui fosse intrisa della sua supponenza ?”, Atena, Ade e Mercurio.

Quest’ultimo aveva sempre incuriosito Zacharel sia perchè si teneva in disparte rispetto agli altri Dei e Semi-Dei e sia perchè molto probabilmente era l’essere più affine agli angeli essendo il leggendario messaggero degli dei.

Ma Zacharel sapeva che non era solo una curiosità quella che aveva per messaggero alato. Inclinando un po’ più la testa verso il Deo potè osservare la sua carnagione abbronzata avvolta da una maglia azzurra, che aderiva perfettamente ai muscoli sodi del torace, abbinata a un magnifico paio di occhi azzurri come il Cielo del Signore. L’aura che lo circondava però era scura e intrisa di solitudine e malinconia eppure l’ogni presente sorriso sulle sue labbra carnose smentiva quei sentimenti cupi…

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“Black Wings” di Bubbetta. (Prologo)

Con la speranza che possa diventare un appuntamento settimanale.

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Sinossi: Zacharel, l’angelo guerriero, e Mercurio, il messaggero sovrastato dalla tecnologia, sono stati appaiati per tenersi “compagnia” durante l’Ascesa del 2016, anno umano, sulla Terra. Cosa può mai succedere quando si mettono insieme due essere sovrannaturali così lontani, per ideologia e stile di vita, sul caotico globo che è la Terra ?

Saranno due settimane di fuoco metaforico e letterale tra i due Miti a cui si aggiungeranno i problemi oscuri.

PROLOGO

Il Grande Mondo del Cielo poteva sembrare l’insieme delle Isole Veneziane di Miami con al posto del mare uno spumoso insieme di nuvole bianche. Un posto pacifico, tranquillo dove i propri abitanti ostentavano la propria potenza sovrannaturale attraverso le strutture che adornavano i propri Regni.

In realtà ogni Regno apparteneva a uno dei Pantheon, religione e culto passato e presente che avevano scosso l’anima degli umani e che ancora influenzavano molte delle scelte umane.

C’era il Pantheon Greco-Romano con i suoi dei e semi-dei costantemente in festa e resi allegri dal buon vino di Bacco.

C’era il “Regno del Signore cristiano” dove risiedevano gli angeli compassionevoli e i grandi guerrieri alati ultima difesa del Grande Mondo contro le entità maligne.

C’era la grande nuvola degli Egizi sempre freddi, sempre algidi. Erano considerati i razzisti dei cieli e esistevano tutte le motivazioni per chiamarli così.

La lista ti tutti gli abitanti dei Cieli sarebbe ancora più lunga essendo i Regni nella misura dell’infinito ma il Trattato di Alleanza firmato dalle varie fazioni faceva si che il clima pacifico, flebile e teso, reggesse sotto la forte personalità di questi antichi sovrannaturali.

Il Trattato di Alleanza era la risposta celeste …

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