BubbaRecensione in anteprima: “Un insolito corteggiamento” di Scotty Cade.

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DATA DI PUBBLICAZIONE 29 DICEMBRE 2015

Titolo: Un insolito corteggiamento
Autore: Scotty Cade
Casa editrice: Dreamspinner press
Pagine: 200
Copertina: Reese Dante
Traduzione di: Marila Napoli

 

 

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Tristan Moreau ama il proprio lavoro come assistente e segretario personale di Webber Kincaid, Presidente, Direttore e Amministratore delegato della Kincaid International. Sarebbe il lavoro perfetto… se solo non si fosse innamorato del proprio capo oltre che del lavoro. Dopo due anni, sta ancora facendo tutto quello che può per tenere nascosti i suoi sentimenti, soprattutto perché vuole proteggere la reputazione del suo famoso capo, ma anche perché vuole conservare il posto.

Webber Kincaid non si è dichiarato e usa la sua migliore amica e confidente come copertura. Tutto nella sua vita prosegue perfettamente finché non incontra Tristan Moreau. In pochi mesi, Tristan gli ha rubato il cuore ed è diventato la sua àncora di salvezza. Ma Webber conosce le regole del mondo del lavoro meglio di chiunque altro, così ha mantenuto le distanze.

Ma due anni sono troppi per continuare a chiedersi ‘cosa succederebbe se…?’, specialmente quando gli affari li portano su un’isola privata nei Caraibi. Quando Tristan e Webber soccombono al calore dei tropici, la professionalità comincia a incrinarsi. Sembra una relazione impossibile, soprattutto sotto l’attenzione costante dei paparazzi: potrebbe essere la migliore, o peggiore, decisione d’affari che abbiano preso.

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Da poco è passato Natale e il clima dell’amore e del calore umano ancora non ha abbandonato le case. Ritroviamo questi ingredienti molto dolci e con una base di miele anche nel racconto “Corteggiamento Insolito” di Scotty Cade.

Tristan, ragazzo intraprendente e universitario, è ingenuo e subisce una scottatura che riesce a rompere il suo cuoricino. A distanza di anni, con un lavoro che lo appaga e un sexy datore di lavoro, il suo cuore è tornato intatto. Eppure dentro di lui è entrata anche molta diffidenza per i rapporti e gli uomini. Tuttavia questo non ha impedito a Tristan di innamorarsi del suo capo, apparentemente etero e affermato nel mondo degli affari, Webber. I due lavorano a stretto contatto da due intensi anni e i sentimenti per Webber sono aumentati a dismisura, ma Tristan non può categoricamente dichiararsi, essendo Webber il suo capo etero.

A salvare i due dalle paure i mettere le carte in tavola e scoprire i propri sentimenti arriva un viaggio di lavoro su un’isola tropicale. Il sogno di tutti andare su un’isola con l’oggetto dei propri desideri, ma c’è un grosso ma.

I due iniziano sì ad avvicinarsi oltre che sul piano dell’amicizia anche su quello intimo, ma come può un uomo dell’importanza di Webber dichiarare, come nei miglior sogni di Tristan, la propria omosessualità al mondo senza perdere tutto ciò per cui ha lavorato ? Questo è il peggiore dei pensieri che affliggono la coppia in “vacanza”.

Dopo una prima parte della storia riempita dalle incertezze dei due sul farsi avanti e sul futuro, il libro diventa una continua dichiarazione d’amore, cene a lume di candela e viaggi in barca. L’ambientazione, i gesti e le parole dei due protagonisti sono intrisi del romanticismo più smielato, che farà certamente piacere alle amanti delle commedie romantiche, dove agli equivoci in cui si imbattono i due uomini non manca mai un sorriso, un sentimento forte e l’amore.

Tristan e Webber sarebbero due personaggi davvero interessanti se non fosse che, dopo la loro prima dichiarazione d’amore, perdono la propria identità.

Tristan è definito come un calcolatore ansioso e in alcuni frangenti si nota, ma poi si perde risucchiato dalle spire dell’amore. Questo succede anche a Webber, che del magnate imprenditore si percepisce poco o nulla quando ci viene presentato il suo punto di vista.
Credo di poter dire che Webber e Tristan, nel momento in cui si trovano l’un l’altro, diventano una entità indivisibile dove perdono le caratteristiche singole per acquisire quelle di coppia.

Purtroppo l’ombra nel loro rapporto, ovvero il futuro e la dichiarazione dell’omosessualità di Webber, viene dissolta in poche pagine finali. Poteva essere un bel colpo di scena volto a destabilizzare il rapporto, a mio parere troppo idilliaco tra i due, ma non è stato sfruttato come mi aspettavo da Scotty Cade e come avevo letto in altri suoi scritti.

Una menzione ai personaggi di sfondo va fatta. Sono piacevoli e divertenti all’interno della storia, soprattutto la super-modella, oltre alla famiglia tropicale adottiva di Webber, e capirete leggendo perchè mi ha colpita.

Lo stile di scrittura scorre e non annoia, ma non si amalgamano bene con la trama banale e molto superficiale. Lo consiglio tantissimo a chi cerca una lettura non impegnata, dolce e che scalda il cuore, ma forse mi aspettavo di più dagli eventi e dalle possibili varianti suggerite da alcune tematiche.

Avrete capito dalle mie parole che il voto che assegnerò a questa storia leggermente piatta non sarà molto alto, ma solo perchè non soddisfa il mio gusto. Infatti mi vedo costretta a dare tre arcobaleni a questa storia, ma non vedo l’ora di leggere altro di Scotty Cade perchè so che quando scrive di colpi di scena, drammi e sentimenti forti sa dare e comunicare molto di più.

3 arcobaleni

Morsi&Strotolamenti

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BubbaRecensione: “Luna e Stelle” di Zahra Owens.

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DATA DI PUBBLICAZIONE 22 DICEMBRE

Titolo: Luna e Stelle

Autore: Zahra Owens

Casa editrice: Dreamspinner press
Pagine: 247
Copertina: Anne Cain
Traduttore: KillerQueen

Un libro della serie Nuvole e pioggia

 

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Dopo una tresca con un procuratore distrettuale sposato che lo ha portato allo scandalo e alla radiazione dall’albo, Cooper Nelson ha lasciato una carriera legale ormai distrutta, trovando conforto nel lavoro al Blue River Ranch. Otto anni dopo, durante una delle rare visite in città, Cooper s’imbatte in Kelly Freed, un uomo che si era lasciato alle spalle quindici anni prima per cominciare a lavorare in uno studio legale. Purtroppo, Kelly è in lizza per diventare sceriffo e sua moglie ha una malattia in fase terminale, quindi far rinascere la loro relazione è fuori questione. Cooper sa per esperienza che nascondere la verità porta a rovinare delle vite, perciò rifiuta di essere l’amante segreto di qualcuno.

Nel frattempo, al Blackwater Ranch, gli eventi hanno preso una piega drammatica. Calley, l’amica di Gable, ha un cancro al seno e, per occuparsi dei suoi figli, lui e Flynn hanno bisogno dell’aiuto degli amici. Cooper e Kelly devono unire i loro talenti per fare in modo che Gable possa essere riconosciuto legalmente come padre dei propri figli e per sistemare gli affari di Calley nel caso in cui la situazione dovesse peggiorare. Restare lontano da Kelly non è mai stato facile per Cooper, e ora che hanno una causa comune, scopre di non poter fare a meno di volere l’uomo accanto a sé.

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La serie “Nuvole e pioggia” di Zahra Owens è un insieme di storie struggenti, frizzanti e drammatiche allo stesso tempo. La trama non si sviluppa mai in modo prevedibile, anzi, tutto l’opposto, e questo capitolo non fa eccezione.

I protagonisti di “Luna e Stelle” sono Cooper e Kelly. Cooper è un ex avvocato, radiato dall’albo per uno scandalo inammissibile nell’ambiente in cui lavorava. L’ex avvocato ha trovato la pace e la solitudine nel Rach di Hunter e Grant, ma il passato, i rimorsi e le scelte fatte non lo hanno abbandonato. Soprattutto Cooper non riesce a scordare Kelly.

Kelly era il suo compagno di corso all’università di legge e amante. Scelte sbagliate, dettate dall’ambizione e dalle paure, hanno portato i due a dividersi. Almeno fino a quando, dodici anni dopo, si incontrano nella piccola cittadina dove si trova il Ranch in cui lavora Cooper.

Kelly è diventato vice sceriffo della cittadina, candidato al ruolo di sceriffo e sposato con una donna affetta da una malattia terminale.

La fiamma tra i due non è mai sparita, ma come potete capire le cose non sono facili e la parte psicologica dei due personaggi ci aiuta a capire le loro paure, i motivi delle loro decisioni e soprattutto il cambiamento che hanno avuto luogo in dodici, lunghi anni.

Dodici anni di rimpianti, di desideri nascosti alla propria famiglia e di cambiamenti. Questi cambiamenti inizialmente frenano tutti e due: è come se dovessero riscoprirsi prima come amici e solo dopo come amanti, ma naturalmente ci sono altri ostacoli.

Cooper è un gay fiero e dichiarato e non potrebbe mai nascondere la propria relazione con Kelly, ma la moglie in fase terminale e la candidatura a sceriffo nel piccolo paesino frenano i desideri e le speranze di potersi riavvicinare all’ex compagno. E chi può biasimarlo?

Le coppie omosessuali precedentemente incontrate nei capitoli della serie sono unite e dichiarate, ma hanno un ranch in cui possono vivere la loro intimità e la loro privacy. Al contrario Kelly è un personaggio pubblico, rappresentate della legge, e il rispetto da parte dei cittadini e dei suoi collaboratori sono tutto per poter fare quel tipo di lavoro.

Come prevedibile, Cooper cerca di allontanare Kelly, anche per non rivivere sbagli del passato. Tuttavia i suoi tentativi di tenere le distanze dal vicesceriffo sfumano quando si ritrovano a dover affrontare un caso molto vicino ai loro amici del ranch.

Messe in chiaro tutte queste problematiche vi starete chiedendo come è possibile un lieto fine per questi due amanti ritrovati. Anche io me lo chiedevo appena iniziato, e la Owens come sempre riesce a risolvere situazioni impossibili con facili passaggi, dettati dall’amore e dalla fiducia nelle persone che si aiutano l’un l’altra, anche se i drammi sono all’ordine del giorno in questo piccolo universi fatto di semplici cowboy.

La parte dinamica e dell’azione non è molta all’interno della storia. Sono poche e intervallate da grandi sequenze introspettive, volte a analizzare la componente psicologica dei personaggi, perché tutto si svolge in base ai ricordi e ai timori nel modo di agire. Le riflessioni di Cooper e Kelly sono demoralizzanti e al tempo stesso veritiere per due persone che si trovano nella loro situazione. Eppure la narrazione non ne risente. Non si percepisce nessun senso di pesantezza e la lettura riesce a scorrere fluida e veloce. Credo sia un dono della scrittrice.

Insieme ai nostri due protagonisti ritroviamo tutte le coppie incontrate nei capitoli precedenti, con particolare attenzione sul duo Gabe e Finn, i quali si troveranno ad affrontare la situazione difficile di Carly e dei figli di Gabe. Ma mamma-chioccia Finn è sempre pronto ad aiutare il proprio compagno, Gabe, anche se ho un piccolo appunto da fare. Posso capire che Carly sia culo e camicia con Gabe, e che questo gli abbia fatto un piacere con l’inseminazione e tutto, ma a parer mio si è presa una libertà di troppo e non mi è piaciuto il suo agire. Ma non vi dico di più, altrimenti sarebbe un grosso spoiler della sottotrama della storia.

E’ quasi dovuto dare quattro arcobaleni e mezzo. Perché non cinque? Non è solo per la storia di Carly che ho detratto mezzo arcobaleno alla mia votazione, ma anche per la parte finale. E’ lodevole come la Owens abbia semplificato i problemi, come detto precedentemente, ma avrei preferito qualche pagina in più, perché alcune scene finali sono contraddittorie con il corso psicologico difficile della trama. Io ho cercato di interpretarlo come una rinnovata nascita di fiducia tra Kelly e Cooper, finalmente cancellati i dubbi e i timori. Quindi mi tengo il mezzo arcobaleno, con la speranza che il discorso sulla fiducia non sia solo farina del mio sacco, anche se la Owens è la Owens e tutto è studiato a tavolino.

4,5 arcobaleni

BUONA VIGILIA DI SANGUE DA BUBBETTA

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BubbaRecensione: “Il mio Eroe” di Max Vos.*Sportivi*

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DATA DI PUBBLICAZIONE 5 NOVEMBRE

TITOLO: Il mio Eroe
TITOLO ORIGINALE: My Hero
AUTORE: Max Vos
AMBIENTAZIONE: Tennessee USA
COVER ARTIST: Aj Corza
TRADUZIONE: Francesca Giraudo

 

 

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Quando  aveva  sedici  anni,  Rich  Miller  salvò  un  ragazzo  mentre  stava  annegando  in piscina. Non poteva sapere che anni dopo, come studente anziano del college e speranza olimpica nei tuffi, Rich avrebbe incontrato ancora una voltaJohnny Milloway, diventato nel frattempo un grande giocatore di football – e quando Rich dice grande, intende proprio come un ‘orso’. Il timido giocatore si ricorda del suo soccorritore, e così idue ragazzi diventano amici.
Johnny  non  è  scoraggiato  dal  fatto  che  Rich  sia  gay.  Anzi,  più  trascorre  del  tempo  con  lui,  più diventa curioso. Vuole conoscere tutto di quel mondo, come ad esempio, cosa significhi baciare un ragazzo. Solo che non riesce a fermarsi lì. Rich non crede che questo rapporto possa andare avanti; Johnny è etero e lui non se la sente di affrontare l’angoscia e il dolore che ne potrebberoderivare in futuro. Ha già fin troppe cose a cui pensare  e  il  titolo  di  Campione  del  mondo  è  a  portata  di  mano,  mentre  suo  padre  preferisce
guardare una partita di football piuttosto che perdere tempo seguendo i tuffi del figlio. Ma Rich non ha fatto i conti con la determinazione di Johnny, e averlo nella sua vita potrebbe rivelarsi un catalizzatore di cambiamenti pronti a sconvolgerlo.

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Max Vos, con questo libro dalla trama interessante e dai personaggi accattivanti, è riuscito a rapirmi e farmi divorare questa storia non originale, ma allo stesso tempo originale. Confusi? Ora vi spiego, ma prima ammetto la mia passione per le coppie omosessuali composte da sportivi.

Il romanzo inizia con un flashback, in cui troviamo i due protagonisti, ancora giovani liceali, al loro primo incontro. Rich è un bagnino adolescente di una piscina comunale che si ritrova a dover salvare un ragazzino dall’annegamento, Johnnie. Dopo questo incontro – o più precisamente scontro -, si rincontrano un manciata di anni dopo, ed è qui che inizia la loro forte amicizia, la loro relazione e il loro futuro.

Quando ritroviamo i due personaggi, ormai cresciuti e al college, Rich non è più un bagnino, ma un tuffatore candidato per le olimpiadi orgogliosamente gay, mentre Johnnie è un gigante giocatore di football apparentemente etero.

I due, accomunati dalla passione per l’allenamento del corpo e il tenersi in forma, si avvicinano ed è sopratutto Johnnie a voler rimaner vicino al proprio salvatore. Al proprio eroe. Ma quando l’attrazione tra i due cresce si porta dietro un insieme di problematiche spiacevoli e difficili da superare.

Quando si parla di atleti con relazioni gay, essi rappresentano molti temi e spunti per portare avanti una storia, tra cui i pregiudizi dello sport verso gli omosessuali. Aggiungiamo un giocatore di football etero, adolescente e confuso all’equazione e l’esplosione è assicurata. Johhnie agisce in un modo talmente sbagliato, anche se non per cattiveria, che avrai voluto andare io stessa a prenderlo a pugni per aver fatto soffrire il dolce Rich.

Rich è lo sciroppo d’acero per l’orso perennemente affamato, Johnnie.

Il personaggio di Rich è ben delineato, divertente, malizioso e si porta dietro un brutto rapporto con il padre. Rapporto andato deteriorandosi dopo la morte della madre, che lo ha fatto sentire infinitamente solo, almeno fino alla svolta, ma di questo leggerete. E credo che Max Vos si sia ispirato al sexy campione di tuffi Tom Daley, dichiaratamente gay e orgoglioso di esserlo. Leggendo io ho pensato subito a lui e il mio cuoricino ha iniziato a battere forte forte. Johnnie invece è il classico omone con il cuore d’oro e lo stomaco come un buco nero.

Le crisi sono all’ordine del giorno nel micro-cosmo dei due ragazzi tra incomprensioni, confusioni e decisioni che non sono pronti a prendere. Ma non sono le uniche a essere frequenti, anche il sesso lo è.

Parliamo di due ragazzi adolescenti, quindi Max Vos ha sfoderato la sua enorme creatività e bravura nel rendere davvero piccante, originale e travolgente il sesso tra i due. Non scene di sesso ma pure e vere scene erotiche, perchè di erotismo si parla e non di volgarità. Scena mai ripetitive anche se uno dei due è un quasi-etero, perchè Johhnie è sempre affamato di Rich e quest’ultimo ha una fantasia smisurata quando si parla di fare l’amore e smisurati sono i sue eccitanti feticci che riguardano sopratutto la persona di Johnnie, come i suoi peli o lui con il sospensorio.

Una scena che forse non è adatta a molti, riguarda una ciambellina dolce guarnita in modo insolito, sicuramente gustosa per i due ragazzi, protagonista di una scena molto hot.

Se non sapessi dell’esistenza di un capitolo seguente a questo con gli stessi protagonisti, avrei aggiunto che la trattazione di alcuni eventi e temi, ad esempio il rapporto e riappacificazione di Rich con il padre e l’incognita del futuro, sono trattati in modo frettoloso. Può essere letto come un autoconclusivo, ma non del tutto. Max Vos conclude il libro lasciando nella nostra mente offuscata dall’erotismo,molti interrogativi senza risposta: E dopo? Cosa succederà?

Un conto è ammettere al college di avere una relazione omosessuale, ma tutt’altra faccenda è ammetterlo nell’età adulta, nel mondo del lavoro e nel mondo dello sport professionistico. Quando tutto rimane teorico è facile accettare comportamenti, che magari sono discutibili, da parte di persone troppo prese da loro stesse da capire che il mondo è trascinato dal progresso.

Questo libro erotico, divertente e fresco merita da parte mia quattro arcobaleni, e attendo con trepidazione la pubblicazione del prossimo capitolo. Da quanto so tratterà dell’approdo dei nostri due protagonisti alle Olimpiadi di Londra.

4 arcobaleni

Morsi&Stritolamenti da Bubbetta

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BubbaRecensione in anteprima: “Orizzonti” di Mickie B. Ashling. *Sportivi part. 1*

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DATA DI PUBBLICAZIONE 1 DICEMBRE

Titolo: Orizzonti

Autore: Mickie B. Ashling

Casa editrice: Dreamspinner press
Pagine: 221
Copertina: Reese Dante
Traduzione di: Ugo Telese

Serie Orizzonti, Libro 1

 

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Il giocatore di football del college Clark Stevens è un wide receiver popolare con un potenziale contratto nella NFL, ma ha qualche problema: una ragazza gelosa, un padre dispotico e dalla mente ristretta, un deficit dell’attenzione e un’attrazione potente e inaspettata per l’ortopedico, maschio, che gli cura un osso rotto.

Il dottor Jody Williams sta ricevendo dei segnali davvero contraddittori. Non può ignorare quanto desidera Clark, perché è ovvio che il giocatore prova lo stesso per lui. Per il medico, gay dichiarato e orgoglioso di esserlo, la soluzione sembra molto semplice. Per Clark, invece, non lo è. Il suo mondo non è tollerante e gli ostacoli che ha affrontato lo hanno portato a negare la sua sessualità per anni.

È il Super Bowl dei disastri, non importa da che punto di vista lo si guardi. Alla fine, Clark deve decidere se continuare con l’unica vita che ha sempre conosciuto o se cogliere l’occasione di viverne una nuova con Jody.

***

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Arrivata alla fine del libro il mio primo pensiero è stato: perché, Mickie, perchè hai rovinato tutto con i seguenti due capitoli?

Non fraintendetemi. I due romanzi seguenti della serie erano moderatamente carini, ma le premesse di Orizzonti sono alte, anche se lo leggiamo solo come terzo in ordine di uscita.

La trama è il classico dramma dell’omosessualità vista nel mondo dello sport, e sopratutto nel mondo “virile” del football. Ma tanto classica, per come è stata sviluppata, non è.

Clark è una giovane promessa del football, prossimo alla NFL, affetto da ADD (disturbo dell’attenzione) e con una famiglia molto tradizionale. Il povero Clark ha sempre avuto pensieri definiti sodomiti dalla sua famiglia. Pensieri che gli facevano desiderare mani di uomo sul suo corpo e non solo. La giovane promessa dello sport è riuscita a reprime questi desideri fino all’incontro fortuito con il medico, dichiaratamente e orgogliosamente gay, Jody. E il disastro è annunciato come in un B – Movie degli anni 90′.

Il desiderio sessuale fra i due è infinito, ma il sesso non è tutto: la segretezza del rapporto, la famiglia omofoba di Clark e l’incertezza della carriera di quest’ultimo, nel caso di un coming out, mettono continuamente in crisi il fragile rapporto andatosi a instaurare tra Jo-Jo e Kit (così si chiamano nel loro intimo).

Oltre a tutte queste variabili aggiungiamoci un padre dispotico, che vive attraverso il figlio la fama della NFL, una cheerleader odiosa fissata con Clark (piccola stalker) con un padre delinquente e il passato da “crocerossina dei casi persi” di Jody. L’esplosione, il dolore e le incomprensioni sono assicurati.

Passiamo più nel dettaglio a parlare dei due protagonisti perchè meritano.

Jody è un inguaribile romantico e ottimista, che nonostante le batoste della vita nelle relazioni, investe tutto se stesso nel rapporto con il giovane, confuso e ingenuo Clark. Purtroppo il cuoricino del nostro dottore non è del tutto al sicuro nelle mani di Clark, sopratutto a causa delle persone esterne che non capiscono tutte le forme in cui si manifesta l’amore.

Clark è divertente nella sua ingenua inesperienza nel mondo LGBT. Alcune volte si trova a fare domande ovvie, ma che purtroppo rispecchiano tutti i pregiudizi delle persone bigotte e ignoranti. Pur essendo molto giovane e con deficit dell’attenzione si ritrova al grande bivio della vita che riguarda la sua sessualità. Un bivio che si trova alla fine di un cammino tortuoso, durante il quale capirà che seguire il cuore, in alcuni casi, ripaga pienamente delle sofferenze vissute.

I momenti intimi e divertenti tra i due non mancano certamente. Il sesso è esplosivo anche se Clark è alle prime armi, e di ciò ne avevamo avuto un assaggio nel terzo capitolo della saga, dove ritroviamo un idromassaggio molto ricorrente in questo primo capitolo.

Una nota speciale va a Lil, il protagonista del secondo e terzo capitolo della serie, nonchè Grillo parlante di Jody. Voce della coscienza molto poco ascoltata dal determinato medico.

Lil è un personaggio curioso e affascinante, che gode nel mettere a disagio il neo-gay Clark ostentando tutto il suo essere “checca effeminata”. Io mi chiedo è come sia possibile che questo Lil sia lo stesso protagonista dei seguenti capitoli della serie. Sembrano quasi due personaggi diversi: il Lil Grillo Parlante è molto più attraente del Serio Lil dei capitoli successivi. Ma lascerò giudicare a voi se è solo una mia impressione.

Orizzonti è il libro della serie che ho apprezzato di più perchè ha il giusto mix tra dolore, frivolezze e romanticità, grazie una trama composta da qualche colpo di scena e con un impianto narrativo niente affatto scontato. I personaggi sono forti, ben delineati nel carattere e travolgenti. Anche se i vari libri sembrano scritti da persone diverse credo che il problema sia il fatto che l’autore ha rimesso mano al primo capitolo successivamente alla pubblicazione del secondo e del terzo, ripubblicandolo.

Il mio voto finale è di quattro arcobaleni e mezzo perchè alcune dinamiche avrei voluto fossero più approfondite.

4,5 arcobaleni

Morsi&Stritolamenti da Bubbetta.

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TRE GIORNI ITALIANI. Recensione: “Dark Room” di Gaby Crumb.

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DATA DI PUBBLICAZIONE 25 OTTOBRE

Titolo: Dark Room

Autrice: Gaby Crumb

Lunghezza stampa: 81 pagine

Editore: Autopubblicato

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Damjan è scappato via da casa a diciotto anni. E’ scappato da genitori che non lo accettavano, che volevano cambiarlo. E’ scappato dalla violenza e dai pregiudizi. Ma nonostante abbia cercato di lasciarsi il passato alle spalle, quel passato lo insegue inesorabile e le troppe ferite e paure non lo aiutano a vivere serenamente la propria vita e la propria sessualità.
Fino a quando non incontra Micah.
Micah è bello, sensuale e non ha paura dell’interesse che da subito inizia a provare per Damjan. Non teme il muro di paure che circondano il suo cuore. Ed è deciso a riportare la luce in quella stanza buia che è l’anima di Damjan.

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Ultimamente il mercato italiano sta esplodendo per quanto riguarda la letteratura. E le nostre scrittrici si stanno tenendo al passo molto velocemente, arricchendo le nostre librerie con nuovi romance M/M.

Tra queste troviamo Gaby Crumb che ha scritto il libro che mi accingo a recensire.

“Dark Room” è un racconto breve fatto di angoscia e tanto romanticismo. Il giusto mix per metterlo nella categoria del prototipo di Romance M/M per eccellenza. Dove la stanza nera rappresenta i desideri celati.

Il protagonista è un giovane ragazzo, di nome Damjan, tormentato dal proprio passato e da un’educazione rigida che ha inibito la sua sessualità. I fantasmi, le paure e l’ indecisione che affollano la mente di Damjan non sono così facili da eliminare, ma un incontro con Micah fa smuovere tutto il suo mondo, e sconvolge la sua routine, così come fa crollare le certezze che pensava di avere sulla sua libido.

Micah è un personaggio adorabile e determinato allo stesso tempo. Colui che io definisco l’eroe moderno della fantasia, con i suoi difetti e un cuore grande e determinato. Micah diventa, così, il porto sicuro di Damjan.

Questo racconto si può definire, a ragione, prevedibile ma coinvolgente , adatto a coloro che amano i sentimenti puri, immediati e cristallini. Non aspettatevi colpi di scena o un amore rincorso, ma una persona resasi conto che chiedere aiuto e affrontare i demoni del passato, lasciandosi andare, non significa essere deboli, ma anzi denota coraggio, determinazione e maturazione.

La storia non manca dell’elemento disturbante esterno: la famiglia omofoba del nostro protagonista tormentato.

Devo ammettere che il dialogo tra Damjan e la madre mi ha frustrata perché ho rivisto tutta l’ottusità che contraddistingue l’omofobo medio. Purtroppo ai legami di sangue non sempre si accompagnano affetto o senso di protezione.

Meno male che ognuno può costruirsi nel mondo la famiglia che più ritiene giusta ed è proprio questo che troviamo al centro del racconto: una casa e una famiglia dove venire accettato e sentirsi in qualche modo giusto. Una casa dove poter intraprendere il proprio cammino di guarigione insieme a persone che ti supportano e ti amano. Ed è anche ciò che il nostro protagonista dovrà imparare per sconfiggere i demoni del suo passato.

La famiglia del “Dark Room”, bar dove lavorano Damjan e Micah e che da il titolo al libro, è davvero variegata e divertente. A comporla in modo squisitamente non convenzionale ci sono Jaka e James, che però hanno solo un piccolo ritaglio all’interno del racconto.

Su loro due non voglio pronunciarmi perché sono sicura che avremo un racconto tutto loro e se non dovesse esserci sarebbe un peccato visto il materiale decisamente interessante che possono fornire.

Un altro personaggio su cui devo dire qualcosa è la terapista mentale di Damjan . Sarà che amo e studio psicologia ma è un personaggio che ho apprezzato e ,credo, veritiero (tra tre anni saprò specificare quanto veritiero è).

In conclusione devo ammettere che il romance M/M molto romantico e lineare non è il mio favorito, ma non posso dire niente di negativo su “Dark Room” perché, a parere mio, ha centrato il suo scopo come racconto non solo nel suo genere ma anche nello stile di scrittura non criticabile.

L’unico appello che faccio è rivolto alla scrittrice: per favore Gaby Crumb scrivi storie più lunghe !

Il mio voto finale è di quattro arcobaleni, anche se non nelle mie corde come racconto. Quattro arcobaleni classici, prevedibili e meritati, per la scrittura e la fluidità della storia.

4 arcobaleni

Morsi&Stritolamenti da Bubbetta.

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BubbaRecensione in anteprima: “Maschere veneziane” di Kim Fielding.

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DATA DI PUBBLICAZIONE 27 OTTOBRE

Titolo: Maschere veneziane
Autore: Kim Fielding
Pagine: 237
Copertina: Shobana Appavu
Traduzione di: Eledh Armata

Casa editrice: Dreamspinner press

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Jeff Dawkins è stato lasciato dal suo partner con un mutuo che non può permettersi e un paio di biglietti non rimborsabili per una vacanza di un mese in Europa. Nonostante la sua riluttanza a viaggiare, Jeff decide di partire comunque. Dopotutto, ha già pagato. Mette in valigia un Kindle pieno di romanzi gay e arriva a Venezia trepidante. Lì incontra il bellissimo e affascinante Cleve Prieto, un americano che vive all’estero, che gli offre di fargli da guida turistica. Jeff ha molti sospetti – non è nato ieri e qualcosa gli dice che Cleve non gliela racconta giusta – ma tutto è meglio che girare per i canali da solo. Grazie a lui, Jeff s’innamora di Venezia e inizia a riconciliarsi con il passato. Per la prima volta, si ritrova anche a provare dei sentimenti per qualcun altro. Ma non può essere sicuro di chi sia quella persona, perché il passato di Cleve rimane un mistero avvolto dalle bugie.

Poi una figura oscura riemerge dal passato di Cleve e Jeff deve scegliere se lasciare che questi scappi da solo o unirsi a lui in una corsa disperata attraverso l’Europa centrale. Forse Jeff riuscirà finalmente a vedere dietro la maschera di Cleve, se sopravvivrà al viaggio.

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Kim Fielding è una di quelle scrittrice che spaziano di più nei generi. Di lei ho letto storie fantasy, dark e suspense sempre con la cornice del romance M/M.

Questa volta abbiamo un romance M/M che mescola insieme suspense e un diario di viaggio. Abbiamo un nerd che non ha mai viaggiato, ma che in seguito alla rottura con un ex si ritrova a fare un viaggio in giro per l’Europa da solo. Il nostro nerd si chiama Jeff e la sua prima tappa è una città romanticissima, Venezia.

[Mi prendo un attimo per sottolineare quanti nerd ultimamente sono personaggi principali dei romance M/M, e come geek sono così felice che si sia capito il loro potenziale, ma allo stesso tempo continuo a chiedermi dove sono questi nerd sexy nella vita reale!]

Il tour solitario di Jeff viene illuminato e vivacizzato dall’incontro con un misterioso ragazzo di nome Cleve. Tra i due c’è intesa, ma Jeff ha dei sospetti sul ragazzo che con tanto amore per la città gli fa da guida. I timori dell’informatico si concretizzano quando Cleve inizia a comportarsi in modo strano e scopare da un giorno all’altro.

Ma, quando un nerd mosso da sentimenti e curiosità si mette in testa di scoprire cosa nasconde il misterioso Cleve, nessuno può fermalo e il fatto che sia un informatico aiuta il ragazzo non poco.

I segreti che nasconde Cleve sono davvero davvero oscuri e anche il motivo per cui si comporta come un nomade è fonte di pericolo per i due neo amanti.

Cleve ispira tanta tenerezza perchè si percepisce in lui la ricerca della normalità. La ricerca di un porto sicuro, NormalVille, e di un amore ordinario che compensi la sua vita senza radici e con un passato di esagerazioni, di sfarzo e di illegalità. La storia tra i due protagonisti è quasi in secondo piano però rispetto al viaggio.

Ora capirete perché ho definito questa storia come un diario di viaggio.

Il viaggio è il vero protagonista di questa storia.

Le descrizioni delle città, delle persone e dell’azioni da parte di Jeff che non ha mai viaggiato sono davvero accurate e avvolgenti. La magia di Venezia viene descritta davvero bene. Con le sue stradine, le vie d’acqua e i campi. E in questo racconto di Venezia la verve di Cleve, il suo trasporto e tutti i dettagli che sa della città sono davvero interessanti e riescono a non annoiare.

Avevo paura che ambientando la storia in Italia e soprattutto in una città turistica come Venezia, Kim cadesse in stereotipi sbagliati e grossolani che riguardano noi italiani, ma le mie paure erano per lo più infondate, perché le descrizioni si soffermano più sulle reazioni dei turisti.

I particolari e le storie dell’antica città sono curati, così come la storia delle maschere veneziane, che non vengono presentate solo come un ornamento da esporre. Il parlare della maschere mi ha riportata al titolo di questa storia: metafora, parere mio, della maschera indossata da Cleve molto tempo prima ma che Jeff riesce a levare con la sua presenza, con la sua fiducia verso quel ragazzo senza una casa e il suo cuore impulsivo.

Cuore impulsivo che ci accompagna in altre città che sono sempre descritte al meglio e smuovono la nostra immaginazione.

C’è un lato negativo per tutte queste descrizioni. Il rallentamento della narrazione che a volte si fa anche ripetitiva nelle azioni di Jeff, anche se rispecchiano il comportamento di un turista che cerca di imparare come comportarsi un luogo diverso.

Forse il problema della percezione di ripetizioni nelle descrizioni da parte mia fosse perché, in fin dei conti, sono italiana, quindi conosco a menadito usi, costumi e luoghi che Kim ci presenta. Infatti quando Jeff si sposta in un paese per me inesplorato questa ridondanza non l’ho percepita.

Questo libro lo consiglio a coloro che sognano di viaggiare e imparare ad amare e sopravvivere ma anche a coloro che non hanno il coraggio di farlo.

Il mio voto è un quattro stelle proprio a causa del rallentamento, anche se il colpo di scena e l’azione verso la fine non mancano di certo.

4 arcobaleni

Morsi&Stritolamenti da Bubbetta.

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BubbaRecensione in anteprima: “La regola dell’ex” di River Jaymes.

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DATA DI PUBBLICAZIONE 23 OTTOBRE

Titolo: La regola dell’ex
Titolo originale: The Boyfriend Mandate
Serie: The Boyfriend Chronicles Vol. 2

Autore: River Jaymes
Traduttore: Barbara Cinelli

Lunghezza: 352 pagine
Casa editrice: Triskell Edizioni

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Memphis Haines, stuntman e sopravvissuto due volte al cancro, eccelle nel cavarsela sempre. Quando gli si presenta la possibilità di aiutare il suo ex-fidanzato con un evento di beneficenza, coglie al volo l’occasione per tentare di farsi perdonare, visto il modo in cui ha lasciato Tyler dieci anni prima. E l’atteggiamento freddo del Dr. Tyler Hall è una sfida a cui Memphis non può resistere: deve riuscire a sciogliere la compostezza di quell’uomo.

Tyler Hall si è dato una regola semplice: non rimettersi più con i propri ex fidanzati. Basta. Di certo non è interessato a ricucire i rapporti con Memphis Haines, il suo ex che salta dagli edifici, schiva le esplosioni, e posa per una pubblicità di biancheria intima firmata. Dieci anni prima, innamorarsi di lui gli ha cambiato la vita. E quando Memphis l’ha lasciato da un momento all’altro, il mondo di Tyler è finito sottosopra. Memphis, però, sembra determinato a rivangare il passato. E il suo sorriso sciogli-mutande, il suo corpo solido e il suo fascino stanno riportando in superficie ricordi eccitanti che è meglio non ricordare, e che rendono sempre più difficile l’intento di Tyler di mantenere fede alla promessa che ha fatto a se stesso.

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Finalmente!

Finalmente ho potuto leggere di Tyler, che in Fidanzato di scorta mi aveva rapita con la sua facciata fredda volta a nascondere qualcosa. Questo era il mio parere appena finito il primo libro e posso dire che la mia ovvia intuizione è stata confermata. Voi direte “finalmente l’uomo di ghiaccio si scioglie”. Sì, si scioglie, ma portandosi dietro pagine di strazio insieme a Memphis, fino a giungere a un epilogo niente affatto scontato.

Tyler e Memphis erano compagni di stanza e amanti al college. Tyler il un nerd timido e chiuso, e Memphis il ragazzo determinato che aveva sconfitto il cancro ed era tornato a fare lo sport amato contro le probabilità dei medici. Ma un giorno tutto cambia: Memphis lascia Tyler senza nessuna spiegazione.

Dieci anni dopo si rincontrano per la promozione di una serata di beneficienza per la clinica che Tyler conduce insieme a Alec. Memphis è diventato un famoso stuntman e modello di intimo, mentre Tyler è il medico che conosciamo dal primo romanzo: freddo, inquadrato e fermamente convinto a non andare dietro ai propri ex.

Molte domande e dubbi rimangono tra i due, che trovandosi finalmente a contatto possono chiarire: perché Memphis ha lasciato Tyler abbandonandolo? Io credo che Tyler avesse bisogno di perdere Memphis e viceversa. Il Tyler di allora non poteva essere di aiuto a Memphis, ma il dominante uomo-ghiaccio di dieci anni dopo lo è. Il redivivo Memphis invece aveva bisogno di capire molte cose su se stesso e ciò che il cancro gli aveva portato via.

Ora farò la saggia e riassumerò tutto con una frase.

Molte volte durante la vita si incontra la propria anima gemella, ma in un momento che purtroppo porta a perderla. Tyler e Memphis, dopo dieci anni difficili e pieni di dubbi, hanno la possibilità di avere una seconda opportunità per conquistare la propria felicità con l’anima gemella.

La storia nei primi capitoli si muove su un parallelismo tra passato e presente apprezzato moltissimo da me, perché ho potuto confrontare i due personaggi con il loro presente e il loro passato, così da agognare ancora di più il momento in cui il freddo Tyler avrebbe dato di matto sciogliendo il ghiaccio che ostruiva le sue vene da dieci anni. E che esplosione ragazzi!

Purtroppo non posso andare nello specifico, spiegandovi come mai Memphis lasciò Tyler, oppure perché entrambi sono reticenti, dieci anni dopo, a farsi coinvolgere oltre che fisicamente anche sentimentalmente. Sarebbe un grossissimo spoiler anche solo parlarne in breve, e questo libro merita di essere scoperto pagina dopo pagina. Posso però dire che non c’è solo dolore e strazio in questo romanzo. Il dolore di fondo del libro è mitigato dall’irriverente e spericolata personalità di Memphis e dai personaggi di contorno.

Ritroviamo Dylan e Alec con una grossa novità che li mette in crisi. A essere soprattutto in panico totale è il nostro meccanico di fiducia, Dylan. E abbiamo di nuovo la nostra principessina Noah. Quanto amo quell’uomo e il suo modo di fare! Credo, ma forse è solo speranza mia, che il prossimo libro sarà su Noah (non voglio informarmi perché ho congetture sul suo compagno e ho quasi paura di scoprirlo).

Questa storia mi ha trasportata, ed era un po’ che un libro non ci riusciva. Scordatevi l’aria da romanzetto romantico del primo, perché in questo capitolo il vostro cuore e le vostre emozioni sono in pericolo!

A questa storia che racconta di una seconda (terza) opportunità mi sento in dovere di dare cinque arcobaleni.

5 arcobaleni

Morsi&Stritolamenti da Bubbetta.

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