Recensioni: “Racconti sotto l’albero”. Antologia Triskell Edizioni 2015.

cover-500x750Buon 2016, Rainbow-adeptiAvrete notato che in queste vacanze natalizie ci sono state moltissime uscite dei nostri amati M/M, e noi ragazze dello staff ci siamo fatte in quattro per tenervi aggiornate. Ora siamo alle prese con l’antologia di Natale pubblicata da Triskell Edizioni, e siamo stufe di farci in quattro! Quindi faremo in quattro l’antologia, e ognuna di noi recensirà i racconti che ha preferito. E sì, so benissimo che questa battuta faceva pena, ma abbiate pietà: anche lo staff ha festeggiato tutta la notte!

 

Neve e cioccolato – Erin E. Keller

Natale 1944. Belgio. Seconda Guerra Mondiale. Prima linea. Trincea. Se queste parole non sono bastate a incuriosirvi, non so davvero cos’altro dirvi.

Come dite? Non posso cavarmela con queste sole due righe? Porca miseria! E io che già speravo di buttarmi a letto…

Va bene, entriamo più nello specifico: la guerra fa schifo. Settanta anni fa faceva ugualmente schifo, e forse ancora di più. Sul fronte centinaia o migliaia di giovani erano costretti in buche gelate, i piedi nel fango o peggio ancora nella neve. Cercare la felicità era qualcosa di ridicolo: come si può essere felici quando a malapena si sopravvive, fra un attacco e l’altro, fra una malattia e l’altra, fra la morte dei propri compagni e amici, lontani dalla famiglia e dagli affetti?

Eppure Mitchell, il protagonista, non sembra essersi rassegnato. La durezza della guerra sembra non averlo ancora plasmato, trasformandolo in un uomo cinico e freddo. Al contrario di Raff, parsimonioso di sorrisi e parole.
Eppure è proprio questo soldato a presentarsi nella buca di Mitch, con un pezzo di cioccolato – ricordate che è la guerra: il cioccolato valeva più dell’oro -, e una scomoda confessione:

«Non ti sei mai appartato con nessuna donna da quando siamo arrivati in Europa.»

Oh, cazzo cazzo cazzo cazzo. Ha capito. Per forza. Altrimenti non mi avrebbe fatto notare la mia scarsa attività sessuale. Da quanto mi sta tenendo d’occhio? L’unica speranza è che, se mi sta controllando da tanto tempo e ha capito le mie tendenze, la cosa non gli dia troppo fastidio, altrimenti non sarebbe qui con me. Non mi avrebbe regalato della cioccolata…

[…]

«Nemmeno io,» dice piano, e io mi sento a metà strada tra il morire stecchito e il morire lentamente. «Guardami, Mitchell.»

Non posso far altro che obbedire alla sua richiesta e di nuovo trovo quello sguardo famelico e caldo che mi scruta.

«Nemmeno io,» ripete fissandomi.

Ma questa è la guerra, la Seconda Guerra Mondiale, e come può finire bene? Come si può sperare in qualcosa di più di un oggi passabile e un ipotetico domani con piaghe ai piedi e dita mozzate dal gelo?

Erin è una maestra. Non c’è altro modo di definirla dopo aver letto questo racconto. Descrive una realtà terribile in maniera sincera, ma mai cruda. La trincea, la Seconda Guerra Mondiale, sono ambientazioni molto complesse, difficili da rendere, ma Erin gioca in casa: dopo averla a lungo stalkerata ho scoperto che la sua personalità alternativa Barbara adora quel periodo storico, e ha usato questa sua passione in maniera superba.

Ha elaborato due personaggi che sono completamente realistici in uno scenario simile: il soldato indurito dalla guerra, che taglia fuori il resto del mondo per non essere ferito dalla perdita, e il soldato che ancora spera, nonostante si renda perfettamente conto che ha ben pochi motivi di sperare.

Sapete a chi pensavo mentre leggevo? Marie Sexton. Nonostante si trattasse di una guerra diversa, e di un’ambientazione diversa, mi ha tanto ricordato “Un soldato in più”. E se quel racconto era bellissimo, questo non è da meno: 5 arcobaleni cum laude, e l’obbligo di scrivere una serie di almeno trentacinque volumi ambientati in questo periodo storico. Perché il bello di conoscere gli autori è proprio questo: le minacce non sono mai a vuoto!

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Pinkie

Buon Natale, sfigato! – Susan Moretto

Il clima natalizio del 2015 è stato diverso da quello degli anni scorsi, o almeno lo è stato per il popolo geek e nerd. L’evento di dicembre che ha cambiato tutto è stata l’uscita del nuovo capitolo di Star Wars, e anche il mondo M/M non ne è stato immune. Se dovessi decidere quale manifesto ha rappresentato di più questo evento, volto al potere della Forza, è il racconto di Susan Moretto, “Buon Natale, sfigato!”.

Sfigato” è anche la parola che hanno sempre usato per descrivermi, dall’asilo al mio primo milione di dollari guadagnato… non che ne abbia poi chissà quanti sul mio conto bancario. Non fate l’errore di scambiarmi per un novello Christian Grey con l’ossessione per le donne vestite come la principessa Leila. O meglio, con l’ossessione degli uomini alla Han Solo, dato che sono gay.

Levando le molteplici citazioni, palesi e non, in riferimento al mondo di Star Wars e relativi personaggi, il racconto rimane vivace, fluido e soprattutto con dialoghi tra i personaggi mai noiosi e scontati.

Clark Kent, detto Superman, e Mark, il prototipo del nerd gay destinato ad amare la saga di Star Wars – il perchè di questa mia affermazione lo scoprirete solo nelle ultime pagine del racconto-, sono caratterizzati al meglio e peculiari anche se le pagine a disposizioni delle autrice erano poche.

Ovviamente Clark Kent non era davvero Superman. Era solo un ragazzo – un uomo, adesso – che si chiamava come il supereroe della DC Comics e con un ego grande quanto la Fortezza della Solitudine.

Il racconto parla di due ragazzi che dopo un inconveniente avvenuto durante il liceo, mai scordato dai due, si ritrovano alla rimpatriata dei propri ex compagni di scuola, quindici anni dopo l’evento.

I due si ritroveranno a riavvicinarsi e ritrovarsi, perchè l’attrazione che provavano sui banchi di scuola non si è sopita. Tuttavia, se il desiderio fra i due è ancora presente, altrettanto lo sono i pregiudizi che Mark si è costruito su Clark dopo quella avventura avvenuta nei bagni di scuola, quando erano entrambi ingenui ragazzini – nonostante la spavalderia, apparente, di Superman.

E Clark come potrà mai conquistare il cuore – malamente spezzato e a cui ancora brucia – di un nerd? E nel piano di conquista di Superman entrerà anche Star Wars? E credetemi se vi dico che Mark è capace di eccitarsi persino ascoltando il respiro asmatico di Darth Vader.

Regola #5 del manuale dei migliori amici: mai pronunciare il nome di Kent, se non per accusarlo di triplice omicidio davanti a un giudice.

Questa è la storia di un inizio, quindi non aspettatevi dichiarazioni d’amore incondizionato dopo cinque minuti dall’incontro tra i due e un lieto fine scritto nella pietra.

Il finale è aperto alla nostra fantasia e alla possibilità di una storia d’amore per nulla scontata, fatta di battute sarcastiche e citazioni improbabili di film cult della cultura pop. Spero solo di non scoprire che Mark è il padre di Clark, anche se un incesto nella saga Star Wars e nelle storie a essa ispirata è sempre presente.

Il mio animo geek, da amante dei videogiochi e amante segreta di Darth Vader mi porta a dare a questo racconto quattro arcobaleni e mezzo, perchè una citazione in più ci stava. Anche se ho apprezzato i labili riferimenti ad altri romanzi e film, come il mitico “Carrie” di Stephen King.

4,5 arcobaleni

Bubbetta

Christmas night – Aurora R. Corsini

Un inizio a bomba per questa antologia di Natale offertaci da Triskell Edizioni, dopo “Buon Natale, sfigato!” che mi ha fatta ridere non poco, troviamo a farci compagnia questo bellissimo racconto di Aurora R. Corsini. Racconto che bisogna dire essere legato a un altro, “Election Night”, che trovate gratuito su Romanticamente Fantasy Sito, e che andrò sicuramente a leggere visto quanto mi è piaciuto questo.

La storia di Sean e Will è ambientata a Edimburgo durante il periodo natalizio e vede i nostri protagonisti lavorare entrambi al Museo Nazionale della Scozia e vivere un una casa modesta. Quando Sean riceve una telefonata da suo padre a Longmorn, che lo informa che il padre di Will sta morendo e ha chiesto di vederlo, il loro mondo riceve uno scossone: vorrà Will esaudire l’ultima richiesta di quell’uomo dal quale anni prima è fuggito, per allontanarsi da una vita fatta di violenza e denigrazione? Saprà perdonare l’uomo che per così tanto tempo è stato il suo più grande incubo? E Sean sarà in grado di stargli accanto in questa situazione?

Prima di tutto vi dico di non preoccuparvi se non avete letto “Election night”: “Christmas night” non ne risente per niente. I personaggi e i fatti accaduti nel primo racconto sono stati delineati bene dall’autrice, ed è facile quindi entrare subito nel vivo della storia senza la sensazione che ci manchi qualcosa.

I protagonisti sono da amare: quello che hanno passato non li ha induriti affatto, ma piuttosto li ha uniti rendendoli una coppia bellissima e affiatata. Due giovani che si amano e che vivono all’unisono, ma che hanno ancora molto da scoprire l’uno dell’altro.

Con il passare degli anni, l’insicurezza era svanita, ma non per questo erano finite le scoperte, si era smarrito il desiderio o era scemata la passione. Stare insieme all’uomo che ami è un viaggio senza fine, un avventurarsi fianco a fianco nei territori infiniti dove cuore, mente e corpo si fondono, creando quell’atto magico che è unirsi l’uno all’altro in quei momenti senza spazio né tempo, durante i quali si diventa solo battito e respiro, nient’altro che due anime innamorate.

Il difficile incontro col padre è una parte bella e difficile da leggere, sapendo ciò che ha fatto al figlio, ma non risulta eccessivamente drammatica o stucchevole. Vedremo però uno Sean super innamorato che vuole solo difendere il suo amore, anche se finirà per ferirlo.

Il suo pianto mi scavò un solco nell’anima e odiai ancora di più suo padre per averci fatto anche quello: noi non litigavamo di solito, non così almeno, con urla e accuse reciproche.

Concludo dicendo che l’autrice riesce a raccontare le difficili vicende di Sean e Will con uno stile fresco e scorrevole, che rende molto piacevole la lettura nonostante i lacrimoni che sicuramente verserete.

Aggiudico a “Christmas night” quattro arcobaleni e mezzo e vi auguro una buona lettura dell’antologia!

4,5 arcobaleni

Cinderella

Un angelo in dono – Stella Bright

Gli angeli sono l’emblema del Natale anche se troppo puri, salvifici e inarrivabili per i miei gusti terreni. Ma se mi parlate o scrivete di angeli atipici, ribelli e caotici avrete la mia totale attenzione.

Stella Bright ci descrive, nel suo racconto, una storia d’amore fantastica dove le tinte dark si mescolano perfettamente con i sentimenti puri del Natale e del dare per ricevere. Abbiamo due protagonisti molto interessanti: un ragazzo ferito dai propri simili a causa del suo orientamento sessuale e un angelo che per la prima volta si trova a non voler solo proteggere il proprio umano da custodire.

L’angelo lo attira a sé e lo abbraccia: profuma di vento, di pioggia, di muschio, di alberi. Stretto fra le sue braccia gli sfiora le ali nere, le accarezza con dita incerte; seta pura, eppure forti e potenti. Lo sente gemere piano, un suono che non ha nulla di soprannaturale, ma molto di umano.

«Non mi importa cosa sei.»

E come far incontrare due creature appartenenti a dimensioni differenti? Semplice: attraverso uno degli insegnamenti del Natale, il sacrificio. L’angelo si trova a dover sacrificare una parte di sé per avere una possibilità con l’umano tanto desiderato. Ma non si tratta solo dei desideri dell’angelo: lui agisce anche per appagare il desiderio d’amore del suo protetto, ed ecco che entra in scena un medico di nome Sitael, stranamente lo stesso dell’angelo apparso in sogno al ragazzo. Il medico incontra il ragazzo ed ecco il vissero per… e no, sarebbe troppo facile! Perchè il medico, come l’angelo, è dilaniato al proprio interno. Ma grazie al miracolo del Natale un ragazzo molto determinato riesce a superare i propri ostacoli.

Da quando aveva trovato il ragazzo, ogni momento delle sue giornate sembrava più reale, si sentiva stranamente vivo, tutto aveva un senso.

In poche pagine l’autrice ci trasporta in una dimensione fantastica, pur mantenendo intatti i sentimenti umani. Il lettore può immedesimarsi nei protagonisti, nei loro dubbi e nelle loro paure per poi gioire dei loro progressi. È un racconto di Natale atipico, ma che veste alla perfezione ciò che il Natale simboleggia.

Il mio voto finale è di quattro arcobaleni.

4 arcobaleni

Bubbetta

 

L’étoile de Noël – Lily Carpenetti

Un altro racconto che mi è molto piaciuto in questa antologia è L’étoile de Noël, della a noi ormai conosciuta Lily Carpenetti. La storia è ambientata a New York e ci fa entrare nel mondo della danza classica, fatta di tutine attillate e maschi muscolosi e svolazzanti.

Gavin Clark si trova a New York con il suo friend with benefits (suona meglio di trombamico, vero?) Jack, perchè quest’ultimo deve fotografare per conto della rivista Lide lo spettacolo del corpo di ballo del Teatro Bolshoj, che mette in scena Il lago dei cigni.

Qui Gavin si prende una potentissima infatuazione per Alexiej, primo ballerino della compagnia e, inutile dirlo, altissimo e biondissimo gnocco. Ma è la vigilia di Natale e Gavin si sente in colpa a lasciare solo Jack, che non aspetta altro che Gavin si decida a rendere serie le cose tra loro.

Gavin si lascerà finalmente andare alle sue passioni per seguire Alexiej e vivere finalmente l’amore da cui era sempre fuggito?

Un racconto appassionante, due protagonisti (ma potremmo includere anche Jack, a cui va tutta la mia sincera simpatia per vivere così a lungo nella tanto temuta friendzone) fantastici e così diversi tra loro: uno studente gracile e un po’ burbero e un elegante e muscoloso primo ballerino di una famosa compagnia di danza. Un incontro assurdo e un’alchimia a cui si stenta a credere. Ma il Natale, si sa, può fare magie, così come l’amore, che giunge inaspettato e si apre un varco a forza nel cuore di Gavin, deciso invece a restare sigle, libero e senza confini o restrizioni.

C’era feeling fra loro e non era solo perché spesso avevano condiviso il letto. Si era creata un’alchimia particolare a cui Gavin si ostinava a non voler dare un nome. Era uno spirito libero, non voleva legami, anche se Jack gli avrebbe donato il suo cuore immediatamente.

L’incontro tra Gavin e Alexiej è uno di quelli che tiene incollati al libro per quanto possa sembrare assurdo e improbabile, ma comunque capace di emozionare il lettore. Perchè ammettimolo: tutti noi amiamo l’attrazione istantanea, quella potente che fa sì che non si riesca a togliere gli occhi di dosso a qualcuno, quella che ci fa battere forte il cuore e ce lo sconquassa quando finalmente si raggiunge l’oggetto del desiderio.

Coordinarono i movimenti ondulatori al ritmo dei loro cuori. In quel momento, poco importava che fossero due estranei appartenenti a paesi distanti. Erano solo due giovani affamati d’amore che lasciavano parlare i loro corpi, che si capivano meglio di quanto le parole potessero spiegare.

Lily Carpenetti ha saputo ancora una volta fare centro nel mio cuore di lettrice, con un racconto romantico, ma non smielato come avrebbe rischiato di essere una storia che parla di colpo di fulmine sotto la magica atmosfera natalizia.

Quattro arcobaleni decisamente meritati.

4 arcobaleni

Cinderella

Ritorno a casa – Dawn Blackridge. 

Lo spirito natalizio non è fatto solo di amore, calore e famiglia. E’ fatto di tante altre sensazioni, emozioni e eventi che lo rendono uno dei giorni più attesi dell’anno, soprattutto se sei un militare in missione. Il racconto di Dawn Blackridge ci mostra un altro lato del Natale, ovvero quello del ricongiungimento e della realtà delle guerre moderne – dopo l’orrore visto nel bellissimo racconto di Erin E. Keller sulla Seconda Guerra Mondiale.

James è un militare in servizio, pronto a ricongiungersi per Natale con il suo compagno, Daniel, e suo figlio. Servire la patria è una nobile scelta, ma la lontananza dai propri cari è uno dei prezzi da pagare.
Ma non solo James sente la lontananza e il desiderio di riabbracciare la propria famiglia, anche Daniel costretto ad affrontare la vita quotidiana da solo, sente la mancanza della propria anima gemella e il figlio in crescita ha bisogno di entrambi i suoi papà.

«Buongiorno,» mormorò Daniel, la voce arrochita dal sonno. James si chinò a baciarlo, porgendogli la tazza che Daniel terminò avidamente, e infilandosi di nuovo sotto le coperte con lui.

Si tennero stretti, il viso del marito sul petto di James, in silenzio: non c’era bisogno di parole, volevano solo godersi quel momento tutto per loro.

Il militare a casa non sarà l’unico regalo per la famiglia, ma come sempre lascio le chicche nella speranza che vi soffermiate su questo racconto, pronto a farvi desiderare di stare a letto con una cioccolata calda in mano e un braccio amorevole stretto attorno alle vostre spalle.

Il Natale rappresenta il ricongiungimento, l’amore famigliare e l’amore della patria. L’autrice ci trasporta in un clima fatto di malinconia ma anche di dolcezza, quando ritroviamo tutta la famiglia riunita insieme.

Era a casa, con la sua famiglia, ed era Natale. Era tutto perfetto.

Questa è l’antologia dell’originalità e del Natale dai sentimenti e valori non prevedibili, e posso ben dire che questo racconto ne incarna perfettamente le aspettative.

Il mio voto finale è di quattro arcobaleni perchè è pur sempre un racconto molto molto breve. Se posso dare un suggerimento a Triskell Edizioni, l’anno prossimo mettete un limite minimo di 200 pagine per i racconti, e farete felici molto tossici dell’M/M romance.

4 arcobaleni

BUON 2016 RAINBOWN-ADEPTI !

BUBBETTA

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RecensioneNatalizia: “Sogno di una notte di mezzo inverno” di Eli Easton.

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Titolo: Sogno di una notte di mezzo inverno

Titolo Originale: Midwinter Night’s Dream

Autore: Eli Easton

Traduttore: Chiara Messina

Casa editrice: Triskell Edizioni

Serie: Scartando Hank Vol.2

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Micah è un hippie, nonché il ragazzo più tranquillo del campus. Niente sembra turbarlo. Ma quando, durante una partita al gioco della bottiglia, riceve il bacio più bollente della sua vita da parte di un grazioso biondino, la sua leggendaria calma minaccia di trasformarsi in un ansioso fascio di nervi.
Certo, Micah ha sempre sospettato di essere bisessuale, ma l’idea di fare la corte a un altro ragazzo non lo ha mai sfiorato, soprattutto quando il suddetto ragazzo sembra più che intenzionato a sottrarsi alle sue attenzioni.
Leo ha due grandi passioni: l’attivismo gay e la recitazione. È sempre concentrato e padrone della situazione e mai e poi mai accetterebbe di uscire con un ragazzo etero. Quando un fatidico giro al gioco della bottiglia lo porta a congiungere le sue labbra con quelle di Micah Springfield – capellone, presidente dei Delta, collezionista seriale di appuntamenti ed etero conclamato –, Leo è determinato a lasciarsi alle spalle l’accaduto il più in fretta possibile, indipendentemente da quanto sensuale sia stato il bacio e da quanto sia forte la sua attrazione per il bell’hippie coi dread.
Del resto, lui ha problemi ben più pressanti. Il suo progetto di dottorato consiste nel dirigere Sogno di una notte di mezza estate prima delle vacanze di Natale. Ma quando la location scelta per la rappresentazione gli viene negata a pochi giorni dalla prima, il suo mondo minaccia di crollare. Sarà proprio Micah a offrirgli in alternativa il fienile della fattoria dei suoi nelle campagne della Pennsylvania.
Spetterà a Leo decidere se salvare il suo spettacolo o il suo cuore…

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Secondo capitolo della famiglia Springfield. È passato un anno da quando li abbiamo conosciuti e cos’è cambiato? Hank è felicemente accasato con Sloane, e Micah… Lui è sempre il solito. Amico di tutti, sempre con una ragazza tra le mani e mai che stringa un rapporto serio e duraturo con nessuno.

Nemmeno con la lei del momento, Yasmine, anche se è una ragazza adorabile, seria, intelligente, anticonformista e, a detta di tutti, un vero schianto. Ma Micah è così, votato al vivi e lascia vivere, al non stringo rapporti con nessuno per non tarpar loro le ali.

In parole povere: non ho ancora conosciuto colei che mi farà capitolare. E detto tra noi, non la conoscerà mai. Chi lo farà capitolare e alla grande sarà un uomo, Leo, attore teatrale che è anche il regista dello spettacolo in cui reciterà Yas. Per Micah cambierà tutto durante una festa a casa di un amico, grazie della versione 2.0 del gioco da adolescenti per antonomasia: il gioco della bottiglia!

A onor del vero i primi cedimenti Micah li ha appena vede Leo, però la scossa tellurica di magnitudo big one gliela dà il bacio che, per un minuto, devono scambiarsi. Un bacio molto poco casto e che dura ben più dei prestabiliti 60 secondi

[…] «Moltissima lingua.» Il ricordo mi strappò un brivido. «E usata con estrema perizia.» […]

Cosa lo differenzia dagli altri GFY (Gay For You – Gay per te) letti in precedenza? I caratteri dei protagonisti, quelli dei i comprimari, per non parlare della sotto trama.

Sloane che mi fa impazzire in questo libro perché gioca a fare Cupido; la famiglia Springfield che come sempre supporta e accetta, adora la propria progenie e farebbe/fa di tutto per loro; Grinch, cane di casa, che anche in questo libro è protagonista, anche se lo definirei più uno strumento nelle mani di Sloane; e, udite udite, l’accenno di storia F/F che nasce, cresce e si sviluppa parallela alla storia di Micah&Leo.

Ma soprattutto, come già accennato, i due protagonisti e i loro caratteri.

Micah, gioviale, aperto a ogni esperienza e che non si pone limiti. Mi è piaciuto già dal libro su Hank questo suo modo di fare. Perché Hank combatteva con tutte le sue forze le pulsioni e i desideri, mentre Micah cercava sempre di assecondarli. Non ha mai nascosto di voler esplorare ogni aspetto della sua sessualità, non ha mai fatto mistero di trovare Sloane – a cui ora può pensare solo come cognato, altrimenti si imbatterebbe nelle ire funeste del fratello – attraente. Questa cosa non lo ha mai mandato in crisi come la maggior parte delle persone. Perché? Perché se Hank, per evitare di soffrire e di svelarsi a qualcuno si chiudeva in se stesso e dietro a una facciata di conformismo e superiorità, Micah chiudeva se stesso agli altri mostrandosi accessibile ma sfuggente. Amichevole ma distante. Adoro le personalità complesse che non sono esattamente quello che credevo fossero!

E Leo? Leo è meraviglioso. Ha un grandissimo talento e sa dove vuole arrivare. Ha fiducia nelle sue capacità, una fiducia dettata dalla passione e da un lavoro instancabile. Ha una meta, sa che la raggiungerà e sa che per farlo deve lavorare duro e dar mostra di sé. Quando Micah assiste alle prove della commedia che sta mettendo in atto, la versione gay di “Sogno di una notte di mezza estate”, rimane estasiato dalla concentrazione e dalla dedizione di Leo. Passava dall’essere un regista attento a ogni particolare, a un Lisandro coinvolgente e in grado catturare la tua attenzione assorbendoti. Ma Leo non è solo una personalità da palcoscenico. È anche un gay dichiarato e fiero di esserlo, presidente dell’associazione LGBT universitaria. È uno che partecipa attivamente alle lotte che gli omosessuali devono combattere quotidianamente.

[…] «Da quando ero una matricola. Sono convinto che sia necessario agire, non trovi? Non possiamo starcene lì ad aspettare che qualcun altro prenda l’iniziativa, soprattutto alla nostra età. Le generazioni passate non hanno a cuore le stesse cose che sono importanti per noi.» […]

Quindi, vedete, lui ha la passione del teatro, vuole provarci perché inseguire il proprio sogno e fallire è sempre meglio che non provarci mai e rimpiangerlo per il resto della vita. Ma ha anche un piano B bello che pronto e la cosa gli fa onore ai miei occhi, ma soprattutto agli occhi di Micah.

Vi voglio lasciare con un’ultima perla di questo libro che spiega moltissimo di Micah e del perché io lo ami così tanto.

[..] L’idea di base era che, lasciando le cose libere di scorrere dentro e fuori dalla tua vita, non avresti sviluppato un attaccamento nei loro confronti, il che era molto più salutare da un punto di vista mentale. L’attaccamento generava dolore. In poche parole, se qualcuno moriva, o ti scaricava, o se perdevi il lavoro o qualcosa di simile, avresti sofferto solo per via dell’attaccamento: insomma, era un po’ come staccarsi la pelle, invece di rimuovere il cerotto. O forse la differenza era più simile a quella che passava tra il crescere un uccellino per poi lasciarlo libero, e il relegarlo in una gabbia solo perché era il “tuo” uccello. […]

[…] Ma avevo sviluppato un attaccamento nei confronti di Leo. Volevo far parte della sua vita, e volevo che lui facesse parte della mia a tempo indeterminato. Faceva un po’ paura. […]

È tutto rose e niente spine? No, c’è una spina bella grossa e fastidiosa. È. Troppo. Corto! Però mi è piaciuto un sacco.

Voto? 4.5 arcobaleni. Come dite? Perché non 5? Perché. È. Troppo. Corto. Accidenti!

4,5 arcobaleni

May the multicolor be with you

RnbwP

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RecensioneNatalizia: “Scartando Hank” di Eli Easton.

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DATA DI PUBBLICAZIONE 16 DICEMBRE 2014

TITOLO: Scartando Hank

TITOLO ORIGINALE: Unwrapping Hanl

AUTORE: Eli Easton

CASA EDITRICE: Triskell Edizioni

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Sloane adora i misteri. Figlio di due psichiatri, ha sempre trovato le persone sin troppo facili da decifrare. Alla disperata ricerca di uno scenario più rurale, si iscrive alla Pennsylvenia State University, dove viene convinto a unirsi a una confraternita da Micah Springfield, il ragazzo più figo del campus.

Ma nessuno dei corsi di Sloane si rivelerà interessante come Hank Springfield, fratello di Micah e compagno di confraternita. Hank ha l’aria di essere un vero duro – muscoloso, pieno di tatuaggi e barbuto – ma i suoi occhi sono dolci e gentili. Si comporta come un atleta un po’ stupido, ma si sta specializzando in filosofia. E dovrebbe essere etero… ma allora perché Sloane si sente così attratto da lui? E perché Hank sembra detestarlo tanto?

Quando Sloane rischia di rimanere da solo al campus per Natale, Micah lo invita a passare le vacanze alla fattoria di famiglia, in una contea Amish. È l’opportunità per trascorre le feste in puro stile americano… e per cercare di svelare quel mistero che è Hank Springfield. Riuscirà Sloane a scoprire i segreti della famiglia Springfield e a svelare il cuore che si cela sotto quella montagna di muscoli?

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Volete una storia dallo spirito squisitamente natalizio, condita dalla vita da confraternita con contorno di feste universitarie e fattorie? Allora questo è il libro che fa per voi!

Greg Sloane è figlio di due psichiatri che lo hanno sempre trattato da adulto e lo hanno fatto crescere viaggiando per il mondo. Quando Sloane inizia a frequentare l’università negli USA perchè stufo del continuo spostarsi, entra subito a far parte di una confraternita, capeggiata da Micah Spriengfield, il ragazzo più figo del campus come dice la sinossi. Ma la vita di Sloane subisce uno sconvolgimento quando incontra Hank, il fratello ancora più figo di Micah, ed è costretto a collaborare con questo scontroso ragazzo per organizzare una festa della confraternita. Inutile dire che Sloane non rimane immune dal fascino del barbuto e muscoloso ragazzo, che però non sarà contento quando Micah inviterà Sloane a passare il Natale con loro alla fattoria, per non farlo rimanere solo al campus.

Una volta alla fattoria Sloane capisce che sotto all’aria da burbero c’è davvero molto da scoprire riguardo a Hank, e che forse può ricominciare a sperare per un bel regalo di Natale da scartare…

Wow. I misteri di H.S., punto 14: era difficile riconciliare l’immagine dell’Hank serio e tutto d’un pezzo di quei giorni con quel soldo di cacio spensierato e affettuoso.

Come vi dicevo questo libro racchiude un sacco di elementi interessanti: l’ambientazione nel periodo natalizio lo rende adatto alla lettura tra una portata e l’altra del cenone, sperando che il nostro stomaco riesca a digerire le numerose pietanze, la vita di confraternita che ci getta in una grande casa piena di giovani uomini in preda agli ormoni e ai fumi dell’alcol, la tranquilla, ma piena di sorprese, vita di campagna in una fattoria con animali e persone amorevoli. Gli ingredienti giusti per una storia natalizia!

I nostri protagonisti sono assolutamente diversi tra loro eppure così affascinanti. I loro continui battibecchi ci fanno sorridere durante la prima metà del libro, mentre la scoperta l’uno dell’altro nella seconda non mancherà di farci commuovere e farci versare più di una lacrima.

«Be’… una spintarella a essere un po’ più socievole di tanto in tanto non ti

farà male. È solo una festa. Non devi mica sposartelo.»

Continuavo a non essere affatto contento. Io e Sloane eravamo come acqua e olio, o magari come una bottiglia di birra fatta in casa e un pretenziosissimo champagne.

Resta una lettura piacevole e veloce anche se lo leggete per la seconda volta, come ho io fatto, e onestamente non escludo che ce ne sarà una terza. L’autrice sa delineare bene i personaggi facendo in modo che ci sembri di conoscerli da una vita, e allo stesso tempo ha uno stile fresco e brioso che rende la lettura scorrevole e piacevole.

La Easton è sempre una garanzia per quanto mi riguarda e aggiudico a “Scartando Hank” (fatevi pure venire pensieri birichini in merito a questo titolo) cinque arcobaleni. Ora resto in attesa dell’uscita del secondo libro della serie, “Sogno di una notte di mezzo inverno“, che avrà come protagonista Micah, l’altro fratello figo… Non so voi ma io non vedo l’ora!

5 arcobaleni

CINDERELLA

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CinderellaRecensione: “Segreti personali” di K.C.Wells.

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TITOLO: Segreti personali

TITOLO ORIGINALE: Personal secrets

AUTORE: K. C. Wells

CASA EDITRICE: Autopubblicato in Italia su Amazon

SERIE: Personal Vol.3

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Blake Davis e suo marito Will sono felici di vedere Èd Fellows presentarsi in ospedale la notte della nascita della loro figlioletta, anche se l’uomo è in divisa da rugby, coperto di fango e ubriaco fradicio.

Il suo compagno di squadra, Colin, è il buon samaritano che gli fa da autista, ma di certo non si aspetta, dopo aver riaccompagnato Èd a casa, di ricevere da lui un pompino… Non che la cosa gli dispiaccia. Colin ha un debole per Èd sin da quando l’uomo si è unito alla squadra di rugby, quattordici mesi prima, ma lo ha sempre creduto etero. Certo, quando Èd si mette a succhiargli l’uccello, tanto etero non sembra…

La mattina successiva, Èd si sveglia e trova Colin mezzo nudo e addormentato sul divano. Il problema è che, per qualche motivo, non riesce a toglierselo dalla testa. D’accordo, non è la prima volta che si fa fare un pompino da un uomo – né che partecipa attivamente, a dirla tutta – ma è passato un sacco di tempo dall’ultima occasione… Quindi perché adesso ne vuole ancora?

Con gli amici Rick, Angelo, Blake e Will a consigliarlo, Èd si ritrova a percorrere una strada mai esplorata prima: non sarà facile accettare l’idea di non essere così etero come pensava…

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Blake e Will stanno per avere il loro bambino quando Ed Fellows, collega e amico di Blake, si presenta in ospedale insieme a Colin, suo compagno nella squadra di Rugby. I due sono sporchi di fango e sudore, ma Ed è pure piuttosto ubriaco. Così quando Colin lo riaccompagna a casa si ritrovano a masturbarsi a vicenda, rendendosi conto di quello che hanno fatto solo il giorno dopo. O almeno Ed se ne rende conto la mattina seguente. Inizialmente cerca di ignorare la cosa, ma poi chiede aiuto a Rick e Angelo che gli consigliano di uscire con Colin per chiarire la situazione. E così Ed si ritrova a dover affrontare il fatto che forse tanto etero non è, e che le sperimentazioni giovanili nascondevano ben altro.

Avevo grosse aspettative su questo capitolo della serie Personal, e queste sono state in parte disattese e in parte soddisfatte.

Soddisfatte per il fatto che finalmente vediamo un etero che viene a patti con la sua omosessualità, ammettendo di aver sperimentato e poi prendendo effettivamente in considerazione l’eventualità di essere gay. Non c’è la sola negazione con conseguente denigrazione del mondo LGBT da parte sua.

Disattese perché il tutto accade troppo velocemente. Ed, in questo percorso alla riscoperta della propria omosessualità, ci si tuffa a pesce, sperimentando con entusiasmo il sesso ma facendo continui paragoni con il sesso etero o i suoi esperimenti fatti in gioventù.

E’ bello ritrovare tutti i personaggi dei libri precedenti e tutti in qualche modo contribuiscono alla storia di Ed e Colin, aiutandoli e spronandoli all’occorrenza.

Quello che non capisco è la fissazione di K.C. Wells per la frase “Mi conosceva così bene” e le sue mille varianti. Davvero, ho perso il conto delle volte in cui lo dice in tutti e quattro i libri! E la cosa a volte risulta ridicola visto che se lo dicono due personaggi che si conoscono solo da poche settimane.

Nota positiva del libro: oltre che in Cambiamenti personali, in cui Angelo ha a che fare con la propria famiglia siciliana tradizionale che non accetta l’omosessualità del figlio, qui si parla finalmente di omofobia. Troviamo i nostri protagonisti alle prese con un compagno di squadra omofobo che mette loro i bastoni tra le ruote, causando pure uno spiacevole sipario allo stadio. Per fortuna Ed e Colin hanno un sacco di buoni amici pronti ad aiutarli e a guardare loro le spalle.

Aggiudico a Segreti personali tre arcobaleni e mezzo.

3,5 arcobaleni

***

Recensione: “Loves from the World” di Cristina Bruni e Leah Weston.

Io (Pinkie) e Cinderella ci siamo cimentate nella lettura di Loves from the World, antologia di racconti a tematica M/M scritta da Leah Weston e Cristina Bruni. Avevamo due possibilità: recensire tutti e quattro i racconti in poche righe, oppure liberare la nostra vena chiacchierona e dedicarci solo a quello che avevamo preferito. E così abbiamo fatto!

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DATA DI PUBBLICAZIONE 30 NOVEMBRE

Titolo: Loves from the world
Autrici: Cristina Bruni, Leah Weston
Editore: Autopubblicato
Lunghezza:155/160 c.a.
 
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Derek e Spencer.
Patrice e Bastién.
Nathan e Mark.
Moran e Moriarty.
Destini diversi, luoghi del mondo altrettanto differenti. Ma una cosa accomuna tutte queste coppie: l’amore. L’amore incontrato per caso, l’amore conquistato, l’amore ritrovato, l’amore perduto.
Quattro racconti per farvi sognare.

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TITOLO: La tigre e il professore

AUTORE: Cristina Bruni

Questa sarà una recensione particolare. Anzi, non sarà una recensione completa, bensì una valutazione sul modo di scrivere di Cristina Bruni, partendo dal suo racconto “La tigre e il professore”.

Perché questa mia decisione di parlare solo di sfuggita del racconto? Semplice: non so nulla di Sherlock Holmes. Violino, pipa ed “Elementare, Watson”, ecco quale sia la mia cultura riguardo il famoso investigatore. Ho letto alcuni romanzi di Sir Arthur Conan Doyle, ma è stato talmente tanti anni fa che ricordo poco o nulla.

Questo racconto è legato a doppio filo con la storia di Holmes, ma io, non conoscendolo in maniera approfondita, non so quanto sia stato preso dai famosi romanzi e quanto un’invenzione della Bruni. Quindi brancolo un po’ nel buio in quanto alla trama, mentre leggendo mi sono venute in mente delle particolarità sul modo di scrivere della Bruni. Ma di questo vi parlerò dopo.

La storia si apre con Sebastian Moran, colonnello in pena per la scomparsa – non poi così recente – del suo amante, James Moriarty. Quest’ultimo è morto da tre anni, ucciso proprio da Sherlock Holmes, sua nemesi. Sebastian si trova nel luogo che ha visto la fine del suo amato, rievocando eventi del passato più o meno lontano. La sua storia assieme a Moriarty, raccontata tramite frequenti flashback, punteggia l’intero racconto, piuttosto semplice in realtà: Sebastian incontra il fratello minore del defunto amante, riceve una lettera, e… – questo non ve lo dico. Dovete leggere.

Quindi una trama semplice, adatta a un racconto. Non c’è un inizio, uno svolgimento e una fine, quanto più una serie di ricordi che si susseguono l’uno all’altro, fino al finale. Il finale… Quelle poche parole al termine del racconto, che mi hanno fatto aggiungere un intero arcobaleno alla mia valutazione!

Cristina Bruni riesce in poche pagine a infilare un numero notevole di flashback, senza mai perdersi nella storia. E questo non è facile! Come un lungo monologo del protagonista, che ci porta avanti e indietro nel tempo, fino a farci capire tutto, o quasi, del passato dei vari personaggi. Purtroppo, trattandosi di una specie di fanfiction, vi sono alcuni aspetti della trama che non vengono approfonditi, lasciandomi nel dubbio: Doyle li ha già spiegati nei suoi romanzi o è una mancanza dell’autrice? Non posso esserne sicura, quindi eviterò di infierire su questo aspetto.

Unico neo del racconto, il POV – punto di vista – ballerino, che a volte salta senza motivo su Moriarty o suo fratello.

È qui che inserisco la mia valutazione, se così vogliamo chiamarla, sullo stile dell’autrice. Della Bruni mi è capitato di leggere sia racconti storici che romanzi contemporanei, e devo dire che preferisco decisamente i primi. Non per la trama – anche perché non sono una grande fan del romanzo storico -, ma perché c’era qualcosa, nei contemporanei, che non mi tornava. Come una nota stonata, e finalmente ho capito cosa: lo stile dell’autrice non è adatto ai romanzi contemporanei. Un po’ per la scelta dei vocaboli, un po’ per i personaggi troppo “a modo” – ehi! Viviamo nell’epoca di Miley Cyrus: il buon gusto è morto da un pezzo, eccetto rari casi -, la lettura dei contemporanei mi faceva sempre pensare di essere stata catapultata in un altro secolo. Cosa che non succede negli storici della Bruni: sono perfetti come stile e linguaggio. Se paragonati con storici M/F di autori famosi a livello mondiale, sono persino migliori, stilisticamente parlando.

E alla fine, gli arcobaleni: ben 4, di cui uno tutto per quel finale pazzesco, di quelli che piacciono a me!

4 arcobaleni

Pinkie

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TITOLO: Un Natale indimenticabile

AUTORE: Leah Weston

Spencer e Derek sono entrambi uomini single che per Natale si stanno recando ad Augusta: Spencer a trovare la sorella e il cognato, Derek ospite di un amico. Si conoscono in aeroporto e la casualità vuole che si ritrovino seduti vicini sull’aereo. C’è dell’attrazione tra i due e si scambiano i numeri di telefono, promettendosi di richiamarsi una volta tornati a casa. Ma le coincidenze non sono finite perché i due scoprono che la loro destinazione è la stessa: la casa della sorella e del cognato di Spencer. La passione scoppia subito dopo la cena, ma si spegne quando Spencer cambia idea, convinto che la cosa non possa funzionare. Eppure, nonostante passino i mesi e avvengano molte novità nelle loro vite, entrambi non riescono a smettere di pensare all’altro. Riuscirà il destino a intrecciare di nuovo i fili delle loro vite?

Un racconto semplice e impregnato dalla classica atmosfera natalizia, ci si aspetta quasi di vederlo trasmesso nei pomeriggi di Canale5, con la copertina tirata fin sul collo e una tazza di buon cioccolato caldo in mano a scaldarci il cuore. Prima che pensiate male, non lo sto dicendo in senso negativo.

Questo racconto di Leah Weston, nonostante la trama non proprio originalissima (il tema delle “coincidenze” è stato usato tante volte in letteratura), è una lettura davvero piacevole. La Weston ha uno stile fresco e immediato e la storia nella sua semplicità ci fa entrare nella giusta atmosfera natalizia fatta di amicizia, amore e famiglia. Da non tralasciare quanto hot siano i due protagonisti… Non mancano certo gli ormoni impazziti in questo racconto!

Unico neo: credo che alla fine la vicenda si risolva troppo rapidamente. Insomma, dopo averci fatto tribolare per tutta la storia, il finale si sviluppa in maniera decisamente fulminea.

Aggiudico a Un Natale indimenticabile 4 arcobaleni.

4 arcobaleni

Cinderella

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RecensioneRecap: Primi tre libri serie “Personal” di K.C. Wells.

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TITOLO: Questione personale

TITOLO ORIGINALE: Making it personal

AUTORE: K. C. Wells

CASA EDITRICE: Autopubblicato in Italia su Amazon

SERIE: Personal #1

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Blake non ha ancora dichiarato al mondo di essere gay, né intende farlo. Perché se suo padre lo scoprisse, potrebbe perdere tutto quello che ha conquistato a fatica durante i sei anni da amministratore delegato della Trinity Publishing, astro nascente del firmamento editoriale. Eppure, fare coming-out gli porterebbe un bel po’ di vantaggi; ad esempio, suo padre potrebbe piantarla di combinargli appuntamenti con ragazzine sciocche, viziate e arriviste. E meglio ancora, Blake potrebbe smettere di ricorrere a un servizio di escort quando desidera una notte di sesso con un ragazzo carino…

La vita non è stata generosa con Will Parkinson, ma l’uomo sa rimettersi in piedi. Certo, al momento lavora come accompagnatore – con prestazioni speciali – per pagare i debiti contratti al college, ma la situazione ha i suoi lati positivi; vogliamo parlare dell’ultimo cliente? Blake lo ha portato in paradiso – più di una volta. Quindi immaginate come si sentirà Will nel presentarsi al colloquio per il lavoro dei suoi sogni – assistente presso una casa editrice – e scoprire che il suo nuovo capo è… proprio Blake.
Presente quando le cose si complicano?

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Questo è il migliore capitolo della serie, a mio modesto parere. I due protagonisti sono ben delineati e ci si innamora subito di Blake e Will. La storia è avvincente, anche se forse un po’ smielata verso la fine, ma l’impressione generale non ne risente.

Per quanto riguarda la traduzione un piccolo appunto: quella della parlata cockney di Ed risulta poco efficace e fa sembrare il protagonista, ormai trentenne, quasi adolescente.

Nel complesso però è un libro molto piacevole, direi da quattro arcobaleni.

4 arcobaleni

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TITOLO: Cambiamenti personali

TITOLO ORIGINALE: Personal changes

AUTORE: K. C. Wells

CASA EDITRICE: Autopubblicato in Italia su Amazon

SERIE: Personal #2

 

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Rick Wentworth è stufo marcio di avventure di una notte e sveltine nei bar; ma è solo dopo una serata all’insegna dell’edonismo più sfrenato che mette a fuoco cosa desidera davvero: qualcuno che lo ami. Per trovare questo qualcuno, però, sa di dover intraprendere diversi cambiamenti. Fattibile; del resto, che alternative ha? Quando incontra un tipo che pare avere tutte le carte in regola, Rick stenta a credere alla propria buona stella. Tuttavia il suo capo, Blake Davis, e il di lui fidanzato Will Parkinson, non sono altrettanto convinti, e pretendono di conoscere di persona questo Mr. Perfezione. E forse non hanno tutti i torti… La loro smania di proteggerlo, però, è pioggia sul bagnato: Rick, a quanto pare, ha già un angelo custode.

La prima volta che posa gli occhi su Rick, Angelo Tarallo capisce che sono fatti l’uno per l’altro. E quando salva il giovane da una situazione pericolosa, ottiene l’occasione di conoscerlo meglio. In breve tempo, i due si rendono conto di avere un rapporto speciale. Ma quando la famiglia di Angelo, siciliana e tradizionalista, scopre il suo segreto, gli lancia un ultimatum destinato a spezzare il cuore dei due innamorati

*** Include una scena di sesso a tre.

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Questo secondo capitolo della serie Personal, ahimè, mi ha un po’ delusa. Parliamoci chiaro: inizia in maniera decisamente… HOT! Avrete bisogno di un bel ventilatore e tanti cubetti di ghiaccio, ma in seguito diventa decisamente sdolcinato, a volte perfino fastidioso. Trovo un po’ irreale che dopo tre uscite si passi ai vezzeggiativi amorosi e si parli di futuro insieme, senza nemmeno aver delineato di che tipo di rapporto si stai parlando.

Anche la traduzione è leggermente peggiore di quella del libro precedente, ma nell’insieme è un libro che si apprezza facilmente. A Cambiamenti personali aggiudico tre arcobaleni e mezzo.

3,5 arcobaleni

***

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TITOLO: Più che personale

TITOLO ORIGINALE: More than personal

AUTORE: K. C. Wells

CASA EDITRICE: Autopubblicato in Italia su Amazon

SERIE: Personal #2.5

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Tornano i protagonisti di Una questione personale…

La vita di Will e Blake non potrebbe andare meglio. Stanno per celebrare il sesto anniversario di matrimonio, e Donna – la madre surrogata selezionata per il loro bambino – dovrebbe partorire entro tre settimane. I due non vedono l’ora di diventare papà; che sia un maschietto o una femminuccia non ha importanza, sarà un bambino amato e coccolato.
Oggi è il compleanno di Will, e Blake ha organizzato per lui una giornata memorabile. E memorabile sarà… ma per tutt’altra ragione.

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Un libro pieno di emozioni per la nascita del bambino di Will e Blake, una scena molto hot e tante risate. Ma mi chiedo perché lasciarlo in un libro a parte e non accorparlo al libro successivo, anche se così si perderebbe il punto di vista dei nostri amati Will e Blake.

Aggiudico a Più che personale quattro arcobaleni per l’emozione che ci fa provare, anche se in quanto a utilità forse meriterebbe di meno,

4 arcobaleni

CINDERELLA

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CinderellaRecensione: “Sidecar” di Amy Lane.

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TITOLO: Sidecar

TITOLO ORIGINALE: Sidecar

AUTORE: Amy Lane

CASA EDITRICE: Dreamspinner Press

USCITA: 17 novembre 2015

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È il 1987. I ragazzi indossano camicie rosa della Izod, le ragazze hanno capelli vaporosi e tutti possiedono una scatola del fumo; AIDS è solo una brutta parola che rimbomba dalle città come un temporale. Un adolescente scappato di casa vaga su un lato della strada, a un battito di ciglia dalla disperazione, ed è salvato da un angelo con i capelli lunghi su una Harley.

Ma questo è solo l’inizio della loro storia.

Josiah Daniels voleva pace, tranquillità e una vita semplice, e l’ha avuta finché non ha salvato Casey dalla fame, dal freddo e dallo sfinimento. Da quel momento la vita di Joe è tutt’altro che semplice e il suo nuovo pupillo naviga un mondo che sta cambiando più rapidamente delle persone che ci vivono. Joe vuole far diventare Casey un adulto felice e produttivo, e ci riesce. Ma anche da grande, Casey non riesce a concepire una vita felice senza Joe. Il problema è far accettare a Joe che il ragazzo che ha allevato è all’improvviso l’uomo che lo vuole.

La loro relazione potrebbe morire o cambiare il mondo attorno a loro. Mentre costruiscono una casa, negoziano le nuove regole del crescere assieme e schivano le insidie della vita moderna, Casey impara che l’età adulta è più che il sesso, Joe impara che non ci sono compromessi se si vuole vivere per sempre felici e contenti, e sono entrambi costretti a capire l’unica cosa che un uomo non dovrebbe mai fare: vivere da solo.

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Volete un libro duro, commovente e romantico allo stesso tempo? Allora Sidecar fa per voi. La nostra cara amica Lane non ci delude mai in quanto a lacrime da versare!

La storia inizia dalla fine. Sì, avete capito bene, ed è una cosa che personalmente non apprezzo molto, perché mi piace la suspense nonostante questa rischi sempre di far scoppiare il mio povero cuoricino sensibile. Ma in questo caso posso dire che la cosa non mi è dispiaciuta.

Troviamo quindi Josiah e Casey compagni da tanti anni, che raccolgono dalla strada un ragazzino vagabondo e affamato e lo portano a casa a bordo del loro sidecar.

L’autrice ci fa poi fare un salto all’indietro nel tempo fino al 1987, quando il ventisettenne Josiah, detto Joe, raccoglie dalla strada un affamato e infreddolito Casey. Il ragazzo era stato sbattuto fuori casa dai genitori due mesi prima a causa della sua omosessualità (flashback della scena iniziale vero?), e Joe se lo porta a casa. Ma a differenza di quello che fa con gli altri ragazzi che salva dalla strada non chiama i servizi sociali, bensì decide di tenere Casey con sé. Sin da subito Casey ci prova con Joe, all’inizio perché pensa che sia l’unico modo per ripagarlo del cibo e del tetto sopra la testa – in fin dei conti nei due mesi passati in strada era così che funzionavano le cose -, poi perché è umanamente impossibile non innamorarsi del grosso biker con i baffi quale Joe è. Ma la storia tra i due è impossibile dato che Casey è minorenne e Joe è deciso a non lasciarsi coinvolgere.

Era la prima volta, da mesi, che Casey si sentiva in pace. Nessuno che gli urlava contro, nessuno che voleva qualcosa da lui: solo quel tizio, quel grande, caldo tizio che aveva preso il suo destino nelle proprie grandi, ruvide mani. Casey quasi sperava che quel viaggio durasse per sempre.

I due crescono insieme, vedendo altri ragazzi – e anche ragazze nel caso di Joe, che pare apprezzare entrambe le squadre -, creando una vera e propria famiglia e costruendo pian piano la casa in cui vivono. E Casey continua ad aspettare che Joe si accorga che non è più un ragazzino, ma un adulto ancora innamorato di lui. Eppure non è così facile far capitolare Joe.

Joe si sedette lì, ancora catturato, senza sapere cosa fare di quella visione di Casey come un adulto, bellissimo, che gli faceva ribollire il sangue nelle vene.

Come vi dicevo il libro inizia dalla fine, quindi già sappiamo che i nostri protagonisti finiscono insieme (ma non lo fanno sempre?), tuttavia la storia non ne risente: la Lane ci fa sudare la lettura tenendoci costantemente sulle spine e con i fazzoletti in mano.

Joe e Casey sono davvero agli antipodi come personalità, ma ognuno riesce a imparare qualcosa dall’altro e contemporaneamente a trasmettere qualcosa di sé al compagno.

E’ interessante anche vivere il passare degli anni attraverso i loro occhi: non so quanti anni avete voi che state leggendo, ma io sono nata più o meno negli anni che vedono l’incontro tra Casey e Joe. Trovo quindi curioso vedere i cambiamenti e il progresso che sono avvenuti in quegli anni attraverso gli occhi di Joe e Casey, e al fatto che la Lane intitola i capitoli con titoli di canzoni di quegli anni.

Vorrei spendere una parola in merito a un argomento molto delicato che viene toccato nel libro: l’AIDS. Questa terribile malattia, che negli anni ‘80 era una vergogna e una condanna. La Lane ne parla con schiettezza e onestà, commuovendo ma senza risultare mielosa.

Incontrare Debbie non era stato come una lezione di educazione sanitaria, dove potevi ignorare l’insegnante perché era vecchia e stupida e indossava vestiti in poliestere. Quella era la vita vera, quella dove qualcuno che era appena diventato tuo amico era destinato a morire presto, e niente poteva cambiare le cose.

Ma non voglio divulgarmi troppo… Vi dico solo una cosa: leggetelo!

Aggiudico a Sidecar 5 arcobaleni, perché chiunque riesca a farmi piangere così se li merita…

5 arcobaleni

Cinderella

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