VintageLove: “Spazio di tenebra” di Marie Sexton.

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TITOLO: Spazio di tenebra
TITOLO ORIGINALE: Blindspace
AUTORE: Marie Sexton
EDITORE: Triskell Edizioni
GENERE: Sci-fi
DATA PUBBLICAZIONE: 20 gennaio 2015

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Il capitano Tristan Kelley gode del lusso di prestare servizio nella Regency, così come del piacere nel letto del suo principe. È una vita facile, anche se non del tutto felice.
Quando il principe decide di fare un viaggio attraverso la spazio profondo e più pericoloso, Tristan deve andare con lui; qualcuno all’interno della Guardia, però, è un traditore.
Reso cieco e tenuto prigioniero, Tristan si ritrova in balia di Valero, un pirata che non ama per niente la Regency.
Valero è determinato a sedurre Tristan, e Tristan teme di non riuscire a resistergli. Il suo dovere è chiaro, ma lo è anche il suo desiderio.
I giorni passano e nessuno dice nulla, né si parla di un riscatto da parte della Regency, e Tristan comincia a mettere in discussione cosa significhi lealtà per il suo principe e per l’uomo che lo tiene prigioniero. Inizia a rendersi conto che l’essere un prigioniero può essere ciò che lo può liberare.

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Ormai lo sapete: IO AMO MARIE SEXTON! Quindi parto prevenuta: qualsiasi cosa lei scriva, anche un insulto, lo trovo pieno di sentimento ed emozione, e certamente lo amerò. Dovesse mai mandarmi a quel paese, morirei sul colpo di gioia…

Dichiarazioni d’amore a parte, la Sexton è riuscita a fare l’impossibile: rendere sexy e virile un uomo vestito di pizzo. Sì, perché il capitano interstellare/intergalattico/inter-quel-che-è Tristan ha un segreto, o meglio un Victoria’s secret. Va bene, lo ammetto, la battuta faceva pena, ma avete capito dove voglio andare a parare, vero? Quindi non solo Tristan è gay – avete presente la politica militare del don’t ask don’t tell? Bene, vale anche nello spazio – e intrattiene una relazione puramente fisica con il suo principe – in realtà lo disprezza pure un pochino, ma tant’è -, ma ha anche gusti particolari in fatto di abbigliamento intimo. Ho letto alcuni romanzi con questo dettaglio, e non mi avevano mai convinta, finché non è arrivata la dea dell’M/M, Marie Sexton!

Beh, torniamo alla storia: abbiamo Tristan che viene sequestrato, assieme al suo equipaggio e al principe, da una ciurma di pirati spaziali, e costretto alla cecità. Ed è proprio da cieco che incontra Valero, pirata sensuale con una pazienza eterna nel provocare e conquistare Tristan. Tutta la prima parte del romanzo vede il capitano cieco, eppure la storia non ne risente – ho già detto che la Sexton è una dea? -: l’autrice riesce a farci vedere anche se siamo ciechi assieme a Tristan. E al tempo stesso, attraverso Valero, iniziamo a dubitare di quanto ha sempre creduto Tristan: chi è buono e chi è cattivo, chi merita la mia fiducia e chi non la merita, a chi essere leale? Eh, caro Tristan, questa sì che è una bella domanda!

«Sta cercando di essere leale,» disse, «e non è una brutta cosa. Ma per quanto mi riguarda, il concetto di lealtà si mischia un sacco con quello di dovere. E le due cose non vanno necessariamente a braccetto.»

[…]

«Sta dicendo che dovrei ignorare sia lealtà che dovere?»

«Sto dicendo che secondo me la sua lealtà potrebbe essere indirizzata alle persone sbagliate.»

Secondo me è questo il fulcro della storia, ciò che davvero importa: non raggi laser o biancheria di pizzo, ma la natura umana, e ormai sappiamo che questa autrice è una maestra nel delinearla anche in poche pagine.

Tuttavia i raggi laser – e astronavi, armi futuristiche e viaggi spaziali – ci sono, e pure molti: come avrà reso l’ambientazione sci-fi la nostra Sexton? Cioè, serve davvero che ripeto per l’ennesima volta quanto sia brava?

Vedete, io adoro alla follia i film fantascientifici. Sono cresciuta a pane e Alien e ancora piango la scomparsa di Fringe, eppure non trovo quasi mai – o forse solo mai – dei romanzi sci-fi che sappiano mescolare fantascienza e realtà in maniera accattivante. Di fatto questo è il primo romanzo sci-fi che ho amato alla follia, riletto fino alla nausea e apprezzato in ogni suo aspetto. Inoltre il suo mondo fantascientifico è assolutamente realistico, tanto da farmi chiedere se questo sia il suo primo esperimento con il genere.

Posso persino passare sopra la brevità, perché in relativamente poche pagine la Sexton racconta tutto ciò che è importante, e in nessun momento ho pensato che avesse affrettato qualche aspetto della storia.

Ecco perché non posso che darle 5 arcobaleni cum laude: nonostante la brevità non ha trascurato alcun dettaglio, ha preso un genere solitamente sterile e l’ha riempito di sfumature ed emozioni, e non ultimo ha reso sensuale un uomo con mutande di pizzo, facendoci – quasi! – scordare il sesso a favore dell’introspezione. Quasi, perché le scene di sesso sono… OHMAMMASANTA!

cum laude 1

Pinkie

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VintageLove: “Tigri&Diavoli” di Sean Kennedy.

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Titolo: Tigri e Diavoli

Titolo originale: Tigers and Devils

Autore: Sean Kennedy

Traduttore: Sarah May

Casa Editrice: Dreamspinner Press

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Le cose più importanti nella vita di Simon Murray sono il football, gli amici e i film, in quest’ordine. I suoi amici sperano che incontri qualcuno ma, nonostante si senta solo, Simon diffida dal cercare qualcosa di più. Poi, trascinato a una festa dai suoi migliori amici, s’intromette in una discussione sul football e finisce per difendere l’onore della stella Declan Tyler, senza sapere che l’atleta è lì presente. Nessuno dei due sa che quel primo, imbarazzante incontro cambierà le loro vite per sempre.

Come al resto della sua famiglia, anche a Simon piace vivere a Melbourne, la città dell’Australian Rules football e mecca dei fan più sfegatati. Qui i giocatori sono trattati come degli dèi, a meno che non facciano qualcosa che deluda il pubblico. Quest’anno i tifosi ce l’hanno con Declan per una serie infelice d’infortuni, quindi il sostegno di Simon è l’unica nota positiva della sua stagione.

Mentre la relazione di Simon e Declan procede a tentativi, diventa sempre più difficile tenere nascosta l’omosessualità di quest’ultimo, sia agli amici in buona fede che ai media sempre più sospettosi. Nulla può rimanere nascosto per sempre. Presto Declan dovrà scegliere tra la carriera che ama e l’uomo che vuole, e Simon non è il tipo da rendere le cose semplici, né agli altri né a se stesso.

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Ve lo dico da subito: io amo questo romanzo incondizionatamente. Lo adoro, è il massimo sulla mia scala. Ha tutto quello che adoro, un protagonista nerd a modo suo, anti convenzionale, che non bada a come si veste (Doc Martens e Converse All Star forever), con una ristrettissima cerchia di amici – Fran, Rog e Nyssa – a cui non dimostra mai il proprio immenso amore, un rapporto conflittuale con la famiglia, amante dello sport, direttore di un festival alternativo ma sembra che ci sia capitato per caso, amante del caffè, antisociale, ironico fino al midollo e con una bocca in grado di dire la cosa più sbagliata nel momento peggiore. Come potrei non amare alla follia Simon Murray?

La storia inizia una sera, a una festa, dove Simon è stato trascinato con l’inganno da Fran&Rog, altrimenti non ci sarebbe andato nemmeno sotto tortura. Simon riesce a svicolare e a trovare rifugio in giardino su un lato isolato e buio della proprietà quando sente un gruppetto di persone parlare di football e più precisamente disquisire sul grandissimo campione sempre infortunato: Declan Tyler.

Ma Simon, benché non tifi la squadra di casa e cioè gli Essendon e nemmeno la squadra per cui gioca Dec ora come ora e cioè i Devils della Tasmania, si sente in dovere di lasciare il suo nascondiglio e andare a difendere il pluripremiato campione che sta vivendo un momento no.

State parlando di Declan Tyler, giusto? Vincitore per due anni di seguito del premio come miglior giocatore e come giocatore più corretto per i Devils, vincitore della Medaglia Brownlow e di quella Norm Smith e del Trofeo Leigh Matthews? Già, fa veramente schifo come giocatore di football.”

Vedete, so che Tyler può sembrare un cazzone arrogante, ma non potete dire che non sia un grande giocatore. Ovviamente, quando non è infortunato.”

Per qualche motivo tutti sbarrarono gli occhi. Confuso, sollevai le mani per ottenere una qualche reazione.

Si udì il suono di qualcuno che si stava schiarendo la voce dietro di me. “Beh, grazie per aver difeso il mio onore.”

Impossibile! Impossibile che stesse accadendo. Mi girai sperando che si trattasse solo di Roger che mi stava prendendo per il culo, ma l’espressione degli altri mi diceva che non era così. Anche se non avevo mai udito quella voce di persona, l’avevo sentita abbastanza in televisione, di solito al telegiornale o nelle interviste del dopo partita.

Dietro di me c’era lui in persona, Declan Tyler.

È iniziata così, con Simon che difende e offende Dec. Con Declan che trova affascinante e intrigante questo “segaiolo che si crede un artista, con i tuoi pantaloni cargo, le tue Doc Martens e il tuo guardaroba nero”.

Ma questo libro non parla solo di un incontro, di una storia che inizia. Perché Declan, come campione più pluripremiato del football australiano, non può essere dichiarato. Nessuno sa, a parte un ex amante anche lui giocatore di football e il suo migliore amico nonché capitano dei Devils – Abe, che Dec sia gay. Ma Simon, il suo modo di porsi con gli altri e con la vita in generale, il modo che ha di trattare Dec da essere umano e non da super uomo, riesce a entrargli sotto pelle da subito e gli chiede un appuntamento.

Da quel momento inizia una relazione tra i due. Ma non è oro tutto ciò che luccica. La relazione deve essere mantenuta segreta, è impossibile che un giocatore, all’apice della sua carriera, possa esporsi in questo modo. E a Simon va anche bene, capisce benissimo la riservatezza, è uno sfegatato tifoso di football lui stesso, anzi, per quanto lui sia dichiarato con chiunque da anni, non ha mai ‘sbandierato’ in famiglia la sua omosessualità, più per paura di creare tensioni che altro. Si, Simon è mr pippe mentali. Sono più le volte che pensa a una catastrofe e che tutto si risolve in una bolla d’aria che altro.

Ma, anche se Simon non dice nulla, c’è la sua famiglia che parla per lui. E non sto parlando dei genitori fans sfegatati degli Essendon, o del fratello Tim che cerca in tutti i modi leciti e non di metterlo in imbarazzo (Tim è veramente un cretino, lasciatemelo dire). Ma della famiglia che Simon si è scelto e nello specifico Roger. Rog che, per quanto idolatri Dec (possiamo dire che sarebbe come un madridista che incontra il ragazzo del suo miglior amico e quel ragazzo è Cristiano Ronaldo), lo attacca e lo mette alle strette per sapere le sue intenzioni e soprattutto capire se Simon dovrà a tornare a una vita nascosta.

Uffff non sapete quanti episodi voglia citarvi. Sulla boccaccia di Simon, sulla sua capacità di fare la cosa sbagliata nel momento peggiore; su Fran che è sempre colei che riporta la ragione e il sereno; su Nyssa che ha sempre paura che Simon molli lei e il triple F per una occasione migliore; su Rog che è geloso marcio di Dec perché sa che Simon non si appoggerà più a lui per primo, a Rog che con Simon difende Dec e con Dec diventa il paladino dei diritti di Simon; sul primo incontro con Abe e Lisa; sul post outing di Dec.

E non ho nemmeno iniziato a parlare di Dec. Di come reagisce a Simon, di come reagisce all’outing – si, non è stata una scelta volontaria. Si, Dec non l’ha presa niente bene. Si, ha creato un sacco di casini allo stesso Dec, alla sua famiglia, a Simon, alla sua famiglia. Di com’è Dec con Fran&Rog, o con Abe&Lisa, o con Maggie. Del primo “ti amo” di Dec a Simon e del primo “ti amo” di Simon. No, non sono stati consequenziali. Non sarebbe da Simon.

È un libro molto completo a mio punto di vista. C’è l’innamoramento e la prosecuzione della storia d’amore, c’è lo spaccato di vita quotidiana, c’è la vita da super star abituata a essere al centro dell’attenzione e abituata al non dire ma con cortesia. C’è l’abituarsi all’altra persona con pregi, difetti e bagaglio mediatico. C’è il circo a cui vengono sottoposti dopo essere stati scoperti. L’idiozia della tifoseria testosteronica che crede che, solo perché a te piacciono gli uomini, sei un fiorellino di campo. Che, solo perché sei “diverso” – odio questa parola. Cosa significa poi essere diverso? Le diversità sono le nostre unicità, sono le diversità che ci differenziano e non ci rendono una macchia indistinta di pecoroni che agiscono tutti allo stesso modo. Sto divagando, vero? Ok, dicevo, solo perché ti considerano diverso pensano che tu sia un debole, che non sappia difenderti e che non sappia il fatto tuo.

Cosa mi è piaciuto di più? Tutto.

Simon in assoluto, Dec, Fran, gli sgattaioliamo al pub di venerdì, come reagiscono al gossip, quel fronte compatto da ‘io e te contro il mondo’. Stupendo, meraviglioso. L’ho già detto che mi piace da impazzire?

Voto finale 5 arcobaleni cum laude (e tanto tanto tanto amore)

cum laude 1

May the multicolor be with you

RnbwP

***

VintageLove: “Lo spogliatoio” di Amy Lane.

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Titolo: Lo spogliatoio

Titolo originale: Locker Room

Autore: Amy Lane

Data uscita: 17 marzo 2015

Casa editrice: Dreamspinner Press

Pagine: 294

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Xander Karcek ha sempre voluto due sole cose dalla vita: Christian Edwards e il basket, l’uomo che ama e lo sport che lo ha aiutato a fuggire da un’infanzia che preferirebbe dimenticare. Le sue due ossessioni gli sono state d’aiuto. Lui e Chris hanno battuto ogni record riuscendo a giocare insieme alle superiori, all’università e dritti nell’NBA.

Ma vivere sotto la lente d’ingrandimento della fama non è facile, soprattutto quando due uomini fingono di essere amici fraterni affinché il mondo non scopra che sono praticamente sposati. La loro relazione sopravvive ai sacrifici che devono fare e alle menzogne che raccontano per rimanere insieme, ma quando il loro segreto è svelato, le conseguenze rischiano di distruggerli come nient’altro potrebbe fare.

Chris e il basket sono le due cose che tengono Xander in piedi. Ora il mondo chiede a Xander di fare una scelta. Esiste un’opzione che comprenda un futuro con l’uomo che ama?

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Il nostro boss, l’amata Bubbetta, ha pensato bene di farmi un regalo: farmi recensire tutti i romanzi di Amy Lane, visto che la adoro. Grazie, boss, grazie davvero: hai idea di quanti soldi spenderò in fazzoletti? Dovrei chiedere un rimborso spese…

Così mi sono armata di pazienza e fazzoletti, e ho iniziato con Lo Spogliatoio, il romanzo che più preferisco di questa autrice, e uno dei miei preferiti in assoluto.

La storia abbraccia diversi anni, da quando i protagonisti sono solo ragazzini, a quando arrivano a essere adulti. Xander viene da una famiglia che definirla tale è già un complimento. Poveri, senza pane in tavola – né altro, se per questo –, drogati e alcolizzati e poco avvezzi allo studio. L’incontro con il piccolo Christian gli cambierà la vita: la famiglia del ragazzo sarà anche quella di Xander, e lo aiuteranno come se fosse loro figlio. Tanto che la scintilla che scocca fra i due ragazzi non potrà mai trasformarsi in incendio, finché vivono sotto lo stesso tetto. La tentazione è forte, così come è facile scivolare in ciò che considerano sbagliato – non perché gay, ma per non mancare di rispetto ai genitori di Christian.

Come ho detto all’inizio, la loro storia abbraccia molti anni, e arrivati al college può evolversi e approfondirsi, soprattutto fisicamente: loro si amano, ne sono certi, e ora possono anche portare la loro relazione al livello successivo senza offendere la loro famiglia. Ma questo solo nell’intimità della loro camera, o comunque dove nessun altro possa vederli: si nascondono, e questo a causa del basket.

Entrambi sono infatti grandissimi giocatori, tanto da aver creato una coppia perfetta sul campo, mai divisi dal liceo all’NBA. Quello del basket è un brutto mondo, dove l’omosessualità non è consentita o vista di buon occhio, e Xander e Christian vivono la loro relazione nell’ombra. Per il mondo intero sono due amiconi e compagni di squadra che vivono assieme, mentre nella realtà sono praticamente sposati.

Non è facile fingere, non quando le ammiratrici sono così determinate ad avere un pezzetto dei due grandi campioni, e i loro compagni di squadra si insospettiscono quando puntualmente le ragazze vengono ignorate. Ecco perché i due uomini ricorrono a uno stratagemma che nella sua semplicità mi ha spezzato il cuore. A turno avrebbero portato a letto una donna, tradendo così il proprio amore con il suo stesso beneplacito, per il bene della loro relazione.

Non vado avanti a raccontarvi la storia, vi dico solo che come tutte le bugie, anche quelle di Xander e Christian hanno vita breve, e si trovano costretti a scegliere fra il fare outing e il lasciarsi. Il doversi nascondere e soprattutto tradire è qualcosa che sta distruggendo entrambi: quando uno dei due vede l’altro andarsene con una donna, ben sapendo non solo cosa farà, ma anche che la volta successiva sarebbe toccato a lui, qualcosa si spezza nel suo cuore, ancora e ancora, finché entrambi si ritrovano con una manciata di schegge acuminate nel petto. Continuare sembra impossibile, ma venire allo scoperto e continuare a giocare da professionisti sarà possibile?

È come se il mondo fosse morto senza di te, Chris. Io… gli unici momenti in cui vedo i colori sono quelli in campo. Io… se dovessi mai chiederti quale dei due è più importante, lo sport o te, non farlo, va bene?”

Il punto focale del romanzo non è quindi la ricerca dell’amore, perché Xander e Christian l’hanno trovato fin dal loro primo sguardo. Ciò che manda avanti la storia, ciò che davvero importa, è la dimostrazione di questo amore davanti a tutti. Non mettersi in gioco, ma mostrare il proprio gioco al mondo e continuare a testa alta, perdendo ciò che credono di amare per non perdere la loro relazione.

Un ruolo importante – in senso negativo – lo svolge l’allenatore dei due, il tipico omofobo troglodita e credente: non potendo sopportare che due “froci” abbiano una tale bravura nello sport, li separa, mettendo a dura prova il loro rapporto.

Perché ciò che stavate facendo era sbagliato!” ringhiò Wallick e per un momento Xander pensò che fosse facile da mettere a posto.

Mi dispiace, coach. Di solito, sa, non lo facciamo quando non siamo a ca…”

Mi riferisco a voi due che scopate! È sbagliato e… lo giuro sulla mia chiesa, non so perché Dio abbia dato un dono come il vostro a una coppia di culattoni che sputano sullo sport!”

Una menzione speciale per Leo, l’agente dei due protagonisti, e la famiglia di Christian – e anche di Xander, per amore piuttosto che per sangue. Questa famiglia non convenzionale, così come alcuni loro compagni di basket più tardi, sono la colonna portante della coppia. Sostengono, amano e soprattutto non giudicano, perché come si può giudicare l’amore?

Se il basket mi ama quanto io amo questo sport, allora non importerà chi sono quando gioco.

5 arcobaleni cum laude, e un rimborso spese di 27€ in fazzoletti. Come non amare la Lane? Le sue storie sono sempre vere, reali nella loro crudezza. Direi crudeli, se non fossi certa che da qualche parte nel mondo c’è davvero chi vive come i suoi personaggi, e ne soffre. Così come negli altri suoi romanzi, l’amore fra i protagonisti non viene mai messo in dubbio: ciò che rema loro contro è il mondo, il suo modo di vedere gli omosessuali, riducendo le persone a ciò che preferiscono a letto. Non più persone capaci di amare, giocare, svolgere un lavoro, parlare, pensare: solo due maschi assieme, un abominio.

.Pinkie.

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VintageLove: “La mia piccolina” di Piper Vaughn & M.J. O’Shea.

VintageLovePer inaugurare la rubrica Vintage Love volevo un libro che mi rappresentasse, non uno dei soliti titoli e autori (Gray, Suede, Klune o Cardeno per intenderci), che mi fosse particolarmente gradito e che, in sé, racchiudesse alcuni dei miei temi preferiti: il queer, l’asociale ossessivo-compulsivo, l’amicizia di quelle “io e te fino alla fine” e l’amore che ti travolge come un tir in corsa che non hai visto né tantomeno sentito arrivare.  Il prescelto è stato “La mia piccolina” di Piper Vaughn & M.J. O’Shea, due autrici che, tra parentesi, mi piacciono molto.

SINOSSI (tratta dal sito della Dreamspinner Press):

“Papà” non era un titolo che Rue Morraway desiderasse, ma non aveva neppure mai pensato di fare sesso con una donna. Adesso è il padre involontario di una neonata di nome Alice. Tra il suo lavoro come barista e la scuola per parrucchieri, Rue non ha il tempo per la bambina, ma non vuole darla via. Quello di cui ha bisogno è una babysitter e sta finendo le opzioni possibili. È sul punto di lasciare la scuola per badare lui stesso ad Alice, quando gli viene in mente il suo solitario vicino, Erik.

Erik Van Nuys è uno scrittore di libri di fantascienza con un sacco di problemi d’ansia. Non ama la gente in generale e ancora meno ama i bambini. Lo stesso, con i suoi assegni per i diritti in calo, ha bisogno di un’entrata extra. Malvolentieri, si cala nel ruolo del tato e ancora meno volentieri, si trova a innamorarsi di Alice e del suo spumeggiante genitore.

Rue ed Erik sono tanto diversi quanto possono esserlo due persone e Alice è la più inusuale delle bimbe, ma Rue non è mai stato tanto felice quanto lo è con lei ed Erik al suo fianco. Almeno, fino a quando non riceve un’offerta che gli farebbe raggiungere tutti i suoi sogni e non si trova di fronte a una scelta: il futuro che ha sempre sognato o la famiglia che non aveva mai creduto di desiderare?

LA MIA OPINIONE:

Rue ed Erik non potrebbero essere delle persone più agli antipodi. Ecco come si presenta Rue al mondo nel prologo:

“Stavo passando una serata decisamente favolosa, se mi è permesso dirlo. Avevo applicato l’eye-liner proprio bene, i miei capelli salivano sparati e scendevano perfettamente a piombo nei punti giusti, e nel vestirmi ero riuscito a camminare su quella sottile linea che sta tra il leggermente troia e il profondamente puttana, che in qualche modo andava a finire con i ragazzi che sbavavano e io che ottenevo mance fantastiche. Come dicevo, davvero una serata favolosa.”

 Rue è appariscente, sempre con i capelli all’ultima moda, mangia sano, beve tè verde, usa tanta crema idratante e si dipinge le unghie. Sogna di diventare il più richiesto ed amato coiffeur dalle star di Hollywood. Al momento però vive nella anonima Wilmington, di giorno studia da parrucchiere e di sera sculetta, ammicca e serve i clienti del Tom Tom. E molti clienti lo apprezzano e glielo dimostrano, molto spesso e molto molto volentieri.

A dispetto del carattere aperto e della buona parlantina, Rue ha un solo grande amico: Dusty. Il suo grillo parlante, la spalla su cui piangere, la mano da stringere nei momenti delicati, l’unico su cui può contare e l’unico che abbia mai amato.

Finora.

Perché la sua vita sta per prendere una direzione inaspettata. Non solo fa sesso con una donna, e credetemi se vi dico che Rue è sopra ogni dubbio gay, è l’epitome del gay, una specie di manifesto da Pride semovente, ma la mette anche incinta. È così che nella sua vita entra Alice, ma non è la piccola a cambiargli la vita: è a causa (o forse grazie) ad Alice che nella sua vita entra Erik.

“Non ero mai stato molto bravo con i cambiamenti. O, per dirla tutta – ero terribile con i cambiamenti. E lo sapevano anche i miei genitori. Mi avevano aiutato a trovare questo posto prima di trasferirsi a Boston poche settimane dopo il mio diploma, quando l’idea di lasciare la casa in cui ero cresciuto mi aveva spedito in nove diversi livelli di panico. Adesso questo luogo era diventato il mio santuario personale, calmo, tranquillo e oh, così silenzioso quando avevo bisogno che lo fosse. Potevo esporre tutti i miei modelli di navi spaziali e tutte le miniature di Star Wars senza preoccuparmi che potessero essere toccate o rotte, lasciare il mio laptop aperto sulla scrivania senza dovermi preoccupare di occhi curiosi, e mai, mai sarei stato costretto a far entrare qualcuno, se non lo volevo.”

Lo scrittore di romanzi Sci-Fi Erik, l’ossessivo Erik che mangia solo schifezze e beve litri di Gatorade seduto sulla sua poltrona preferita mentre combatte un attacco di panico guardando Star Wars. Quell’Erik.

Erik che deve traslocare nel palazzo di Rue, Erik che deve cambiare verso al suo ultimo romanzo, perché lo Sci-Fi non tira più come una volta. Hai mai provato con un romanzo d’amore? Magari un M/M? Ora vanno alla grande e il mercato è in espansione… Erik che non solo non è mai stato intimo con nessuno, ma che non si era mai sentito attratto da nessuno, né donna né uomo.

Non è un romanzo da amore a prima vista. Anzi, direi più sconcerto a prima vista. Ecco quello che Erik vede in Rue la prima volta che questi, per disperazione, bussa alla sua porta per chiedergli una mano con Alice:

“I lisci capelli neri erano pettinati da un lato, coprendo in parte uno degli occhi. Da ciò che riuscivo a vedere di quello e dell’altro occhio, erano verdi. Ma non era il colore che mi aveva colpito. Era il fatto che fossero attentamente contornati da una linea nera… e la sua pelle era bianca come porcellana… e il suo labbro inferiore aveva due piercing, due di quei cerchi con la pallina, ciascuno a circa due centimetri dal centro.

Assimilai il tutto, ancora troppo confuso per riuscire a parlare. E questo prima che dessi un’occhiata ai suoi vestiti. Indossava una maglia nera aderente e un paio di quei pantaloni da ragazza che si fermano a metà polpaccio. Pendevano bassi sui suoi fianchi ed erano tenuti su da una cintura borchiata rosa acceso… che si abbinava alle infradito rosa che indossava ai suoi perfetti piccoli piedi. Gli fissai le dita – le unghie erano dipinte di nero con dei bagliori rosati – fino a quando il rumore di lui che si schiariva la voce non riportò la mia attenzione al suo viso.”

E le prime impressioni di Rue non sono da meno.

“E poi c’era Mister Gatorade – così soprannominato a causa delle casse di quella sostanza nociva che si faceva spedire ogni mese, insieme a scatole di ramen liofilizzato, cereali glassati e lattine su lattine di quella pasta precotta che era quasi fluorescente da quanto era rossa. Il pensiero di tutto quel sodio e di quello sciroppo ad altissimo livello di fruttosio era sufficiente a darmi i brividi.”

Per quanto le vite, i caratteri, le esperienze di Rue ed Erik siano agli antipodi e apparentemente immiscibili come acqua ed olio, il loro rapporto funziona. A poco a poco il terzetto formato da Rue, Dusty e la piccola Alice riescono a scalfire l’alone di panico che circonda qualsiasi parola o gesto di Erik. Ed Erik? Lui diventerà un punto fermo per tutti. Sarà l’eroe di Dusty, il pa-pa di Alice, il tutto di Rue. Il suo cambiamento sarà epocale anche se lento e non privo di crisi di panico.

Devo dirvi che il libro mi è piaciuto o arrivati a questo punto l’avete intuito? Mi piace la scrittura delle due autrici, mi piace un libro che presenta i POV (Point of View, punti di vista) di entrambi i protagonisti, mi dà quasi l’impressione di stare a sentire una coppia di amici che raccontano la loro storia d’amore.

A dir la verità ho adorato soprattutto Erik. Preferisco quando i personaggi principali non sono così stereotipati, come succede in molti romanzi. Erik sembra una persona vera al 100%, ha paranoie e attacchi di panico per qualsiasi cosa esca dai binari che faticosamente si è costruito negli anni. Quando il suo editor gli dice che deve variare genere letterario e gli manda del materiale informativo (vedi altri m/m) la reazione di Erik è stupenda. Quello che sorprende soprattutto di lui è come, nell’anno in cui si svolge la storia, sia diventato più sicuro di se. E non è solo dovuto a Rue. Sono stati l’amore incondizionato e la serenità che gli dava Alice, l’affetto, la tranquillità e l’accettazione di Dusty. Si, Rue è l’asse su cui gira il suo mondo, ma il solo amore di Rue non sarebbe bastato.

Che voto dò a “La mia piccolina”? Io direi che per scrittura, personaggi, storia, personaggi secondari e dialoghi si merita 5 arcobaleni su tutta la linea!

5 arcobaleni

.RnbwP.

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